La privacy tema sensibile nell’incontro con società di telematica da Fastweb

Sfida a singolar tenzone, nella massima correttezza,  tra società telematiche nella sede di Fastweb a Milano, convocati dalla Fleet Manager della società di telecomunicazioni svizzera Barbara Caimmi, anche nostra giurata nel premio MFA – MissionFleetAwards e messi di fronte a una platea di interessati Fleet Manager sull’argomento.

Ma, oltre ad aver presentato le proprie aziende è parlato dei propri prodotti, chi più e chi meno, o,come nel caso di Texa con il suo direttore business unit telemobility Andrea Algeri, ha fatto la storia della telematica, ad aleggiare sul l’incontro i dettami della privacy, che  hanno avuto una ennesima regolamentazione da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro, con la circolare del 7 novembre 2016, n. 2, che chiarisce come le black box, “non sono strumenti lavorativi” e quindi oggetto di consultazione aziendale  (leggi: Il gps in auto non è strumento di lavoro – quasi mai –).

Da Targa Telematics una precisazione per le mille domande dei Fleet Manager: “chi ha una Black box attiva diventa titolare dei dati. La società che le adotta deve cercare di trovare un accordo con le RSU o RSA, o in mancanza acquisire il permesso della Dtl, facendo domanda con un allegato tecnico che le nostre società possono aiutare a fare. Naturalmente bisogna fare una notifica al Garante, che – essendo un’Authority – non è chiamato a rispondere ma soltanto a recepire. Se invece la Black Box è “silente” è solitamente il noleggiatore installante a curarsi degli adempimenti verso i potenziali usufruitori/destinatari” affermano in coro Irene Buso, Key Account Manager & Legal Support, e Massimiliano Balbo di Vinadio, Vice President della società che si divide tra Torino e Treviso.”.

Ma naturalmente è buona norma “informare i dipendenti della presenza di queste box anche in caso di non attivazione” come sottolinea Roberto Cortesi, business development di Viasat, che spiega come i Fleet Manager non debbano essere legati necessariamente al fornitore delle società di Nlt anche se quelle che hanno deciso di montare un proprio sistema telematico lo fanno sistematicamente su tutta la propria flotta. E, alla domanda del neo Fleet manager di Prada Filippo Giannetti quando una geolocalizzazione reale può essere attivata obtorto collo, Cortesi e Algeri hanno risposto “nei caso previsti dalla legge (come detto per i portavalori ad esempio, ma anche nella logistica, ndr) ma anche  in caso di ottimizzazione operativa della flotta” che vuol dire tutto e niente. Anche perché come ha ben chiaro Cortesi, e tutta la platea, “le nostre società sono avanti  rispetto al legislatore come succede sempre nel campo delle nuove tecnologie”.

Insomma un tema caldo, caldissimo che continueremo a trattare su queste colonne e sulla nostra rivista. Con i Fleet Manager proprio nel mezzo tra le esigenze di meglio gestire la propria flotta, e poter applicare strategie di saving grazie alla telematica, ma anche di quelle dei propri driver, e dei propri superiori…, nonché delle politiche delle società di Noleggio a lungo termine, che offrono, almeno a parole, a detta di molti dei presenti, vantaggi economici e di informazioni con i propri sistemi che, almeno al momento, tanti Fleet Manager non vedono (o vedono addirittura in negativo). Attendiamo quindi anche le loro riflessioni. E, magari come detto oggi all’incontro, anche una nuova occasione di confronto anche con loro presenti. Chi accetterà?

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