GreenSguardo sul futuro

Entro il 2030 la mobilità aziendale di Fastweb sarà basata sull’elettrico

A Missionforum ha occupato un posto di rilievo la mobilità aziendale di Fastweb. Mobilità che nel giro di pochi anni sarà parte della transizione green grazie all’arrivo di auto ibride ed elettriche. A trarne vantaggio anche il personale, a favore del quale sono in preparazione alcune misure di welfare per far fronte alla mutate esigenze di spostamento. Per la gran parte stravolte durante la pandemia.

La direttrice di Mission e MissionFleet, Paola Baldacci, ha intervistato Fabrizio Grassi, HR operations & mobility manager di Fastweb, nell’ambito del panel sul benessere in azienda.

Da Missionforum: scopri la nuova mobilità aziendale, tra sostenibilità e rischio

In Fastweb come cambia l’approccio al fine di sviluppare benessere attraverso la mobilità aziendale?

«La nostra vision aziendale si fonda su tre valori di cui il primo è proprio quello del “Care” inteso anche come prendersi cura dei nostri dipendenti mettendoli al centro. Questa centralità comprende anche la mobilità, considerata a 360 gradi anche al di fuori della sfera professionale.

Stiamo ripensando alla mobilità prendendo in considerazione tre aspetti importanti. Il primo: il contesto in cui viviamo. L’emergenza sanitaria ha portato a cambiamenti fortissimi nelle regole della mobilità, visto che oggi siamo tutti e sempre in smart working. Questo sta cambiando la mobilità dei dipendenti, visto che la destinazione dove presteremo la nostra attività lavorativa potrebbe essere in spazi di co-working. Pertanto cambiano le necessità di spostamento dei dipendenti, con un forte impatto sulla mobilità. Un esempio? Magari non servirà più disporre di un abbonamento annuale ai mezzi pubblici, ma offrirne uno di pay per use di servizi sharing.

Secondo punto: dobbiamo tener conto dell’innovazione tecnologica, con piattaforme digitali che aiutano nella gestione dei servizi di mobilità. Terzo: la sostenibilità ambientale, perché tutto ciò che metteremo in piedi dovrà tener conto dell’impatto che questi servizi hanno sull’ecosistema. In sintesi: cambiamenti della mobilità che avranno un riflesso sulla produttività di ciascuno».

Velocità e performance sono i vostri valori aziendali: come state affrontando la transizione energetica della flotta?

«Abbiamo preso un impegno concreto insieme a una organizzazione internazionale per ridurre le nostre emissioni di CO2. Insieme a loro abbiamo calcolato le emissioni e l’obiettivo da raggiungere, definendo delle azioni per raggiungere tale target. In sintesi: entro il 2030, vogliamo ridurre di oltre 30.000 tonnellate le emissioni di CO2. Come? Attraverso la riduzione del 62% di emissioni dirette, il 15% di emissioni indirette e continuando ad acquistare il 100% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili.

Numeri importanti che richiedono delle strategie mirate, come nel nostro fleet management. Riguardo al nostro parco auto, ci siamo dati due obiettivi. Primo: aumentare la percentuale di auto ibride fino al 75% entro il 2025. Secondo: portare le auto elettriche al 70% entro il 2030, con il restante 30% costituito da motorizzazioni hybrid.

Attualmente, a disposizione dei dipendenti abbiamo mezzi per effettuare missioni aziendali e vetture a uso esclusivo.

Nel primo caso, il 70% è già ibrido. Nel secondo, puntiamo a incrementare il numero di auto ibride nella nostra car list. Per farlo, abbiamo aumentato il contributo per chi sceglie vetture ad alimentazione mista termica-elettrica. Questo ha portato a grandi successi, visto che in due anni abbiamo triplicato la flotta ibrida, tuttora in gran parte costituita da vetture diesel».

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Più in generale, quali sono i trend principali di gestione della flotta?

«L’elettrificazione è il trend principale. Ma si punta molto anche alla digitalizzazione dei processi. Questo ha diversi vantaggi: i driver non devono più compilare i form con indicazione su come è stata utilizzata l’auto aziendale e che percorso è stato seguito. Le “scatole nere” che inviano i dati alle piattaforme aziendali permettono di avere una reportistica e un patrimonio informativo di dati che aiutano a capire e ad anticipare i bisogni dei dipendenti».

Visita il sito di Missionforum.it andato in onda ieri, 3 marzo 2021.

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