deloitte automotive

Deloitte Automotive Consumer Study 2022 su tecnologie e concessionarie

Il Deloitte Automotive Consumer Study conferma: non più di 450 euro in più per tecnologie innovative. E’ quanto spenderebbero gli italiani per strumenti di assistenza alla guida in un’auto nuova. Il dato emerge dalla più recente ricerca della società di consulenza, insieme ad altre interessanti informazioni. Ad esempio, che le concessionarie sono preferite alle piattaforme online. Anche se il canale web conquista rapidamente quote di mercato, lo showroom è preferito dall’83% degli intervistati nel Belpaese. Valore in crescita rispetto al 78% del 2020.

Nel resto del mondo?

La quota di chi preferisce ancora acquistare un’auto esclusivamente di persona risulta del 78% in Germania, del 75% negli Stati Uniti, del74% in Giappone e del 72% in Cina.

Deloitte Automotive Consumer Study 2022: il prezzo giusto delle tecnologie

«In un quadro complesso e segnato dal continuo mutamento, abbiamo cercato di capire quali sono le aspettative dei consumatori che hanno intenzione di acquistare una nuova auto nei prossimi mesi o anni», spiega Giorgio Barbieri, automotive sector leader di Deloitte in Italia.

Ecco che le tecnologie di sicurezza e connettività più avanzate rappresentano una forte attrazione, ma non devono costare eccessivamente. «E’ un costo di cui dovrebbero farsi carico le case produttrici stesse anziché trasferirlo agli acquirenti», dice l’analisi.

La quota di chi non è disposto a pagare oltre 450 euro coinvolge 7 consumatori su 10 in Germania (70%) e il 69% in Italia con una crescita rispetto al 62% dello scorso anno.

Non sono disposti a pagare un sovrapprezzo per la tecnologia anche il 66% dei giapponesi, il 58% dei Sud-Coreani e il 56% dei consumatori statunitensi.

In Cina, invece, solo il 31% rinuncerebbe a più sicurezza per un sovrapprezzo.

L’auto privata un must in Italia

Tra le tendenze emerse dallo studio c’è l’emergere del noleggio e di abbonamenti flessibili nei Paesi asiatici.

Infatti, la preferenza per l’auto privata rispetto a mezzi pubblici arriva al 76% negli Stati Uniti, al 70% in Italia, al 67% in Germania. Mentre si assesta al 60% in Cina e al 54% in Giappone.

Ibrido ed elettrico sempre più interessanti

Il 69% dei consumatori italiani confermano di voler scegliere veicoli a zero emissioni oppure ibridi per il prossimo acquisto. Si tratta di una delle percentuali più alte al mondo, come l’anno scorso.

Infatti, in Corea del Sud è di questa opinione il 63%, il 61% in Giappone, il 51% in Germania, il 42% in Cina e il 31% negli Stati Uniti.

Un’attitudine quest’ultima che si allinea al Monitor Deloitte, presentato alla 5° Conferenza Nazionale sulla Sharing Mobility. In sintesi, l’evoluzione della mobilità influenza fortemente nuovi modelli di organizzazione delle città.

Spiega Deloitte: «Il modello della 15 Minutes City rappresenta la miglior risposta al bisogno di vicinanza ai servizi, espresso dal 95% degli abitanti delle città italiane».

Significa che i cittadini vorrebbero avere entro 15 minuti di distanza supermercati, verde pubblico e assistenza sanitaria. «Non si può pensare di evolvere la mobilità senza un contestuale rinnovamento dei modelli cittadini, considerando che, per più di 3 abitanti su 4, circa l’80% dei viaggi avviene all’interno del contesto urbano e oltre il 60% non sono soddisfatti della mobilità nella loro città», è la deduzione.

[Approfondisci sulla ricerca che parla della riorganizzazione delle città in quartieri “da 15 minuti”]