direttiva patenti UE

A Firenze l’evento internazionale sulla nuova Direttiva Patenti UE

Il 18 giugno 2026 si è svolto a Palazzo Bastogi, Firenze, l’evento internazionale sulla Direttiva Patenti “The New Driving Licence Directive: How the Civil Society is Shaping the Future of Road Safety in the EU”, con oltre 70 partecipanti da cinque Paesi europei (Italia, Francia, Spagna, Germania e Belgio).

L’iniziativa, promossa dall’Associazione Gabriele Borgogni ETS in collaborazione con EFA (European Driving Schools Association) e UNASCA, sotto l’egida della European Road Safety Charter, ha riunito istituzioni europee, formatori, professionisti della mobilità e organizzazioni della società civile per discutere l’attuazione della nuova Direttiva Europea sulle Patenti di Guida.

Le tre sessioni della giornata hanno affrontato formazione dei conducenti, disabilità e protezione degli utenti vulnerabili della strada, da cui è emersa l’esigenza di concepire la patente come strumento di educazione permanente alla sicurezza, non solo come autorizzazione alla guida.

Commenti italiani alla direttiva patenti UE

Tra gli interventi istituzionali, la Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Stefania Saccardi ha sottolineato l’impegno della Regione attraverso l’Osservatorio regionale sulla sicurezza stradale. L’europarlamentare Francesco Torselli ha richiamato i dati sulle vittime della strada (oltre 3.000 in Italia e circa 20.000 nell’UE nel 2024), evidenziando il ritardo rispetto all’obiettivo europeo di dimezzarle entro il 2030, e ha auspicato un ruolo crescente delle nuove tecnologie e dell’AI a supporto della guida.

Valentina Borgogni, Presidente dell’Associazione organizzatrice, ha ribadito l’impegno a portare la voce delle vittime della strada e a collaborare con istituzioni europee per rendere la sicurezza una priorità condivisa. Manuel Picardi, Segretario Generale EFA, ha spiegato la scelta dei tre temi della giornata, ambiti su cui l’associazione è attiva a livello internazionale, illustrando i modelli formativi di Francia, Spagna, Germania e Belgio come possibile riferimento per l’Italia.

L’evento si è chiuso con l’impegno condiviso a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, organizzazioni professionali e società civile per tradurre gli indirizzi europei in azioni concrete e misurabili.

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