La crescita di Leapmotor nel mercato italiano non è soltanto una questione di prezzi competitivi. Dopo il debutto nel 2024 con la citycar T03 e il SUV C10, il costruttore cinese, sostenuto dalla joint venture con Stellantis, sta progressivamente ampliando la propria presenza con una gamma più articolata e con un obiettivo tangibile: diventare un protagonista anche nel mercato business e delle flotte aziendali.
La nuova berlina elettrica B05 rappresenta un ulteriore tassello di questa strategia. Ma, ascoltando gli interventi del Country Manager Federico Scopelliti e del Marketing Manager Christos Tsafonias, appare evidente come il progetto vada ben oltre il lancio di un singolo modello.
Dalla startup cinese a protagonista globale
Fondata nel 2015 e presente sul mercato dal 2019, Leapmotor è oggi una delle startup più dinamiche del panorama cinese della mobilità elettrica. I numeri raccontano una crescita estremamente rapida. Il marchio ha ormai superato il milione e mezzo di veicoli consegnati nel mondo, è presente in oltre 45 mercati, dispone di più di mille punti vendita e assistenza e oggi oltre il 15% dei volumi viene realizzato fuori dalla Cina. Tra i costruttori cinesi dedicati ai veicoli a nuova energia, figura inoltre ai vertici delle classifiche mondiali.
L’accordo industriale con Stellantis è il vero acceleratore della diffusione internazionale, in Europa, dove la rete commerciale e l’organizzazione post-vendita (con circa 1.000 punti in Europa) hanno permesso al marchio di presentarsi con una credibilità difficilmente raggiungibile da altri nuovi costruttori asiatici.

Italia mercato strategico
Fra tutti i mercati europei, l’Italia sta assumendo un ruolo particolare. Dopo il debutto commerciale con la T03 e il C10, la rete è cresciuta rapidamente fino a superare i 120 punti vendita, mentre le immatricolazioni hanno registrato un’evoluzione molto sostenuta. Secondo i dati presentati dal management, il nostro Paese è oggi il primo mercato internazionale del marchio dopo la Cina. La piccola T03 ha svolto un ruolo fondamentale nel far conoscere il marchio, diventando uno dei modelli elettrici più apprezzati nel canale privati grazie a un rapporto prezzo-dotazione particolarmente competitivo. Parallelamente, il SUV C10 ha iniziato a presidiare una fascia superiore, aprendo le porte anche a una clientela familiare e professionale.
La gamma guarda ai segmenti richiesti nelle flotte
Con l’arrivo della B05 e della B10, affiancate dalle varianti REEV ad autonomia estesa, Leapmotor punta ora a coprire le aree di mercato oggi più interessanti anche per il mondo delle aziende. È un passaggio quasi inevitabile.
I segmenti superiori consentono di dialogare con realtà che ragionano in termini di costo totale di esercizio, percorrenze annuali, comfort e dotazioni tecnologiche. In quest’ottica la nuova B05 appare significativa. Pur mantenendo un prezzo estremamente competitivo, propone una piattaforma moderna, un abitacolo spazioso, una buona efficienza energetica e una dotazione tecnologica completa. Elementi che possono renderla interessante anche per le flotte.

L’ascolto del mercato europeo
Uno degli aspetti che emerge con maggiore evidenza osservando l’evoluzione del marchio riguarda la capacità di adattarsi alle esigenze europee. La stessa B05 è stata sviluppata con una messa a punto specifica del telaio effettuata anche presso il centro prove di Balocco, con l’obiettivo di offrire un comportamento dinamico più vicino ai gusti degli automobilisti europei. È uno degli aspetti che distingue l’attuale fase di crescita del marchio: non limitarsi a proporre prodotti competitivi nel prezzo, ma ascoltare con attenzione le richieste dei singoli mercati e adattare progressivamente i propri modelli.
Il rapporto qualità-prezzo punto di forza
Naturalmente il prezzo continua a rappresentare uno degli argomenti più convincenti dell’offerta Leapmotor. Ma sarebbe riduttivo limitarsi a questo. La sensazione, guidando gli ultimi modelli del costruttore come la B03X, è che il vero salto di qualità riguardi soprattutto l’equilibrio complessivo dei prodotti. Le plastiche degli interni ricordano che non siamo nel territorio premium, ma gli assemblaggi convincono, il software dell’infotainment è maturo e la dinamica di guida aderisce sempre di più agli standard europei.

Ora la sfida si chiama flotte
Dopo avere consolidato la presenza nel mercato privati, il prossimo passo naturale riguarda il canale business. L’ampliamento della gamma verso segmenti superiori, l’arrivo delle versioni REEV, la rete costruita insieme a Stellantis e la crescente notorietà del marchio rappresentano infatti elementi che possono aumentare l’interesse di aziende, noleggiatori e gestori di flotte.
Su questo fronte saranno determinanti anche i servizi dedicati al mondo business e le formule commerciali che accompagneranno lo sviluppo della gamma. E’ Federico Scopelliti, country manager di Leapmotor Italia, ad approfondire questi aspetti, illustrando la strategia per il mercato flotte, il ruolo che il brand intende ricoprire e le prospettive nel canale professionale.
Cosa significa, per voi e per Stellantis, avere una gamma Leapmotor che cresce così vigorosamente, pensando anche al mondo B2B, alle flotte aziendali?
«Per Stellantis Leapmotor è una novità che ha portato grandi benefici- spiega Scopelliti – in primo luogo perché il business del brand è complementare a quello degli altri marchi, lo vediamo nelle dinamiche di concessionario. La vettura elettrica, per come abbiamo gestito il lancio, è stata rivolta principalmente alla vendita a cliente privato o alla vendita B2B di prossimità, quindi partite IVA e piccole aziende. E il B2B di prossimità già pesa un 15% sul totale del venduto. Un’area su cui stiamo investendo molto, e che sta già crescendo, è il noleggio a lungo termine: siamo già a una percentuale tra il 10 e il 15%».
Come è gestito il noleggio alle aziende, tra voi ed i vari player sul mercato rental?
«Tutti gli accordi con i grandi noleggiatori vengono gestiti attraverso Stellantis Fleet & Business. Quando parliamo di noleggio a lungo termine, parliamo soprattutto delle grandi aziende, che stanno chiedendo tanto di Leapmotor: c’è un interesse diffuso ed abbiamo una persona dedicata che si occupa di queste vendite. Con il compito di andare, insieme al team Fleet & Business di Stellantis, a presentare la nostra gamma, che ha caratteristiche di prodotto e di utilizzo peculiari, diverse da quelle degli altri brand».

Il mondo fleet è complesso ed articolato, con ruoli spesso definiti ma anche molta curiosità, per i player cinesi: voi come vi posizionate?
«Tutte le vendite di Leapmotor sono, come le definiamo noi, fisiologiche, cioè non sono spinte. Cerchiamo di sfruttare al massimo il potenziale del nostro brand in ogni canale. Nel noleggio c’è una grande opportunità di business e la stiamo investigando, ma soprattutto riscontriamo interesse da parte delle aziende, e tante ci hanno già scelto. Le ragioni sono ovvie: la fiscalità, perché le Bev hanno benefici come fringe benefit, e sicuramente c’è anche un effetto novità. Vediamo sempre di più i grandi account, le grandi aziende, guardare con interesse l’offensiva cinese. Nel nostro caso abbiamo, se vogliamo, un vantaggio: far parte di Stellantis».
Fleet manager a parte, c’è qualche elemento da citare che può invece essere utile al driver, con auto fornita dall’azienda?
«L’aspetto che arriva direttamente allo user chooser è la completezza del veicolo. Lasciando stare il nuovo corso stilistico e la nuova tecnologia, con un Infotainment particolarmente sviluppato, penso anche alla sicurezza: sono vetture che nascono già con moltissimi ADAS, e in ambito aziendale è molto importante. Il driver si trova un’auto che ha già tutto incluso. Notiamo poi richieste aggiuntive dalla clientela: un cliente più esigente, che vuole anche il sedile ventilato e riscaldato e se lo trova, dice: mi stai dando qualcosa di meglio».
In Italia avete “sfondato” grazie alla T03, ora la gamma avvicina anche segmenti tipici delle flotte, ricchi di competitor con forti immagini pre-costruite: che aspettative avete?
«C’è aspettativa, c’è già anche richiesta, per esempio della B05, una segmento C che lavora principalmente nelle flotte. Perché sotto certi punti di vista è estremamente moderna e sotto altri, è un po’ un ritorno al passato: trazione posteriore, distribuzione dei pesi 50-50. Un gusto che oggi non si trova più ed è più vicina a uno user chooser rispetto a una tipica company car».
Per un aspetto importante come il post-vendita invece, cosa evidenziate alla clientela?
«La rete Stellantis è un punto di riferimento importante per l’utilizzatore, la stiamo formando e questo tranquillizza molto. Dobbiamo poi citare il livello di difettosità delle nostre auto, che negli ultimi due anni è estremamente basso. Quando abbiamo avuto qualche problema, una semplice rottura di parabrezza o paraurti, i tempi di sostituzione sono stati brevissimi, perché abbiamo il magazzino ricambi a Rivalta, con approvvigionamento molto brevi».

A questo punto, la grande incognita di molti resta il valore residuo.
«Ci stiamo lavorando tanto, è un’area che ho seguito nelle mie esperienze passate. Credo sia importante parlare della performance commerciale del brand: vende tanto nel canale privato, quindi non ci sono canali spinti, e i livelli di auto-immatricolazione sono bassissimi, anzi non ne facciamo. Questo è un primo indicatore, soprattutto ai fini del valore residuo. L’altro aspetto sono le politiche di scontistica stabili. Non facciamo altalene: le politiche sono le stesse da quando abbiamo lanciato i modelli. Non facciamo su e giù e non seguiamo esigenze contingenti, ma cerchiamo stabilità. Anche questo è un elemento fondamentale».
Ma la forza dell’offerta molto competitiva rimarrà sempre?
«Certo, assolutamente. Il punto di forza di Leapmotor è proprio questo: un prodotto tecnologicamente avanzato ma sostanzialmente accessibile. Lo dicono tutti, ma come queste, non ce ne sono tantissime. Tant’è che abbiamo conquistato posizioni, e questo tenderà a rimanere. La volontà è sempre quella, è la missione di Leapmotor, non possiamo venire meno a questa promessa».












