Uber e Wayve lanciano i robotaxi a Londra: non in aeroporto

Uber e Wayve lanciano a Londra i robotaxi: 15 Ford Mustang Mach-E autonome, con conducente a bordo e senza costi aggiuntivi.

Uber e Wayve avviano a Londra il servizio di corse autonome. Nella prima fase i veicoli saranno supervisionati da un conducente autorizzato TfL. Nessuna differenza di prezzo per gli utenti.

Robotaxi supervisionati, esclusi gli aeroporti

Uber e Wayve hanno avviato a Londra il servizio di corse a bordo di veicoli autonomi. Il debutto, annunciato il 3 settembre, rappresenta un nuovo passo nello sviluppo della mobilità autonoma nel Regno Unito e amplia la presenza di Uber nel mercato europeo dei robotaxi. In questa prima fase il servizio sarà “supervisionato”: a bordo del veicolo sarà presente un conducente professionale autorizzato da Transport for London (TfL), l’autorità dei trasporti della capitale britannica.

Gli utenti potranno utilizzare i veicoli autonomi all’interno di Londra, con l’eccezione delle corse in partenza dagli aeroporti.

Le corse AV saranno disponibili senza costi aggiuntivi rispetto al normale servizio Uber. Prima dell’arrivo del veicolo, il passeggero potrà inoltre scegliere se accettare la corsa autonoma oppure passare a un’auto tradizionale.

Wayve: 15 Ford Mustang Mach-E autonome

L’avvio del servizio arriva dopo il rilascio delle autorizzazioni da parte delle autorità londinesi per l’operatività dei veicoli autonomi. La flotta iniziale è composta da 15 Ford Mustang Mach-E autonome gestite da Wayve. Il numero di veicoli dovrebbe aumentare progressivamente, seguendo l’evoluzione della domanda e del quadro regolatorio.

L’obiettivo è quindi partire con una flotta contenuta, monitorare l’utilizzo del servizio e procedere successivamente con un’espansione graduale.

Uber: Londra seconda città europea

Con Londra, Uber porta i propri robotaxi nella seconda città europea, dopo il debutto avvenuto all’inizio dell’anno a Zagabria, in Croazia. La capitale britannica rappresenta un banco di prova particolarmente significativo per la tecnologia autonoma, considerando la complessità della rete stradale, la densità del traffico e la varietà delle condizioni di guida.

«Londra è un hub di livello mondiale per l’innovazione nel settore dei trasporti e questo lancio rappresenta una tappa fondamentale per estendere una tecnologia AV sicura e accessibile in una città caratterizzata da alcune delle strade più complesse al mondo», ha dichiarato Sarfraz Maredia, responsabile globale della mobilità autonoma e delle consegne di Uber.

Anche il governo britannico sostiene lo sviluppo della tecnologia. La ministra dei Trasporti Heidi Alexander ha sottolineato le opportunità legate a investimenti e nuove competenze, evidenziando al tempo stesso il ruolo che continueranno a svolgere i lavoratori attualmente impiegati nel settore.

Uber e la sfida dei robotaxi

Il debutto londinese arriva in una fase di trasformazione per il mercato del ride-hailing, considerando indiscrezioni relative a un piano di riduzione di circa 3.300 posti di lavoro (circa il 10% della forza lavoro di Uber). La riorganizzazione sarebbe finalizzata a ridurre la burocrazia e i livelli gerarchici, concentrando il personale nei principali hub dell’azienda.

Sul fronte della mobilità autonoma, Uber deve inoltre confrontarsi con una concorrenza sempre più ampia. Oltre a Wayve, il mercato vede infatti la presenza di operatori come Waymo e Lyft.

La progressiva introduzione dei robotaxi potrebbe quindi modificare anche il modello economico del ride-hailing, spostando nel tempo il servizio dal rapporto tradizionale tra piattaforma e conducente verso flotte di veicoli autonomi.

  Condividi:

Lascia un commento

*