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Sicurezza, viaggi d’affari, ISO 31030 e la Risk Map di International SOS

La sicurezza dei viaggi d’affari si rafforza con il nuovo standard Iso 31030. Pubblicata a settembre, la norma è argomento di dibattito e molto se ne parlerà nel 2022 con la pandemia che non arretra. Del tema e dell’accentuata complessità dei processi di organizzazione delle trasferte aziendali ha trattato International Sos all’ultimo meeting di Gbta Italia, di cui vi raccontiamo sul numero 4 di Mission in distribuzione. Inoltre, se ne è discusso durante una tavola rotonda a Milano, organizzata dalla multinazionale attiva nella gestione dei rischi e in assistenza sanitaria, durante la “Fiera Sicurezza 2021”.

Spiega Franco Fantozzi, senior security advisor di International Sos, per 30 anni nell’Arma dei Carabinieri: «Lo standard Iso 31030 delinea le migliori pratiche di gestione del rischio di viaggio, che possono essere utilizzate per un programma efficiente ed efficace. Oltre a proteggere sia i dipendenti sia il datore di lavoro».

Sicurezza, viaggi d’affari e Iso 31030: nuove linee guida

La norma “Iso 31030:2021 Travel risk management — Guida per le organizzazioni” per la prima volta stabilisce le linee guida da adottare per una corretta gestione delle incognite legate ai viaggi aziendali.

Possono adottarla – facoltativamente – organizzazioni, aziende, Ong ed enti governativi.

E’ importante perché, come tutte le norme tecniche utili a rilevare la conformità a specifici parametri di valutazione, aiuta le imprese a destreggiarsi in contesti di responsabilità difficili, soprattutto quello della sicurezza delle persone ai tempi del Covid-19, tra requisiti di ingresso nei Paesi che cambiano continuamente. Senza dimenticare che reperire rapidamente le fonti d’informazione attendibili non risulta l’azione più semplice per chi non è esperto o non ha una validissima travel management company.

Fattori di complessità in aumento per l’organizzazione della trasferta

Secondo le rilevazioni di International Sos, nel 2021 i casi di assistenza in Italia sono aumentati del 230% mentre il volume degli alerts di elevata criticità a livello globale dell’80%. Attualmente viene emessa una media di 400 allerte di elevata criticità al mese.

Questi fattori si traducono in un elevato incremento della complessità nella pianificazione di una trasferta di lavoro. Rispetto al 2019, il tempo impiegato per gestire i casi di assistenza è cresciuto del 30%.

Inoltre, sottolinea Fantozzi: «L’emergenza sanitaria sta radicalmente cambiando l’approccio alla mobilità aziendale non solo a causa delle restrizioni, ma dell’aumento dei rischi legati all’insorgere di disordini sociali nelle destinazioni».

Evacuazioni mediche sempre più difficili

Un altro indicatore che deve mettere in guardia i travel security manager aziendali è suggerito dai tempi delle cosiddette “evacuazioni mediche”, quando cioè un viaggiatore deve essere rimpatriato o trasferito in un ospedale per cure mediche immediate.

Fantozzi: «Questi servizi di emergenza sono diventati notevolmente più complessi. Infatti, il tempo impiegato per la loro gestione, relativi a casi Covid-19 e non, è aumentato di 9 volte (rispetto al 2019, ndr). Una delle cause è la maggiore complessità logistica e di acquisizione di tutti i permessi necessari».

Per Pietro Di Comite, direttore commerciale di International Sos in Italia, l’evoluzione dell’approccio al duty of care è paragonabile agli effetti del Settembre 11: «Come allora sono cambiate le regole di sicurezza dell’industria del trasporto aereo, la pandemia ha fatto lo stesso con le pratiche di travel risk management. Un approccio disgiunto ai rischi per la salute e la sicurezza non è più adeguato. Valutare l’idoneità dei dipendenti a viaggiare e supportarli durante il viaggio, è ora più necessario che mai».

In sintesi, per proteggere la forza lavoro nel modo più efficiente possibile, i datori necessitano di travel policy solide e integrate in materia di salute e sicurezza, della possibilità di accedere a consulenza, assistenza medica e intelligence a livello globale, di strumenti digitali per garantire il rispetto delle policy e di una preparazione ottimale dei viaggi.

«Perciò consiglio vivamente alle organizzazioni di familiarizzare con il nuovo standard Iso 31030», conclude Franco Fantozzi.

Approfondisci sul sito web in italiano di International Sos con le risorse per i travel manager.

La Global Risk Map di International Sos

Puntuale in tema di minacce mondiali arriva pertanto la mappa di International Sos.

All’indagine hanno partecipato mille professionisti di rischi.

Prova la mappa interattiva: inserisci la tua destinazione

Ne emerge anzitutto che più della metà delle organizzazioni investirà maggiormente nel supporto della salute fisica e mentale dei propri dipendenti. Più di un terzo degli intervistati (36%) si aspetta che un calo psicologico causi una significativa diminuzione di produttività nel 2022.

In sintesi, oltre i due terzi prevedono che l’anno prossimo i rischi aumentino o rimangano allo stesso livello. In particolare, il 69% dei decisori responsabili per il business travel la pensa così.

Il trio di fattori che complica costi e carico per la forza lavoro

Le cinque minacce del 2022 sono così riassunte:

  1. Covid-19, long Covid e salute mentale saranno i principali disruptors della produttività nel 2022. Provocheranno l’aumento dell’assenteismo e problemi di continuità lavorativa;
  2. L’infodemia (diffusione rapida e di vasta portata di informazioni accurate e imprecise su qualcosa, ndr) continuerà a rendere difficile la protezione delle persone. Invece, gli obblighi di duty of care saranno rimodellati da nuove misure di sicurezza. Così come dalle aspettative dei dipendenti e dalla conformità normativa;
  3. Le attività stravolte dalla pandemia raggiungeranno un livello di stabilità nel 2023. Non appena le organizzazioni impiegheranno il risk management di sicurezza e salute come un vantaggio competitivo. I must sono: sostenere la fidelizzazione del personale e la volontà di riprendere le attività, incluso il business travel;
  4. Le organizzazioni rischiano di essere colte di sorpresa dal rapido cambiamento dei parametri di sicurezza. Dal momento che disordini civili e instabilità geopolitica cresceranno al di sopra dei livelli pre-pandemia;
  5. Il cambiamento climatico aumenterà la frequenza e l’impatto dei pericoli correlati, come malattie infettive e tensioni socioeconomiche.