Manifesto dell’auto

Manifesto dell’auto continentale: cosa chiede Acea all’Europa

In vista delle elezioni europee i costruttori auto dettano cinque punti, eccoli

Cosa è il Manifesto dell’auto di cui si parla oggi? L’industria europea dell’auto è in forte crisi mediatica e anche reale, con i cinesi che volenti o nolenti prendono quota da noi e americani che forse di tutela meglio.

Per la conferenza sul clima COP 28, ma soprattutto in vista delle elezioni europee 2024, la Acea di De Meo lancia un Manifesto dell’Auto continentale, su cinque punti.

Manifesto dell’auto, i cinque punti di ACEA

Il primo è detto Industrial Deal, per riportare la strategia industriale al centro, non solo i dati ambientali da perseguire. Quindi la richiesta di sviluppare una strategia coerente con certezza della pianificazione a lungo termine e tempi di consegna. Dare alternative praticabili in caso di exit strategy per tecnologie o sostanze specifiche. Terzo punto la competitività globale, mantenendo parità per i veicoli europei sostenibili da difendere contro i cinesi, ad esempio. Anche per le forniture “critiche”. Quarto punto la neutralità tecnologica, dovuta e ultimo il preservare la mobilità delle persone e delle merci.

De Meo ha ricordato i molti  regolamenti Ue che entrano in vigore ogni, a volte contrastanti. «L’Europa deve adottare un approccio olistico, che comprenda l’intera catena del valore, da monte a valle. Bruxelles deve garantire che si possa competere in condizioni di parità. La concorrenza è salutare, significa anche mercati globali aperti e regole commerciali libere ed eque».

Intanto le immatricolazioni di auto previste per il 2024 sono date in lieve calo, rispetto al trend crescente 2023.

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