Hannover si conferma il palcoscenico giusto per raccontare la crescita di Toyota Professional. In occasione dell’IAA Transportation 2026, il costruttore giapponese ha fatto il punto su un business, quello dei veicoli commerciali leggeri, che negli ultimi cinque anni ha più che raddoppiato le vendite in Europa, superando le 165.000 unità nel 2025 e una quota di mercato del 7%. Un percorso che guarda ora al 2030, anno in cui Toyota punta a raggiungere quota 200.000 vendite annuali e l’8% di market share nel Vecchio Continente.
A sostenere questa crescita è una gamma sempre più ampia e multi-tecnologica, che con l’arrivo dell’Hilux BEV offre oggi versioni a batteria su tutta la linea LCV, affiancate da soluzioni ibride 48V, diesel e — in prospettiva — a idrogeno: l’Hilux FCEV è infatti annunciato in produzione per il 2028. Proprio sul fronte idrogeno, ad Hannover Toyota ha ufficializzato due nuove collaborazioni strategiche, con Scania e IVECO, per sviluppare e sperimentare sistemi a celle a combustibile destinati al trasporto pesante, un tassello fondamentale nella strategia di decarbonizzazione del gruppo.
Un impianto che si regge su tre pilastri – libertà di scelta per il cliente, eccellenza nell’assistenza e un ecosistema di servizi finanziari e assicurativi – e che in Italia sta dando risultati concreti: nei primi otto mesi del 2026 Toyota Professional ha superato le 5.000 unità vendute, con una quota del 6,3% e la leadership nel segmento dei commerciali elettrici.
Per capire come si traduce questa strategia sul mercato italiano, abbiamo intervistato ad Hannover Gennaro Esposito, responsabile del dipartimento LCV & Fleet di Toyota Motor Italia.
Gennaro Esposito, Toyota Motor Italia: “Cresciamo offrendo a ogni cliente la tecnologia giusta”
Toyota Professional ha più che raddoppiato le vendite europee negli ultimi cinque anni, superando le 165.000 unità nel 2025. Quali sono oggi i principali driver di questa crescita e quanto pesa il mercato italiano nella strategia del brand?
Il mercato italiano è in costante crescita, e Toyota in questo mercato sta realizzando una crescita importante, in linea con quella registrata a livello europeo. Lo scorso anno siamo cresciuti del 50% rispetto all’anno precedente, e anche quest’anno la crescita è a doppia cifra: stiamo crescendo intorno al 20%. Quali sono le direttrici di questa crescita? Sicuramente offrire una lineup sempre più completa: oggi riusciamo a coprire tutti i segmenti dei veicoli leggeri. Abbiamo da poco reintrodotto l’Hilux, un veicolo iconico che è arrivato alla sua nona generazione, e continuiamo a offrire diverse motorizzazioni, perché la scelta vincente è proprio quella di rispondere alle diverse esigenze dei clienti. Nel segmento dei veicoli elettrici siamo leader in Italia, ma questo non vuol dire che vogliamo che sia l’unico powertrain: in realtà la crescita sta arrivando anche attraverso motorizzazioni “tradizionali”.
Dai Proace all’Hilux, passando per le motorizzazioni elettriche, ibride 48V e diesel: quanto è importante oggi offrire una gamma multi-tecnologica per rispondere alle esigenze delle flotte aziendali?
Riteniamo che questo sia un vantaggio competitivo importante, perché di fatto riusciamo a parlare con tanti clienti che hanno esigenze diverse. E non solo in termini di motorizzazioni: riusciamo a parlare con i clienti offrendo anche un ecosistema di servizi. Grazie alle nostre captive riusciamo a fornire servizi di noleggio, assicurazione e finanziamento, in linea con le esigenze dei diversi clienti. E con gli allestimenti riusciamo ovviamente a raggiungere anche quei clienti che hanno esigenze diverse, non solo con allestimenti di fabbrica ma anche con allestimenti personalizzati.
Per un’azienda, il costo totale di possesso e la continuità operativa contano almeno quanto il prezzo d’acquisto. Come si traduce questa esigenza nell’offerta Toyota Professional, tra assistenza, garanzia, soluzioni finanziarie e noleggio?
Riteniamo che il TCO sia di fatto l’elemento che guida le scelte dei manager e degli imprenditori. Come lo si guida? Offrendo servizi che aumentano il valore di questo TCO. Toyota si presenta quindi sul mercato con una promessa importante al cliente: quella di garantire continuità operativa. Una promessa resa possibile da una rete Professional in continua crescita — in Italia siamo già a 2/3 della rete — e da una garanzia che si rinnova di anno in anno fino a raggiungere i dieci anni e 185.000 chilometri. È proprio grazie a questa garanzia di qualità e a un’assistenza continua che riusciamo a intercettare la richiesta del cliente di “peace of mind”: penso all’assistenza ininterrotta o allo split service, con due tecnici che assistono contemporaneamente la vettura, dimezzando i tempi e garantendone la piena messa a reddito.
Oltre un terzo dei veicoli commerciali leggeri viene venduto con un allestimento specifico. Con il nuovo programma sviluppato insieme a Focaccia Group, quali esigenze delle aziende puntate a soddisfare e quanto può incidere questo progetto sulla crescita di Toyota Professional?
Questa collaborazione nasce dal fatto che non basta fornire allestimenti di fabbrica: coprono sì una gran parte delle esigenze, ma non tutte. Serve ascoltare la richiesta specifica del cliente. Con Focaccia abbiamo un accordo importante in Italia, ma il nostro obiettivo è crescere progressivamente nel settore degli allestimenti. Quindi, dopo il cassone HACCP, andremo a lanciare anche gli isotermici, i crew cab e i cargo box. L’obiettivo è crescere passo dopo passo, e lo faremo sicuramente anche attraverso collaborazioni a livello locale.
Toyota ha recentemente annunciato collaborazioni con Scania e IVECO per lo sviluppo e la sperimentazione di veicoli pesanti a celle a combustibile a idrogeno. Quale ruolo può giocare questa tecnologia nella strategia multi-tecnologica di Toyota e cosa possono aspettarsi, in prospettiva, le flotte dal suo sviluppo?
Il ruolo di questa partnership è strategico, nel senso che per noi dare la tecnologia corretta secondo le esigenze del cliente vuol dire anche esplorare nuovi powertrain, e sicuramente l’idrogeno è uno di questi. Si dice sempre che l’idrogeno sia una tecnologia adatta alle lunghe percorrenze e ai grandi carichi: riteniamo quindi che questa collaborazione con Scania e Iveco sia un banco di prova importante per mettere in esercizio dei veicoli, testarli e raccogliere informazioni. Ci permetterà di dimostrare che questa tecnologia può davvero supportare i truck sulle lunghe percorrenze, rivelandosi di fatto una tecnologia efficiente.













