mercato auto 2022

Mercato auto 2022: crollano le immatricolazioni a gennaio e febbraio

Il mercato auto non promette bene nei primi due mesi del 2022. Prendendo in analisi il solo febbraio 2022 scopriamo che le immatricolazioni in Italia, relative alle Passenger cars, sono state 111.262 certificando un calo del -22,46% su febbraio 2021. Più contenuto il passivo dei Light commercial vehicles che, dopo il pareggio di gennaio 2022 sull’anno precedente, segna -6,72% a febbraio 2022 pari a 14.120 veicoli targati.

Il totale registrato a febbraio 2022 è di -20,96% immatricolazioni di automobili e veicoli commerciali leggeri pari a 125.382 unità. Con il contributo delle importazioni parallele il totale complessivo sale a 127.671 unità (-21,22%).

I prodotti commercializzati da canali non ufficiali vedono dimezzare le Passenger cars a quota 2.189 e a 100 i Light commercial vehicles.

Mercato auto 2022: i problemi

Le motivazioni di questa crisi di mercato sono molteplici.

Pesano sicuramente l’incertezza legata all’andamento della pandemia, la carenza di microchip con conseguente crisi dei semiconduttori. Nonché l’attesa degli incentivi di Stato che condizionano pesantemente il periodo di acquisto di una nuova automobile. In più la guerra tra Russia e Ucraina ha aggravato ulteriormente una situazione economica generale già in flessione.

Ipotesi di andamento 2022: verso 1,5 milioni di nuove targhe

Il forecast di Dataforce ipotizza il raggiungimento a fine 2022 di 1.550.000 nuove targhe di Passenger cars, con un incremento rispetto al 2021 del 6%. Invece, sul versante dei veicoli commerciali leggeri, si immagina un mercato a 182.000 unità.

Il che significa +5,8% sul 2021 e di poco superiore al 2019, quando furono immatricolati poco più di 179.000 Lcv.

Le dichiarazioni del country manager di Dataforce Italia

«L’ennesimo mese in rosso è l’evidente conseguenza della crisi ormai conclamata del mercato dell’auto per i motivi strutturali già noti e per l’attesa del ritorno degli incentivi», afferma Salvatore Saladino, country manager di Dataforce Italia.

Continua: «Faccio però fatica, nel contesto attuale nel quale il mondo democratico è impegnato a fare la sua parte nel tentativo di fermare l’aggressione Russa contro l’Ucraina, a sollecitare l’urgenza di azioni a favore di qualsiasi comparto economico.

A fronte della perdita di vite umane e dell’impossibilità di prevedere le azioni di un folle, si possono ben sopportare auto non vendute, termosifoni spenti, risparmi che scompaiono, perché siamo ancora molto, molto più fortunati di tanti altri».

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