Ripresa business travel 2026

Ripresa del business travel rimandata al 2026, parola di GBTA

La piena ripresa del business travel è rimandata al 2026. Questo il dato principale del 2022 Gbta Business Travel Index Outlook – Annual Global Report and Forecast, emerso dall’annuale convention dell’associazione statunitense, che quest’anno si è tenuta a San Diego (California).

La Global business travel association indica come “piena ripresa” il momento in cui il settore ritornerà e supererà i livelli di spesa del 2019, che fu di 1.400 miliardi di dollari.

Lo scorso anno, si riteneva che la ripresa del business travel sarebbe avvenuta alla fine del 2024.

Tuttavia, il perdurare del Covid e altre emergenze a livello mondiale – guerra in Ucraina, inflazione e freno dell’economia – hanno fatto slittare in avanti di 2 anni la ripresa nei 73 paesi che compongono Gbta.

[Leggi della conferenza Gbta Europe a Berlino]

Ripresa del business travel nel 2026: i dati

Questi i dati principali sulla ripresa del business travel nel mondo, secondo le previsioni di Gbta:

  • Nel 2021, la spesa totale del settore è stata di 697 miliardi di dollari. Vale a dire il 5,5% in più dell’anno pandemico 2020. L’industria dei viaggi d’affari ha recuperato 36 miliardi dei 770 persi nel 2020
  • La ripresa è stata un po’ limitata dalla variante Omicron che ha fatto salire i casi di Covid tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022. Appena i casi sono diminuiti, il business travel è decollato. Nel 2022, la spesa complessiva dovrebbe aumentare del 34% rispetto ai livelli dello scorso anno fino a raggiungere quota 933 miliardi di dollari, pari al 65% dei livelli pre-pandemici
  • Nel 2022, la ripresa è stata guidata da 4 fattori principali. Il primo è la campagna vaccinale, il secondo le politiche nazionali, il terzo i sentimenti dei business traveller e quarto le politiche di gestione dei viaggi
  • Tuttavia, il peggiorare dell’andamento dell’economia mondiale hanno un po’ rallentato i trend positivi. Ne deriva che la piena ripresa del business travel non avverrà prima del 2025. Per quell’anno, si raggiungeranno i livelli prepandemici con una spesa di 1.039 miliardi di dollari
  • La spesa globale non supererà i 1.400 miliardi del 2019 prima della metà del 2026 quando si prevede raggiunga i 1.470 miliardi di dollari. Rispetto alle previsioni di novembre 2021 si tratta di 18 mesi in più
  • I maggiori ostacoli al recupero? La persistente inflazione, gli alti prezzi dell’energia, le interruzioni della catena logistica, la carenza di manodopera qualificata, la crisi economica e i “lockdown” della Cina e la guerra in Ucraina.

L’andamento della spesa nelle diverse aree del mondo

​​​​​​​Quanto detto fin qui riguarda in generale la spesa per i viaggi d’affari. Se alla fine di quest’anno toccherà un +33,8% rispetto al 2021, bisogna però considerare le differenze regionali.

[Scopri il sondaggio Gbta del luglio 2021]

  • Primo: nel 2021 il Nord America ha guidato la ripresa del settore, soprattutto grazie al ritorno dei viaggi interni. L’Europa occidentale ha invece registrato un calo a causa dell’impatto del Covid. Entrame le aree dovrebbero comunque segnare un aumento della spesa con incrementi del 23,4% (a 363,7 miliardi) e del 16,9% (a 323,9 miliardi)
  • Nel 2021, la spesa per il business travel in America Latina è cresciuta in maniera modesta, anche perché la campagna vaccinale è iniziata in ritardo. Il 2022 andrà molto meglio, con un aumento del 55% fino a raggiungere l’83% del 2019
  • Asia Pacifico: soprattutto grazie alla Cina ha segnato un buon recupero dei livelli di spesa. Non si può dire lo stesso dell’anno in corso, vista la “tolleranza zero” della politica anti Covid messa in campo da parte di Pechino. Per il 2022, in questa area del mondo la spesa dovrebbe aumentare del 16,5% (dove in Cina sarà a +5,6%). A fine anno – se tutto va secondo le previsioni – si recupererà il 66% dei livelli pre-pandemici

Ripresa del business travel, la parola ai manager

Nel luglio scorso, l’associazione ha effettuato un sondaggio su più di 400 assidui business traveller e manager dell’area finanza che hanno in mano il “cordone della borsa” della spesa per i viaggi nelle rispettive aziende.

Il sentimento generale è positivo. Si nota poi che le preoccupazioni legate al Covid vengono dopo quelle correlate con le crisi economiche e geopolitiche.

  • ​L’​​​​​​85% dei business traveler interpellati hanno detto di aver bisogno di viaggiare per raggiungere i propri obiettivi di lavoro. Oltre 3 quarti di loro hanno detto di aspettarsi di viaggiare di più per lavoro nel 2023 rispetto al 2022
  • Il 73% dei viaggiatori e 38 top manager su 44 concordano sul fatto che l’inflazione e l’aumento dei prezzi avranno un impatto (negativo) sui volumi della spesa di viaggio
  • C’è poi il tema della recessione economica. Il 69% dei rispondenti e 33 top manager su 44 temono che questa abbia influenze negative sui viaggi d’affari
  • Infine, il 68% e 36 top manager si aspettano che i tassi di contagio da Covid con le sue varianti abbia impatti negativi sulle loro trasferte.

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