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Alitalia: ok degli azionisti al piano di salvataggio (lacrime e sangue)

Dopo una notte di discussioni, Alitalia incassa l’ok dall’assemblea degli azionisti, come si legge in una nota del vettore, i quali hanno deliberato un finanziamento a breve termine da 180 milioni di euro per consentire al management, nei prossimi 60 giorni, di avviare una drastica riduzione dei costi. Evitati i libri in tribunale, quindi. Almeno per il momento, superando così l’impasse di questi giorni (leggi qui).

Nel comunicato si legge: “Il Consiglio di Amministrazione di Alitalia ha approvato oggi la seconda fase del piano industriale della Compagnia. In una riunione separata, l’Assemblea degli Azionisti ha deliberato un finanziamento a breve termine per consentire al management di avviare, nei prossimi 60 giorni, un negoziato con i principali stakeholder – società di leasing aereo, fornitori, società di distribuzione e sindacati – allo scopo di ottenere il loro impegno su misure che portino a una radicale riduzione dei costi; unico modo per garantire il sostegno di lungo termine di soci e istituti finanziari e assicurare così la sostenibilità dell’azienda”.

Una trattativa ad oltranza

Da quello che viene riportato sulla stampa nazionale sembra che nella trattativa ad oltranza partita ieri pomeriggio soprattutto con le banche azioniste e creditrici abbia avuto un ruolo importante di mediazione il presidente Luca Cordero di Montezemolo, ma anche la moral suasion del governo. Tanto che è arrivato il sì, “sofferto” si dice nei corridoi degli Piazza Gae Aulenti e di Piazza della Scala, di Intesa e UniCredit, solo se il piano riformulato dal ceo Cramer Ball sarà ridefinito con impegni più stringenti. Insomma con un piano di ristrutturazione lacrime e sangue. A cui naturalmente i sindacati non ci stanno: “Nel caso di presentazione di un nuovo piano che prevedesse tagli, esuberi e ridimensionamento complessivo a fronte di un rifinanziamento parziale non bisogna escludere la nazionalizzazione e sarebbe assolutamente giusto e credibile un intervento diretto da parte dello Stato” ha tuonato l’Usb.

Ma Ball, che come il suo connazionale James Hogan di Etihad non sembra più in saldo in sella, ha proseguito: “I prossimi due mesi sono cruciali per Alitalia. E’ di vitale importanza che il personale della Compagnia e i principali stakeholder, quali i partner commerciali, i fornitori e i sindacati, accettino e facciano propri i cambiamenti radicali di cui abbiamo bisogno. Solo così potremo ottenere un successivo e significativo finanziamento da parte degli azionisti, senza il quale Alitalia non avrà futuro. Tutti dobbiamo remare nella stessa direzione per dare ad Alitalia un futuro duraturo, sostenibile e di successo. E tutti dobbiamo dare il nostro contributo per trasformare le ambizioni di crescita e sostenibilità di lungo termine in realtà”.

A gennaio i dettagli del nuovo piano

I dettagli della seconda fase del piano industriale saranno presentati in gennaio a tutto il personale Alitalia, e poggerà “sulle solide basi costituite dai significativi investimenti fatti negli ultimi due anni nella ‘nuova Alitalia’ e tiene conto delle sfide di un mercato, quello del trasporto aereo, in cui la concorrenza è sempre più agguerrita. Le attività future si concentreranno sulla necessità di cambiare l’attuale modello di business attraverso: l’ulteriore sviluppo del network di lungo raggio; il ridisegno del business per il corto e medio raggio; la riduzione dei costi e l’aumento della produttività per poter competere con la concorrenza; la rivalutazione degli accordi di joint venture; il rafforzamento delle attuali partnership con altre compagnie aeree; la ricerca di nuovi accordi commerciali; la valorizzazione degli  ingenti investimenti tecnologici per competere con gli altri attori del mercato e per portare nuovi ricavi; la riduzione dell’organico per creare un’organizzazione più funzionale al business”.

Infine, come già anticipato anche da noi, il Cda ha nominato Gaetano Miccichè e Federico Ghizzoni, di provenienza Intesa e Unicredit…, quali nuovi consiglieri in sostituzione di Jean Pierre Mustier e di Paolo Colombo

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