LavoroMissiOnewsTech & WebTMCTrasporti

Chi viaggia per lavoro è più propenso ad uno stile di vita sano

I viaggiatori d’affari sono propensi ad abitudini alimentari sane durante le trasferte di lavoro. Lo rivela una ricerca di Cwt attraverso la piattaforma di travel management B2B4E. Complici la concentrazione su di sé e sulle performance professionali, probabilmente l’attenzione alla salute, al cibo e, più in generale, al benessere si acuisce.

Cwt spiega che la tendenza è in crescita dal 2017 ed è rilevata in tutte le regioni del mondo.

In generale, il 38% dei viaggiatori d’affari mangia in modo più sano mentre è in viaggio. I viaggiatori dell’Asia Pacifico sono i più (46%) rispetto ai business traveller delle Americhe (35%) e dell’Europa (29%).

Sale fitness e attrezzature sportive degli alberghi rappresentano il modo più comune per i viaggiatori d’affari di fare gli esercizi (49%), seguite dalle piscine degli hotel (40%) e dalle attrezzature presenti nelle camere, come tappetini da yoga e cyclette (27%).

Approfondisci qui dove fare yoga in viaggio.

viaggiatori d'affari

I viaggiatori dell’Asia Pacifico sono più propensi a praticare attività fisica (33%) mentre si trovano all’estero, rispetto ai viaggiatori delle Americhe (23%) e dell’Europa (21%). Al contrario, i viaggiatori d’affari europei sono meno inclini a praticare sport mentre sono in viaggio (48%) rispetto ai viaggiatori delle Americhe (38%) e dell’Asia Pacifico (32%).

Viaggiatori d’affari, una minoranza non si cura di sé

viaggiatori d'affari

Soltanto il 7% dei viaggiatori non si attiene alle proprie routine di salute e benessere durante i viaggi. Tale percentuale è più alta tra gli europei (10%) e gli americani (8%), mentre i viaggiatori dell’Asia Pacifico sono i meno inclini a trascurare le buone abitudini legate al benessere (3%).

Business to business for employees (B2B4E) gestisce quotidianamente un numero di viaggiatori tale da poter riempire oltre 100.000 camere d’albergo, mentre la divisione meetings & events si occupa di oltre 100 eventi.

La ricerca è stata creata da Cwt e condotta da Artemis Strategy Group tra il 29 gennaio e il 9 febbraio 2019. L’indagine ha coinvolto oltre 2.700 viaggiatori d’affari che hanno effettuato quattro o più trasferte per lavoro negli ultimi 12 mesi.

FairFly Wellness: la piattaforma per misurare il benessere del business traveller

Il benessere dei dipendenti in viaggio così come il duty of care per la loro sicurezza stanno emergendo in primo piano nel travel management, almeno a livello internazionale. FairFly, startup che nel 2016 è entrata nel mercato come fornitore di servizi di previsione delle tariffe aeree, ha lanciato la piattaforma FairFly Wellness, rivolta a travel manager e responsabili delle risorse umane.

Essa calcola un punteggio di “wellness” in base a fattori relativi al viaggio aereo. Ad esempio i ritardi frequenti del volo e la sua durata, le cancellazioni dell’ultimo minuto, ‘l’intensità’ dell’itinerario complessivo. E ancora, il numero di voli con più scali, persino quante volte si sono arrossati gli occhi (sintomo di stanchezza) in brevi periodi di tempo. Altri elementi che determinano la valutazione è dettata dalle volte in cui il viaggiatore ha occupato il posto centrale, oppure ha cambiato gate e, più in generale la qualità del prodotto della compagnia aerea.

Segnala ai travel manager i dipendenti a rischio

FairFly tiene traccia delle esperienze dei viaggiatori facendo riferimento ai nomi dei passeggeri e collegandosi a tutti e tre i principali operatori del sistema di distribuzione globale (Gds). Ciò è possibile grazie alla collaborazione con partner che tracciano questi dati (flight trackers).

Ogni elemento ha un suo peso, in base alla capacità di influire sull’esperienza di viaggio (una cancellazione è più distruttiva di un ritardo, per esempio) e FairFly misura ulteriormente ciascuno di essi secondo la frequenza.

Infine, la piattaforma indica ai travel manager quali dipendenti sono a rischio di effetti negativi e consiglia come alleviare le criticità. Ad esempio inserendo l’accesso alle lounge negli aeroporti dove i ritardi sono frequenti.

Ma FairFly Wellness fa molto di più e riepiloga i costi finanziari e le perdite di produttività dovute al malessere dei business traveller. Addirittura, i confronti che la piattaforma è in grado di mostrare sulle rotte ad alto traffico di un’azienda indicano le prenotazioni in base a tariffe, qualità di servizio e segmentazioni dell’itinerario.

Il costo di FairFly Wellness è regolato da una tariffa fissa sul volume dei PNR previsti.

Approfondisci con un’altra indagine di CWT sulle preferenze dei business traveller.

J Hotel
Precedente

A Torino apre anche al pubblico l’hotel della Juventus

travel manager e viaggiatori d’affari
Successivo

Travel manager e viaggiatori d’affari, il gap che manda fuori policy il business traveller