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AIG Europe sulla migliore percezione di duty of care e di rischio

  

AIG Europe conferma: la pandemia sembra aver migliorato la percezione del rischio e del duty of care.

Quest’ultimo è una responsabilità aziendale che negli ultimi due anni, dallo scoppio del Covid-19 a oggi, è balzata in primissimo piano. In qualsiasi contesto professionale, l’attenzione verso il lavoratore, in termini di benessere e sicurezza, è stata posta al centro dell’attenzione delle HR in collaborazione con il security management, in alcun casi.

Ne abbiamo parlato Massimiliano Zampieron, head of group personal insurance del gruppo assicurativo statunitense, in occasione di IMA 2021.

Dal punto di vista della compagnia di assicurazioni, alcuni risvolti di questo lungo periodo di profonde trasformazioni sono da interpretare positivamente. Il lavoro degli assicuratori, infatti, sembra essere stato “facilitato” perché uno dei punti più complessi da spiegare ai datori di lavoro e da far emergere in generale, cioé il duty of care, è diventato immediatamente chiaro a tutti.

Prima del Covid-19, la consapevolezza del “dovere di diligenza” non era così conclamata, soprattutto in aziende con flussi di business travel ridotti.

Oggi prendersi cura del personale viaggiante assume una importanza primaria per le aziende di qualsiasi dimensione. La conseguenza – racconta Zampieron nella videointervista – è stata una maggiore sensibilizzazione sull’argomento. I travel manager attualmente avvertono in maniera precisa ed adeguata quali sono i rischi a cui il lavoratore va incontro.

Proprio per questo stesso motivo, le richieste di tutela poste agli assicuratori sono più specifiche e mirate.

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Duty of care e pandemia: come cambia l’approccio dei travel manager secondo AIG Europe

Ci siamo quindi dimenticati dei rischi di viaggio più comuni? Ad esempio della perdita del bagaglio, dei ritardi dei voli o dell’annullamento?

Appare evidente che durante la pandemia le priorità delle persone cambiano e tende ad esserci una tolleranza verso queste eventualità.

Non solo. Anche l’allungamento dei tempi di imbarco, secondo Zampieron, contribuisce ad una più spiccata “pazienza” nei confronti di eventuali ritardi. In sintesi, ci siamo abituati ad aspettare.

Un punto interessante su cui fa luce il manager è il fatto che uno dei rischi con la maggiore incidenza in passato oggi sia divenuto secondario nell’organizzazione di un viaggio.

Parliamo dell’annullamento del volo in quanto via via scemato nel momento in cui le compagnie aeree hanno modificato le proprie policy tariffarie, estendendone la flessibilità.

Oggi, infatti, hanno compreso la necessità di adattare le politiche assicurative alle necessità dei viaggiatori. Dunque, hanno integrato nei loro programmi di viaggio quei rischi che prima erano le società assicurative a gestire in modo specifico.

Leggi anche: Lo scenario delle assicurazioni di viaggio Covid-19 secondo AIG Europe.

GUARDA L’INTERVISTA A MASSIMILIANO ZAMPIERON, HEAD OF GROUP PERSONAL INSURANCE DI AIG EUROPE, A IMA 2021

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