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Viaggi in Europa: le frontiere si possono riaprire

Viaggi in Europa possibili? Con cautela e tra Stati «con situazioni epidemiologiche sufficientemente simili». Completate ieri, le linee guida della Commissione sono da interpretare alla stregua di “consigli” agli Stati per riaprire le frontiere agli spostamenti intracomunitari. E’ noto che dalla prima settimana di aprile fino al 15 maggio, quelli non necessari sono stati sconsigliati, come vi avevamo scritto in questo articolo.

Ora è stato pubblicato un pacchetto di “orientamenti” per aiutare gli Stati membri a revocare gradualmente le restrizioni di viaggio. Dunque consentire alle imprese del turismo di riaprire. Sono i singoli governi che devono sollevare le limitazioni ai viaggi e l’Organizzazione mondiale della sanità ha sempre raccomandato di aggiornarle tempestivamente (approfondimento qui).

Thierry Breton, commissario per il mercato interno, ha detto: « Milioni di Pmi e aziende a conduzione familiare che lavorano in alloggi, ristoranti, trasporto passeggeri e agenzie di viaggio rischiano fallimenti e perdite di posti di lavoro. Perciò  devono urgentemente tornare al lavoro. Oggi proponiamo un approccio europeo comune alla gestione di quella che rimarrà una difficile stagione estiva 2020. Intanto ci prepariamo per un ecosistema turistico più sostenibile e digitale in futuro».

A questo proposito, sono a disposizione fino a 8 miliardi di euro di finanziamenti per 100.000 piccole imprese colpite dalla crisi, con il Fondo europeo per gli investimenti (approfondisci in questo documento).

Viaggi in Europa: serve una mappa interattiva della situazione sanitaria

Si lavora anche a una mappa interattiva che evidenzi la situazione sanitaria nei ventisei Paesi dell’area Schengen, dove di consuetudine non vigono controlli transfrontalieri. Le Repubbliche Baltiche stanno riaprendo i confini comunitari in questi giorni. La Germania lo farà da metà giugno e l’Austria già da domani – 15 maggio- nei confronti della Repubblica federale tedesca.

Vediamo le raccomandazioni della Commissione europea per permettere una libera circolazione durante la fase 2 dell’emergenza Coronavirus. Per quanto possibile al riparo da rischi di contagio.

«Il pacchetto mira ad aiutare il settore turistico dell’UE a riprendersi dalla pandemia, sostenendo le imprese e garantendo che l‘Europa continui a essere la destinazione numero uno al mondo», spiegano da Bruxelles.

Le linee guida dell’Europa per riaprire le frontiere

Ora che i singoli Paesi hanno individuato le procedure per contenere il virus, l’Europa si sente sicura nel favorire il «ripristino sicuro della libera circolazione e la revoca dei controlli alle frontiere interne». A questo proposito, il pacchetto turismo e trasporti della Commissione comprende 5 protocolli. Questi:

  • La strategia di ripresa per il 2020 e oltre;
  • L’approccio comune per ripristinare la libera circolazione e abolire le restrizioni alle frontiere interne dell’UE in modo graduale e coordinato;
  • Il quadro per sostenere il ripristino graduale dei trasporti garantendo nel contempo la sicurezza dei passeggeri e del personale;
  • La raccomandazione di rendere i voucher di viaggio un’alternativa interessante al rimborso in contanti per i consumatori,
  • Infine, i criteri per il ripristino delle attività turistiche in modo sicuro e graduale e per attuare protocolli sanitari per le strutture ricettive.

Queste le parole da Bruxelles: «La libera circolazione e i viaggi transfrontalieri sono fondamentali per il turismo. Ma se una soppressione generalizzata delle restrizioni non è giustificata dalla situazione sanitaria, la Commissione propone un approccio graduale e coordinato. Che inizia eliminando le restrizioni tra aree o Stati membri con situazioni epidemiologiche sufficientemente simili. L’approccio deve anche essere flessibile, compresa la possibilità di reintrodurre alcune misure se necessario».

Viaggiatori al sicuro in Europa durante il Coronavirus

Per garantire sicurezza ai viaggiatori, secondo l’UE gli Stati membri dovrebbero agire sulla base dei seguenti 3 criteri:

  • epidemiologico, in particolare concentrandosi sulle aree in cui la situazione sta migliorando, sulla base dell’orientamento del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e utilizzando la mappa regionale sviluppata dallo stesso;
  • la capacità di applicare misure di contenimento durante l’intero viaggio, anche ai valichi di frontiera, comprese garanzie e misure aggiuntive in cui il distanziamento fisico può essere difficile da garantire;
  • infine, considerazioni economiche e sociali, inizialmente dando la priorità ai movimenti transfrontalieri in settori chiave di attività e includendo motivi personali.

Si evidenzia che il principio di non discriminazione è di particolare importanza.

«Quando uno Stato membro decide di consentire il viaggio nel suo territorio o verso regioni e aree specifiche all’interno, dovrebbe farlo in modo non discriminatorio – consentendo l’itinerario da tutte le aree, regioni o paesi dell’UE con condizioni epidemiologiche simili».

Allo stesso modo, eventuali restrizioni devono essere revocate senza discriminazioni a tutti i cittadini dell’UE e a tutti i residenti di quello Stato membro, indipendentemente dalla loro nazionalità. Infine, dovrebbero essere applicate a tutte le parti dell’Unione in una situazione epidemiologica simile.

Trasporti in Europa: le regole della Commissione

Le linee guida europee per la ripresa sicura e graduale del trasporto passeggeri riguarda le vie aeree, quelle ferroviarie, stradali e fluviali. Formulano una serie di raccomandazioni, come la necessità di limitare i contatti tra passeggeri e lavoratori dei trasporti e i passeggeri stessi, riducendo, ove possibile, la densità. Modalità che le società ferroviarie stanno già attuando.

Gli orientamenti esplicitano, inoltre, raccomandazioni per ciascun modo di trasporto e richiedono un coordinamento tra gli Stati membri (download qui).

Hotel in Europa: le linee guida per riaprire

La Commissione europea ha definito un quadro comune anche per l’hospitality.

Si tratta di criteri che le catene alberghiere, ma anche le singole strutture stanno già adottando.

Il fine è quello di proteggere la salute sia degli ospiti che dei dipendenti. I criteri includono prove epidemiologiche, sufficiente capacità del sistema sanitario per le popolazioni locali e i turisti. Nonché una solida capacità di sorveglianza e monitoraggio, per la verifica e la tracciabilità dei contatti.

«Queste linee guida permetteranno alle persone di soggiornare in sicurezza in hotel, campeggi, bed and breakfast o altre strutture ricettive, mangiare e bere in ristoranti, bar e caffetterie e andare in spiaggia e in altre aree all’aperto per il tempo libero», si legge in una nota.

Le imprese turistiche dovrebbero garantire giusti spazi di distanziamento nelle aree comuni dove è probabile che gli ospiti si radunino per più di 15 minuti, per cominciare. Stabilire slot e organizzare un sistema di prenotazione digitale per i pasti o le visite a piscine o palestre. Trovare misure alternative per proteggere ospiti e lavoratori, come l’uso di pannelli di vetro o di plastica, maschere, quando non è possibile mantenere le distanze sociali. E ancora, applicare una distanza da 1,5 a 2 metri nelle aree comuni, ad eccezione delle persone che viaggiano insieme e condividono le stanze. Infine, assicurarsi che l’allontanamento fisico sia in atto anche nelle aree all’aperto, come spiagge e piscine, caffè, bar e ristoranti.

Tracciabilità digitale in Europa

Ci sono linee guida anche sul tema della tracciabilità attraverso applicazioni digitali.

Gli Stati membri, con il sostegno della Commissione, le hanno concordate per garantire l’interoperabilità transfrontaliera tra le app di tracciamento. In modo che i cittadini possano essere avvisati di una potenziale infezione da coronavirus anche quando viaggiano nell’UE.

«Questo guiderà gli sviluppatori che lavorano con le autorità sanitarie nazionali – spiega la Commissione -. Tali app di tracciamento devono essere volontarie, trasparenti, temporanee e sicure. Devono utilizzare dati anonimi. E fare affidamento sulla tecnologia Bluetooth, essere interoperabili oltre i confini e tra i sistemi operativi. L’interoperabilità è fondamentale: i cittadini dell’UE devono essere in grado di ricevere avvisi di una possibile infezione in modo sicuro e protetto. Ovunque si trovino nell’UE e qualunque app stiano utilizzando».

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