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Golfo Persico: perché tenere d’occhio i 6 Paesi GCC per il business travel

E’ atteso un boom di viaggi nei Paesi del Golfo Persico, che avrà un deciso impatto anche nel business travel. Lo testimonia il Consiglio di cooperazione del Golfo* che per rispondere alla crescente domanda di viaggiatori internazionali supporta un rapido sviluppo alberghiero, programmato per il 2023.

Un recente studio di Global Data rileva che l’edilizia dell’ospitalità, e anche quella del tempo libero, dovrebbero raggiungere investimenti per 642,3 miliardi di dollari tra meno di cinque anni. La stima viene calcolata su quelli di quest’anno, che si attestano a 466,9 miliardi. Il tasso di crescita annuale composto (CAGR) è dell’8,6%.

“Gli stati del Golfo stanno facendo investimenti significativi nello sviluppo di infrastrutture per il turismo e l’ospitalità, comprese espansioni aeroportuali importanti, per aumentare la capacità di gestione del previsto afflusso di visitatori”, osserva Yasmine Ghozzi, economista della società inglese.

Aeroporti e linee aeree cruciali

“Questo lavoro è supportato dai vettori aerei regionali che offrono sconti per incentivare l’attività turistica nella regione”, aggiunge. E’ il caso di Emirates che vede incrementare significativamente il trasporto merci proprio dall’Italia, come abbiamo approfondito qui. Ma anche di Etihad che introduce sulle rotte dal Belpaese aerei più grandi e confortevoli. Inoltre, ad Abu Dhabi è attesissima l’apertura del nuovo Midfield Terminal all’aeroporto internazionale. Un progetto da quasi tre miliardi di dollari che doveva essere consegnato nel 2017. Entro la fine di quest’anno dovrebbe essere inaugurato: raddoppierà la capacità di accoglienza, portandola a 45 milioni di passeggeri.

Dubai, in costruzione 50mila camere per Expo

Entrando nei dettagli dei singoli Paesi, Dubai dovrebbe assistere a un afflusso di 20 milioni di arrivi di viaggiatori tra ottobre 2020 e aprile 2021. L’occasione è naturalmente l’Expo 2020 che ha suscitato anche la collaborazione con l’attiguo emirato di Abu Dhabi. Per accogliere questo numero di visitatori previsti  durante l’evento, oltre 50mila camere alberghiere sono attualmente in costruzione.

Visti più facili

“Il rilassamento delle regole sui visti da parte dei governi degli Emirati Arabi Uniti e del Qatar dovrebbe aumentare ulteriormente i viaggi in questi stati”, continua la manager. Una motivazione quest’ultima confermata dalla classifica dei Paesi più ‘visa free’ stilata dall’Henley Passport ogni anno. Un beneficio che va considerato sia in incoming sia in outgoing. Infatti, dopo la recente formalizzazione di un accordo di esenzione dal visto firmato con la Russia, i detentori di passaporti degli EAU accedono oggi a 165 destinazioni in tutto il mondo senza un permesso preliminare.

“Tra l’altro, si prevede che gli stati del GCC assistano a un miglioramento delle prestazioni economiche a causa della ripresa dei prezzi del petrolio, il che porta a un miglioramento del sentiment e all’aumento della spesa pubblica”, altri fattori da tenere in considerazione.

In Qatar, 200 miliardi stanziati

Il travel è uno dei principali motori della strategia di diversificazione economica del Qatar, in linea con gli obiettivi della Qatar National Vision 2030. Yasmine Ghozzi sottolinea che “dopo aver vinto con successo l’hosting della Coppa del Mondo FIFA 2022, il tanto atteso evento globale sta già portando nuovi investimenti”.

Il governo qatarino è pronto a garantire che il percorso di crescita sia aperto a tutti i settori chiave “con investimenti in infrastrutture per un valore di 200 miliardi di dollari stanziati per raggiungere precisi obiettivi economici”.

Approfondisci su Qatar Airways e la nuova suite.

Le città del futuro in Arabia Saudita

L’Arabia Saudita ha una serie di progetti in costruzione mirati propriamente ad attrarre più viaggiatori internazionali e dal Golfo. La stessa Saudia, compagnia aerea governativa ce ne ha parlato in questa intervista.

“I più grandi progetti di sviluppo fino ad oggi includono Qiddiya Entertainment City, Red Sea Project e Amaala resort, che daranno forma al Paese nella nuova veste di hub pronto a soddisfare le esigenze ricreative, sociali e culturali del Regno”.

Per comprendere la portata della trasformazione, si presti attenzione a Neom. Si tratta di una città progettata come smart city, la più grande del pianeta.

Ne ha scritto quest’estate anche il Wall Street Journal, prontamente rilanciato dalla stampa italiana. La spesa è folle: 500 miliardi di dollari per applicare tecnologie innovative al servizio di cittadini e viaggiatori d’affari oppure leisure.  Un piano multimiliardario, pianificato per vedere la luce (parziale) nel 2025. Si trova  nella provincia di Tabuk, a nordovest. 26mila500 km quadrati di superficie e 460 km lungo la costa del Mar Rosso, ai confini che l’Arabia Saudita condivide con l’Egitto e la Giordania. L’aeroporto di Naom Bay è già operativo.

Golfo Persico, prìncipi ereditari che guardano oltre

“Questi sviluppi fanno parte dell’ambizioso piano del Principe ereditario, il Saudi Vision 2030, che mira a diversificare l’economia, lontano dalla dipendenza dal petrolio”, commenta l’analista. Si aggiunga che il pellegrinaggio alla Mecca e a Medina è uno dei fattori chiave per il settore Travel in Arabia Saudita.

“Si prevede che i flussi religiosi aumenteranno in seguito ai progetti di espansione nelle due città-chiave, supportati dalla ferrovia ad alta velocità Haramain e dal progetto di ampliamento da 7,2 miliardi di dollari dell’aeroporto internazionale King Abdulaziz (Kaia)”.

Infine, Bahrein e Kuwait. Secondo il piano di sviluppo delle infrastrutture su larga scala del Bahrein, l’aeroporto internazionale sta affrontando un ammodernamento del costo di 1,1 miliardi di dollari. Lo scalo aumenterà la capacità di gestione dei passeggeri da 9 a 14 milioni all’anno, nel 2020. Invece, la strategia a lungo termine del Kuwait mira ad aumentare la capacità a 25 milioni di passeggeri, sempre in un esercizio. Inoltre, lo Stato ha stanziato un miliardo di dollari nella promozione dei viaggi per attrarre 440.000 viaggiatori all’anno entro il 2024.

*GCC, storia e ruolo

Il GCC è un’organizzazione internazionale che riunisce i Paesi del golfo, il cui nome completo è Consiglio di cooperazione degli Stati del Golfo Persico. Nata nel 1981, su impulso dell’Arabia Saudita e pressione degli Stati Uniti (leggi su Wikipedia la storia), ha scopi economici, politici e sociali a favore dei sei Paesi nel proprio mercato comune. Le nazioni nel Consiglio sono: Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar.

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