Animali in viaggio

Animali in viaggio, tra treni e taxi il turismo pet-friendly cerca ancora regole

Non è più una nicchia, ma un pezzo strutturale del turismo italiano. Quest’estate oltre 6,3 milioni di italiani in partenza per le vacanze hanno scelto di portare con sé il proprio animale domestico, secondo un’indagine di Facile.it realizzata con l’istituto EMG. A muoversi sono soprattutto i proprietari di cani (57%), mentre i gatti restano più spesso a casa (32%).

Numeri che si intrecciano con quelli, ancora più ampi, della ricerca Jfc “Dalla carrozzina al guinzaglio”: quasi 4 milioni di famiglie faranno almeno una vacanza con il proprio pet nel 2026, generando oltre 73 milioni di presenze turistiche “umane” e un valore stimato in 9,56 miliardi di euro, con un potenziale che, se il mercato si sviluppasse pienamente, potrebbe arrivare a 15,8 miliardi.

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Un mercato che cresce ma resta disorganizzato, per gli animali in viaggio

Dietro i grandi numeri, però, c’è ancora molta improvvisazione. Il 40% degli italiani rinuncia a portare l’animale in vacanza proprio per le difficoltà legate alla prenotazione, e solo il 10,7% dichiara di non incontrare alcuna criticità nella scelta della destinazione. Le preoccupazioni più diffuse riguardano la sanità: il 22,2% degli intervistati teme di non trovare una struttura veterinaria vicino alla meta scelta, timore che sale al 34,7% tra i 25-34enni, seguito dal 18% che teme incidenti o malattie durante il soggiorno e dal 13,6% preoccupato per eventuali danni alla struttura ricettiva. Per gestire l’imprevisto, quasi la metà dei proprietari (47,3%) opta per una polizza assicurativa dedicata.

Le mete: montagna in testa, poi Francia all’estero

Cambiano anche le geografie della vacanza con animali. Il 35,4% dei pet traveller sceglierà per l’estate 2026 destinazioni montane o appenniniche, con il Trentino Alto Adige in testa alla classifica delle regioni più pet-friendly, seguito da Emilia Romagna e Toscana. Il mare resiste ma perde terreno, penalizzato da un’offerta ancora poco organizzata. All’estero, invece, la meta preferita resta la Francia, davanti a Spagna e Germania, percepite come più attrezzate nell’accoglienza. Sul fronte alloggi, l’Italia si distingue in positivo: con oltre 130mila alloggi pet-friendly disponibili su Airbnb, è il Paese europeo con la quota più alta di case aperte agli animali, complice anche un aumento del 65% delle ricerche di alloggi pet-friendly a livello globale negli ultimi mesi.

Treni: più spazio, ma regole ancora frammentate

Sul fronte dei trasporti, il capitolo treno resta il più regolamentato ma anche il più disomogeneo tra compagnie. Su Trenitalia cani di piccola taglia, gatti e altri piccoli animali custoditi in un trasportino non superiore a 70x30x50 cm viaggiano gratis in tutte le classi, mentre i cani di taglia media o grande, o quelli senza trasportino, richiedono l’acquisto di un biglietto di seconda classe a prezzo base, con obbligo di guinzaglio e museruola. Su Italo la soglia di peso per il trasportino gratuito è fissata a 5 kg; oltre quella soglia è necessario prenotare e acquistare il servizio dedicato, che garantisce all’animale un posto accanto al proprietario e un tappetino per il viaggio.

Per l’estate Italo ha raddoppiato i posti disponibili per chi viaggia con cani di taglia media o grande, segno che la domanda ha superato l’offerta pensata fino a poco tempo fa. Restano zone grigie: sui treni notturni con cuccette un cane fuori dal trasportino obbliga alla prenotazione dell’intero scompartimento, mentre su FrecciaLink e bus sostitutivi sono ammessi solo animali in trasportino.

La nuova mobilità su misura: taxi e transfer dedicati

È soprattutto nelle città che sta nascendo un segmento di servizi pensati appositamente per chi si sposta con un animale. Dalle corse dal veterinario ai transfer per stazioni e aeroporti, nelle grandi città sta emergendo una nicchia di servizi dedicati a chi viaggia con il proprio pet, spesso per aggirare i limiti del trasporto pubblico tradizionale: a Roma, ad esempio, ATAC ammette solo cani di piccola e media taglia al guinzaglio e con museruola, con un massimo di due per autobus e accesso limitato al primo e ultimo vagone in metropolitana, mentre i taxi possono rifiutare, se prenotati, il trasporto di animali di grossa taglia. Da qui la crescita di servizi come i “taxi pet”, pensati con mezzi attrezzati, trasportini omologati e autisti formati per gestire lo stress da viaggio degli animali.

Le piattaforme entrano in campo

Anche il digitale sta accelerando la strutturazione del settore: il 1° aprile 2026 DogPack, piattaforma social globale per proprietari di cani, ha annunciato una partnership con Booking.com per permettere alla propria community di oltre 2 milioni di utenti di cercare e prenotare soggiorni pet-friendly direttamente dall’app. Un segnale, secondo gli osservatori del settore, che il pet travel sta passando da una logica artigianale a quella delle grandi piattaforme di prenotazione.

Il quadro che emerge è quello di un mercato in piena espansione ma ancora a metà del guado: la domanda cresce più in fretta delle regole e dei servizi capaci di rispondervi in modo omogeneo. Le compagnie di trasporto stanno adeguando l’offerta, i portali di prenotazione si aprono ai pet, ma la vera partita — sul territorio, tra strutture ricettive, veterinari di prossimità e trasporti locali — resta ancora largamente da giocare.

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