Il mercato delle auto elettriche usate in Italia mostra segnali di crescente interesse, ma la fiducia degli acquirenti resta legata a un elemento decisivo: lo stato di salute della batteria. Se da un lato aumenta il numero di automobilisti che prendono in considerazione un veicolo a zero emissioni di seconda mano, dall’altro la difficoltà di verificarne le condizioni effettive continua a rappresentare un freno per le vendite.
A fotografare questa tendenza sono i dati di carVertical, società tecnologica lituana specializzata nella raccolta e nell’analisi di informazioni sullo storico dei veicoli. Tra gennaio e agosto 2026, la quota di verifiche relative alle auto elettriche sul totale dei controlli effettuati in Italia è cresciuta del 30,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un interesse in progressiva espansione, confermato anche dall’evoluzione registrata negli anni precedenti: le verifiche sulle elettriche sono passate dallo 0,35% del totale nel 2024 allo 0,68% nel 2025, con un incremento del 94,3%.
La crescita dell’elettrico sul mercato del nuovo contribuisce ad alimentare anche l’offerta dell’usato. Nel primo semestre del 2026, secondo i dati ACEA, le auto elettriche a batteria hanno raggiunto l’8,5% delle nuove immatricolazioni italiane, contro il 5,2% dello stesso periodo del 2025. Nell’Unione europea la quota è salita dal 15,6% al 20,7%. L’arrivo sul mercato secondario di modelli relativamente recenti, spesso dotati di maggiore autonomia rispetto alle prime generazioni, amplia le possibilità di scelta per chi cerca un’elettrica a un prezzo più accessibile.
Tesla è il marchio elettrico più verificato in Italia
A guidare la classifica dei marchi elettrici più sottoposti a verifica in Italia, nel periodo 2024-2026, è Tesla, che raccoglie il 38,4% delle ricerche. Seguono Audi, con l’11,8%, e Smart, all’8,2%. Nella top ten figurano anche Volkswagen, Renault, BMW, Mercedes-Benz, Fiat, Peugeot e Porsche.
Anche dal fronte dei concessionari emergono segnali di maggiore attenzione verso questa tipologia di alimentazione. Un’indagine condotta da carVertical su circa 50 operatori italiani nel settembre 2026 evidenzia che il 55,1% ha riscontrato un aumento dell’interesse dei clienti nell’ultimo anno, con il 16,3% che parla di una crescita significativa. Per il 28,6%, invece, la domanda è rimasta sostanzialmente stabile.
A influenzare le scelte contribuiscono anche fattori economici: il 57,1% dei concessionari ritiene che l’aumento dei prezzi di benzina e diesel negli ultimi sei mesi abbia avuto un impatto almeno moderato sulla domanda di elettriche usate. Per il 40,8% anche la maggiore disponibilità di modelli sul mercato secondario rappresenta un elemento importante nelle decisioni di acquisto.
«Il vantaggio principale è il prezzo. Nei primi anni di vita, le auto elettriche tendono a svalutarsi più rapidamente rispetto a quelle con motore a combustione, rendendo disponibili sul mercato dell’usato modelli relativamente recenti a prezzi molto più accessibili», spiega Matas Buzelis, esperto del mercato automobilistico di carVertical. A questo si aggiungono costi di manutenzione generalmente inferiori, soprattutto per chi può ricaricare il veicolo a casa.
Italia a metà classifica europea per interesse verso le elettriche usate
Nel confronto internazionale, la crescita più marcata delle verifiche sulle auto elettriche usate nell’ultimo anno è stata registrata in Slovacchia (+121,9%), Finlandia (+110,2%) e Repubblica Ceca (+109,3%). All’estremo opposto si trovano Ucraina (+1,5%), Spagna (+7,5%) e Serbia (+9,1%).
Con un incremento del 30,9%, l’Italia si colloca nella fascia intermedia della classifica, insieme a Germania (+28,3%) e Francia (+27,6%).
La diffusione delle vetture elettriche, tuttavia, non procede senza ostacoli. La possibilità di ricaricare comodamente a casa e le percorrenze quotidiane continuano a incidere sulla convenienza della scelta. «Un’auto elettrica non è ancora la scelta giusta per tutti. Gli automobilisti che non possono ricaricare a casa o che percorrono ogni giorno lunghe distanze spesso continuano a preferire un motore a combustione», osserva Buzelis.
Il nodo della batteria: prezzi e tempi di vendita sotto pressione
È però soprattutto la trasparenza sulle condizioni dell’accumulatore a determinare le difficoltà del mercato dell’usato. La batteria rappresenta infatti uno dei componenti più costosi di un’auto elettrica e la sua effettiva capacità residua può incidere sensibilmente sia sul valore del veicolo sia sulla disponibilità dell’acquirente a concludere l’acquisto.
Secondo l’indagine di carVertical, per il 67,3% dei concessionari italiani i dubbi sulla durata delle batterie e sui possibili guasti costituiscono la principale fonte di incertezza nella pianificazione delle vendite. Il 18,4% indica invece i continui cambiamenti delle politiche fiscali e degli incentivi. Tra le resistenze dei potenziali acquirenti, il 75,5% degli operatori segnala le preoccupazioni legate alla durata e ai costi delle batterie, mentre il 71,4% evidenzia i dubbi sull’autonomia effettiva.
Le incertezze si riflettono anche sui tempi di commercializzazione: per il 51% dei concessionari vendere un’elettrica usata richiede più di tre mesi e per il 34,7% si superano i sei mesi. Soltanto il 18,4% riesce a concludere la vendita entro trenta giorni.
Anche la valutazione economica risente della mancanza di informazioni affidabili. Per il 61,2% degli intervistati, chilometraggio e condizioni della batteria hanno lo stesso peso nella determinazione del prezzo. Il 26,5% considera invece lo stato dell’accumulatore il fattore decisivo, purché sia possibile misurarlo in modo attendibile. Eppure, il 79,6% dei concessionari dichiara di non utilizzare strumenti specifici per testarne le condizioni.
Più informazioni per ricostruire la fiducia
La disponibilità di dati verificabili potrebbe contribuire a ridurre queste resistenze. Il 71,4% dei concessionari ritiene che uno strumento in grado di fornire informazioni dettagliate sullo stato della batteria aumenterebbe sensibilmente la fiducia degli acquirenti. Per il 59,2% favorirebbe anche vendite più rapide, mentre il 55,1% si aspetta valutazioni economiche più precise e potenzialmente più elevate.
Per rispondere a questa esigenza, carVertical ha introdotto nei propri report una nuova sezione dedicata alle auto elettriche, con informazioni sulla batteria e sui dati di ricarica. La piattaforma integra inoltre una mappa interattiva che permette di visualizzare l’autonomia stimata del veicolo a partire da un indirizzo specifico. L’azienda sta lavorando anche all’acquisizione di dati sulla qualità effettiva delle batterie, con l’obiettivo di renderli disponibili entro la fine del 2026.
Chilometraggio manomesso: il rischio è inferiore, ma non scompare
La verifica dello storico resta importante anche per le auto elettriche. Sebbene il rischio di manomissione del contachilometri risulti più contenuto rispetto alle vetture tradizionali, il fenomeno non è del tutto assente.
I dati raccolti da carVertical in Italia tra il 2024 e il 2026 mostrano che lo 0,99% delle elettriche sottoposte a controllo presenta anomalie nel chilometraggio. La percentuale sale al 3,22% per le diesel e al 2,40% per le benzina, mentre le ibride si attestano allo 0,97%.
Il dato conferma quindi l’importanza di verificare la storia del veicolo anche quando si acquista un modello a zero emissioni. Chilometri percorsi, condizioni dell’accumulatore e autonomia residua restano elementi strettamente legati alla valutazione economica e all’affidabilità dell’auto nel tempo.
Come conclude Buzelis, la batteria è il componente più costoso di un’elettrica e un’eventuale sostituzione fuori garanzia può comportare una spesa di migliaia di euro. Per questo, conoscere le condizioni del veicolo prima dell’acquisto diventa un passaggio sempre più importante per rendere il mercato dell’usato elettrico trasparente e competitivo.












