Quando si parla di sostenibilità della mobilità aziendale, l’attenzione si concentra soprattutto sull’elettrificazione della flotta, sulla riduzione dei consumi e delle emissioni di CO₂. Ma c’è un altro elemento, spesso meno considerato, che accompagna ogni veicolo per decine di migliaia di chilometri: lo pneumatico.
È proprio da questa prospettiva che nasce OIP – Osservatorio Impatto Pneumatici, il progetto promosso da EM Fleet per studiare l’inquinamento generato dall’abrasione degli pneumatici e il ruolo che una gestione più evoluta può avere nella riduzione dell’impatto ambientale delle flotte.
La perdita di materiale negli pneumatici
Ci sono vari falsi miti e fake news, sugli pneumatici, ma qui il tema è concreto. Secondo le elaborazioni tecniche riportate nel progetto, uno pneumatico destinato ad autobus o veicoli industriali può perdere mediamente circa 13 chilogrammi di materiale durante il proprio ciclo di utilizzo. Su un veicolo equipaggiato con sei pneumatici, significa oltre 78 chilogrammi; su una flotta di 100 veicoli, quasi 8 tonnellate di materiale nell’arco di un ciclo completo di utilizzo.
Per chi gestisce una flotta, però, il dato più interessante non è soltanto la dimensione del fenomeno. È il fatto che l’usura degli pneumatici può essere influenzata da diverse variabili operative: pressione di gonfiaggio, scelta dello pneumatico in funzione del servizio, manutenzione preventiva, assetto del veicolo e condizioni di utilizzo. Gli stessi fattori possono incidere anche sui consumi di carburante.
Questo porta il tema degli pneumatici direttamente dentro le strategie di fleet management.
L’impatto per le flotte aziendali
La gestione corretta degli pneumatici non è quindi soltanto una questione di sicurezza, durata e contenimento dei costi. Può diventare anche una leva di sostenibilità: intervenire sulla manutenzione, sulla scelta del prodotto e sulle condizioni di esercizio significa lavorare contemporaneamente sull’efficienza della flotta e sulla quantità di materiale disperso nell’ambiente.
La prospettiva è quella di una gestione sempre più basata sui dati. OIP nasce infatti con l’obiettivo di raccogliere informazioni, sviluppare analisi e mettere in relazione ricerca, istituzioni, produttori e gestori di flotte.
In questo scenario, lo pneumatico può diventare un nuovo indicatore della qualità della gestione della flotta: non solo quanto costa e quanto dura, ma anche quanto consuma, quanto si usura e quale impatto genera durante la sua vita operativa.
È un cambio di prospettiva importante per il Mobility e il Fleet Manager. La sostenibilità della mobilità aziendale non riguarda infatti soltanto la scelta del veicolo che entra in flotta, ma anche tutto ciò che accade nei chilometri successivi.
E proprio quei chilometri, pneumatico dopo pneumatico, rappresentano una parte ancora poco misurata dell’impatto ambientale della mobilità.
OIP punta a costruire una base di conoscenze su questo fenomeno e a pubblicare entro il 2027 il primo Rapporto dedicato all’inquinamento da abrasione degli pneumatici e al contributo che una corretta gestione tecnica può offrire alla riduzione dell’impatto ambientale delle flotte.











