Assicurazione Inail: nessun obbligo per chi partecipa a corsi e seminari ECM

L’assicurazione Inail non è da prevedersi per gli operatori sanitari che partecipano a corsi e seminari di Educazione continua in medicina-Ecm. I corsi Ecm non sono equiparati a quelli ordinamentali di istruzione e di formazione professionale. Non è quindi previsto l’obbligo assicurativo contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Leggi qui a proposito di Educazione Continua in Medicina: nuove disposizioni da Agenas e Confindustria Dispositivi Medici.

I partecipanti sono già assicurati dal datore di lavoro

È questo il succo della sentenza emessa dal giudice del lavoro in seguito al contenzioso aperto da un provider Ecm con l’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro. L’Inail, con un verbale di accertamento, gli aveva contestato  la mancata assicurazione dei partecipanti agli eventi Ecm.

A seguito del ricorso, accompagnato dall’intervento redatto dallo studio legale di Federcongressi&eventi e deposto in giudizio, il verbale di accertamento è stato annullato.

Riprendendo le argomentazioni dell’associazione, il giudice ha infatti chiarito che prendere parte a convegni e seminari Ecm rientra nell’attività professionale ordinaria del personale sanitario. Durante i corsi, quindi, i partecipanti sono già coperti dall’assicurazione obbligatoriamente stipulata dal datore di lavoro. E non c’è dunque alcuna necessità di assicurazione Inail.

Nessuna assicurazione Inail: un punto fermo per i Provider ECM

assicurazione Inail

Alberto Iotti, responsabile Provider ECM di Federcongressi&eventi

«Come associazione che si batte per la tutela, la crescita e la rappresentatività dei provider Ecm siamo particolarmente soddisfatti di una sentenza importante per il singolo operatore e per l’intero settore delle entità abilitate a operare nel campo dell’Educazione continua in medicina», commenta Alberto Iotti, responsabile del comparto in Federcongressi&eventi. «È stato riconosciuto un principio fondamentale, un punto fermo al quale potranno rifarsi i provider in caso di analoghe situazioni future».

Decreto scuola e 50 crediti ECM per gli operatori sanitari

Approfondendo sull’argomento, i 50 crediti Ecm che farmacisti, medici, odontoiatri, infermieri dovrebbero maturare nel 2020 – il primo dei 3 anni del nuovo triennio – si intendono maturati, anche senza aver effettivamente frequentato i corsi. Ciò vale per chi ha continuato a svolgere l’attività professionale durante l’emergenza da Covid-19. A prevederlo è una modifica accolta nel maxiemendamento al Decreto Scuola.

Per chi vale?

L’abbuono dei 50 crediti, per quanto istituzionalmente corretto e condivisibile nelle intenzioni, presenta però delle criticità.

Sottolinea sempre Iotti: «In primo luogo ci preme sottolineare come l’articolo 2-ter del recente Decreto Scuola non esenti gli operatori sanitari dall’aggiornamento professionale nel 2020 ma, semplicemente, riduca da 150 a 100 l’ammontare dei crediti formativi da ottenere nel triennio 2020-22. I crediti ottenuti nel 2020 saranno quindi a tutti gli effetti validi. La domanda che però viene immediatamente da chiedersi è: per quali operatori si applicherà questa regola?».

«La formulazione imprecisa e generica della norma rende infatti estremamente difficile effettuare distinzioni sia pensando alle diverse professioni sanitarie sia dovendo effettivamente individuare in modo puntuale le classi di operatori che ‘in occasione dell’emergenza Covid-19 hanno continuato a svolgere la propria attività professionale’», continua Iotti.

C’è bisogno di chiarezza

«Nel rispetto dei ruoli istituzionali che ci ha sempre contraddistinto è nostro dovere sottolineare come tali incertezze determinino delle immediate conseguenze sull’attività dei provider Ecm nostri associati».

«Sono quotidianamente a contatto con gli operatori sanitari nell’organizzazione e nell’erogazione di corsi di formazione accreditati secondo il sistema di Educazione continua in medicina ed è per loro fondamentale conoscere, e di conseguenza rispettare, i criteri relativi all’erogazione dei crediti Ecm. Per questo motivo è importante che si faccia al più presto chiarezza sull’applicazione del provvedimento».

Ecco che la Commissione nazionale formazione continua (Cnfc) ha chiesto al governo di apportare una modifica. Affinché la misura si applichi senza distinzioni a tutti i professionisti sanitari e non solo a chi ha lavorato durante il lockdown.

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