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AFTM lancia una bibbia sui rischi nei viaggi d’affari

L’Association Française du Travel Management, AFTM, che raccoglie ben 354 membri in tutto il paese e conta 82 partner, ha appena pubblicato un Libro bianco sulla prevenzione dei rischi nei viaggi d’affari, che affronta il tema della sicurezza in tutte le sue forme. L’edizione 2018 è un aggiornamento di una prima pubblicazione del 2013, una vita fa se si pensa a come i rischi di viaggio sono cambiati, purtroppo in peggio, in questi ultimi cinque anni. Una “bibbia” per i travel manager francesi, che potrebbe risultare interessante anche per quelli italiani anche se, naturalmente, tutta la parte legislativa si basa su leggi e regolamenti d’oltralpe che, in alcuni casi, differiscono da quelli nostrani (scaricalo cliccando qui).

AFTM lancia un libro bianco sulla prevenzione dei rischi nei viaggi d’affari

Nell’introduzione gli autori dicono ben chiaro che il termine che viene utilizzato nel libro bianco sulla prevenzione dei rischi nei viaggi d’affari è security e non safety, in quanto tratta della prevenzione di tutti gli incidenti. Il piano scelto per il Libro bianco è stato costruito intorno allo stato geopolitico del mondo, alla giurisprudenza e alle raccomandazioni organizzative proposte dai responsabili della sicurezza delle imprese. Ciò non significa, tuttavia, che a ciascun paragrafo corrisponda una situazione “universale”, vissuta dai viaggiatori d’affari di un’azienda. La scelta stessa degli strumenti, il capitolo sviluppato alla fine del libro, mostra che la gamma offerta ai buyer e travel manager è piuttosto vasta.

Nel libro bianco vengono pubblicate le opinioni degli esperti per rimettere il tema della sicurezza al centro dell’azienda. “Le crisi possono manifestarsi molto rapidamente in varie forme. Nessun territorio è risparmiato. In una frase, ci rendiamo conto che non è facile identificare i possibili problemi che possono sorgere durante un viaggio d’affari. La nozione stessa di “rischio”, cui si fa riferimento in ciascuno dei capitoli sopra citati, rimane complessa. Vedremo anche che se l’impreparazione può portare a situazioni catastrofiche, troppa preparazione annega il rischio e rende difficile la comprensione dei processi coinvolti, sia per l’assicurazione e/o assistenza” dice ad esempio Denis Favier, direttore della sicurezza di Total.

“Il rischio è ormai ovunque, in tutte le sue forme e a tutti i livelli. L’abbiamo appena sperimentato nei sobborghi di Carcassonne. Altri lo hanno incontrato nel bel mezzo del Sahara. Ciò significa che il preparato deve essere identico in entrambi i casi? Anche in questo caso, e questo è lo scopo del libro bianco, gli autori rimangono prudenti e preferiscono evocare il concetto di pericolo immediato per evidenziare qualsiasi situazione estrema in cui un viaggiatore d’affari potrebbe trovarsi. “Siamo stati attenti a non sistematizzare la paura del rischio nella nostra analisi”, spiega il vicepresidente dell’AFTM Claude Lelièvre, che sottolinea: “ci è sembrato essenziale responsabilizzare l’azienda, che da sola deve imporre le proprie regole e i propri processi in base alle esigenze e all’analisi del rischio”. Il concetto di “responsabilità aziendale” si applica quindi fin dal momento in cui un dipendente viaggia. E il livello di rischio è multiplo: dagli incidenti di trasporto ai rischi per la salute, dal disordine politico e sociale al terrorismo. Ognuna di questi punti è dettagliata. Il Libro bianco evoca naturalmente le forme di rischio che si possono incontrare, le molteplici forme che può assumere sul campo e le possibili risposte da fornire, nonché  ricorda gli obblighi del datore di lavoro.

Poiché non si può giungere a una conclusione senza legislazione e giurisprudenza, il documento affronta chiaramente la questione senza commentare i testi alla luce della visione giuridica che un tribunale potrebbe fornire in funzione di una situazione specifica. Si tratta di una neutralità preziosa in un momento in cui l’interpretazione ha spesso la precedenza sui fatti.

Il piano proposto dal Libro bianco invita le imprese a mettere a punto un proprio programma di intervento in caso di crisi, con tutte le soluzioni previste per i problemi in gioco, riportando diversi modelli sul campo.  Dove è imprescindibile l’utilizzo della tecnologia per la sicurezza, a partire dalla geolocalizzazione che deve esser accettata da tutti quando si viaggia all’estero.

 

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