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Mercato auto Italia by Dataforce, il metano torna a svettare

I dati resi noti da Dataforce sul mercato auto Italia scatta una fotografia perfetta di quello che è stato il mese appena trascorso, con la sorpresa del metano. Mentre per i dati complessivi conviene leggere questo articolo della nostra testata, ci sono altri aspetti interessanti che meritano un approfondimento.

Prima di tutto le alimentazioni: le auto equipaggiate con motori Diesel continuano il calo nelle vendite con un mese, quello di agosto, con una diminuzione del 29,58% anno su anno superiore a quella dei mesi precedenti. Parallelamente crescono gli acquisti di vetture a benzina: +44,04%.

Ormai le immatricolazioni delle auto con i due principali carburanti sono abbastanza vicine (dopo il sorpasso di luglio da parte del benzina): 38.975 le auto a benzina targate ad agosto, 41.612 le auto a gasolio. Questo significa che in un solo mese sono state immatricolate 17.500 auto a gasolio in meno, mentre quelle alimentate a benzina sono state circa 12.000 in più.

Mercato auto Italia: calo Diesel, aumento benzina, gpl, metano ed elettrico

Le immatricolazioni di auto a gpl sono in crescita del 17,6%, mentre quelle delle vetture a metano sono tornate a salire: +35,28%. Le elettriche sono cresciute in maniera consistente (+163,3% pari a 356 unità in più), con la convinzione di Dataforce che sottolinea: “Avremmo avuto lo stesso risultato anche senza bonus”.

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Aumento anche delle vendite di auto ibride, cresciute di 6,32 punti percentuali, passando dalle 4.144 di agosto 2018 alle 4.406 di agosto 2019. Male invece le ibride plug-in, ossia quelle incentivate dalla recente introduzione dell’incentivo: queste hanno fatto segnare invece un calo del 34%, pari a 145 unità vendute in meno, probabilmente a causa della scarsa disponibilità di prodotto.

Mercato auto Italia: citycar e piccoli Suv ok. E la tabella di emissioni CO2 e NOx

Per quanto riguarda i segmenti, ad agosto sono stati solo due quelli a reggere il passo dello scorso anno e far segnare incrementi: l’A (ossia le citycar), e i Suv di piccola taglia (segmenti A-B). Il primo di questi due ha fatto registrare un aumento delle immatricolazioni del 58,04% (sono 6.190 unità in più, di cui quasi la metà sono Fiat Panda), mentre il secondo è cresciuto del 6,8%, sfiorando le 17.500 immatricolazioni in un solo mese.

Cifra che si avvicina al segmento più importante del mercato, quello delle utilitarie “B”, che ad agosto ha superato di poco le 18.500 vendite, anche se in calo del 20,18%. Considerando i primi 7 mesi del 2019 sono stati immatricolati 550.000 tra Suv e crossover, con una crescita di quasi 35.000 unità.

Ed ecco il tema emissioni di CO2: per meglio comprendere l’andamento delle vendite in relazione agli incentivi statali per elettriche e ibride plug-in (con emissioni di CO2 fino a 70 g/km e un prezzo di vendita non superiore ai 50.000 euro + Iva) e l’incidenza del malus che grava sulle vetture con emissioni di CO2 superiori a 160 g/km, dallo scorso mese di aprile Dataforce pubblica anche una tabella delle immatricolazioni. Sono suddivise per classi di emissione di anidride carbonica (fino a70 g/km, da 71 a 160 g/km e da 161 g/km) e per canale di vendita (privati, flotte, noleggio a lungo termine, noleggio a breve termine e auto-immatricolazioni OEM e dealers).

Effetto eco-malus

Nella prima classe di emissione, ossia quella agevolata dagli incentivi, ad agosto il risultato è nettamente migliore rispetto ai mesi scorsi. Infatti, le immatricolazioni sono cresciute del 44%, anche se l’aumento è dovuto esclusivamente al raddoppio di quelle dei privati e dei noleggi a lungo termine.

Nella classe di emissione intermedia, ossia quella non influenzata dagli incentivi né penalizzata dall’eco-malus, le vendite sono rimaste quasi sullo stesso livello del mese di agosto 2018.

Invece nella categoria superiore ai 160 g/km di CO2, l’effetto della nuova tassa da versare all’atto dell’immatricolazione non ha penalizzato le vendite, anzi. È stato targato il 12,71% di veicoli in più, in particolare dalle flotte (+11,96%), dai noleggi a breve (+37,19%) e dalle auto-immatricolazioni (+42,84%).

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