Il sistema fieristico italiano gode di buona, anzi, di ottima salute con tutti i principali indicatori con segno positivo. Il quadro emerge dal preconsuntivo 2025 elaborato dall’Associazione Esposizioni e Fiere Italiane-Aefi e dalla società di consulenza Prometeia. Lo studio indica infatti una crescita del 5-10% di tutti gli indici sia sull’anno precedente sia sul 2019, l’anno del Covid.
In aumento il fatturato arrivato a 2,1 miliardi di euro segnando così il +10% sul 2024 e in termini reali il +35% sul 2019.
Inoltre i 915 eventi organizzati lo scorso anno hanno registrato un aumento delle presenze del 6% sul 2024 e del 9% sul 2019 grazie all’aumento dei buyer esteri. Questi ultimi sono saliti a 1,5 milioni.
La centralità dell’industria fieristica quale testimonial del posizionamento del Made in Italy a livello internazionale è confermata dai 152 mila gli espositori, nell’80% italiani, in aumento del 6% sia sul 2024 sia sul periodo pre-Covid. Numeri che portano a un ulteriore dato positivo: la superficie espositiva venduta è salita a quasi 11 milioni di metri quadrati.
I nuovi record delle fiere italiane
«I dati Aefi-Prometeia certificano l’effetto strategico del sistema fieristico a sostegno della competitività delle imprese e delle filiere del Made in Italy. Un risultato che nasce dalla capacità di reazione del settore e dal sostegno delle istituzioni, che hanno riconosciuto nelle fiere uno strumento fondamentale di promozione e internazionalizzazione», commenta il presidente di Aefi Maurizio Danese.
«Oggi il comparto raggiunge nuovi record in termini di fatturato, visitatori, espositori e attrattività internazionale, rafforzando il ruolo delle fiere come infrastruttura economica del Paese e leva di sviluppo per le imprese».
Numeri positivi per il 2026
Nonostante il complesso contesto geopolitico la survey segnala che il 46% dei partecipanti stima di chiudere il primo semestre 2026 con un fatturato in crescita rispetto allo stesso periodo del 2025. Un altro 43% vede un consolidamento dei risultati di vendita dello scorso anno. Solo il 12% dei quartieri fieristici e degli organizzatori prevede una flessione del giro d’affari.
Previsioni simili anche per quanto riguarda la partecipazione. Infatti quasi la metà, il 45%, prevede una crescita dei visitatori e il 37% si attende una situazione di sostanziale equilibrio. Soltanto il 18% sconta una diminuzione delle presenze.
L’impatto delle fiere italiane
L’industria fieristica italiana è quarta al mondo e seconda in Europa. Genera un impatto complessivo (diretto, indiretto e indotto) di 22,5 miliardi di euro sul territorio nazionale e contribuisce per lo 0,7% al PIL nazionale, attivando oltre 10 miliardi di euro nel segmento del turismo fieristico.













