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Flotte aziendali ed elettrificazione: si può fare di più




Lo stato dell’arte dell’elettrificazione nel mercato delle flotte aziendali è ottimale. Ma si può fare di più. Lo conferma Motus-E: sono le auto in pool a guadagnare terreno per i modelli full electric, mentre il plug in hybrid accoglie consensi nelle vetture in fringe benefit.

La quota di mercato per i parchi aziendali supera il 10% nelle tipologie di motorizzazioni elettrificate. In particolare, guardando al mercato complessivo, le auto Phevauto Phev hanno visto un trend in ascesa nella prima parte del 2021 per andare poi normalizzandosi. Per fine anno, Motus-E si attende 60mila auto elettrificate sulle strade. Crisi dei semi conduttori e delle materie prime permettendo.

Gli incentivi prenotati porteranno tra i 15 e i 20mila veicoli a basse oppure a zero emissioni da immatricolare.

Per il futuro tutto dipenderà dalle misure governative di supporto all’automotive green, che la manovra di Bilancio dovrebbe portare con sé.

Flotte aziendali ed elettrificazione: solo 6 stazioni in autostrada sono ad alta potenza

Infine, l’infrastruttura di ricarica: 25mila gli accessi disponibili. Quali previsioni per le stazioni ad altissima potenza sulle autostrade?

Il segretario generale di Motus-E, Francesco Naso non nasconde «il punto dolente».

Infatti, solo mille punti di ricarica sono dai 50 kWh in su. Sono poche le stazioni equipaggiate, in Italia questa implementazione è andata troppo lentamente. Oggi solo 6 in autostrada possono ricaricare un’auto elettrica in pochi minuti.

Naso: «Ma player importanti si sono mossi per infrastrutturare 50 stazioni e noi stiamo lavorando con altri concessionari autostradali per completare un obbligo di legge».

ASCOLTA LA VIDEO INTERVISTA A FRANCESCO NASO, SEGRETARIO GENERALE DI MOTUS-E

CITE: stop ai motori a transizione entro il 2035 in Italia

Intanto, il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (Cite) ha fatto notizia nei giorni scorsi determinando i tempi di messa fuori produzione dei veicoli a combustione interna.

Lo stop alle motorizzazioni tradizionali è fissata al 2035.

L’iniziativa va ad allinearsi con il pacchetto Fit for 55 della Commissione europea.

Spiega il Ministero della transizione ecologica (Mite): «Durante questo percorso occorre mettere in campo tutte le soluzioni funzionali alla decarbonizzazione dei trasporti in una logica di ‘neutralità tecnologica’, valorizzando, pertanto, non solo i veicoli elettrici, ma anche le potenzialità dell’idrogeno, nonché riconoscendo, per la transizione ecologica, il ruolo imprescindibile dei biocarburanti, in cui l’Italia sta costruendo una filiera domestica all’avanguardia»

Nella decisione, l’Italia segue quanto già deciso da Francia e Spagna, tra gli altri. Le soglie in Europa sono fissate tra il 2030 e il 2040, oltre le quali non sarà più possibile commercializzare mezzi a combustione interna anche se parziale.

Approfondisci qui sulla quarta riunione del Cite.