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HNA in crisi di liquidità accelera le dismissioni

HNA in crisi di liquidità. Il conglomerato cinese, che controlla la compagnia aerea Hainan Airlines e nel corso degli anni ha acquisito una partecipazione in diverse compagnie aeree straniere come Aigle Azur in Francia, Virgin Australia, TAP in Portogallo e Azul in Brasile oltre ad assere attiva anche nell’assistenza a terra  con Swissport e nel catering con Swiss Gategroup e Servair, in cui anche Air France ha una partecipazione, è presente anche nel leasing di aeromobili con l’acquisizione nel 2016 del ramo di noleggio  del gruppo americano CIT per 10 miliardi di dollari (riacquisito da parte di Avolon, società di noleggio aeromobili già posseduta da HNA), o nel business alberghiero, con Hilton e Pierre & Vacances, ma anche in altri settori, come le banche con Deutsche Bank, investendo in queste e altre società ben 50 miliardi di dollari negli ultimi 2 anni : “per accompagnare una strategia di acquisizioni o acquisizioni di partecipazioni in turismo, alberghi, trasporto aereo, aeronautica, ma anche bancario e immobiliare” come si legge in un articolo sul giornale francese la Tribune.

HNA in crisi di liquidità per circa 2,4 miliardi di dollari, registra un indebitamento colossale

La gestione del colosso cinese avrebbe annunciato la scorsa settimana alle principali banche creditrici che il gruppo potrebbe dover affrontare una carenza di liquidità di almeno 15 miliardi di yuan (2,4 miliardi di dollari o 1,9 miliardi di euro) nel primo trimestre nonostante i suoi sforzi per vendere le attività e ridurre il debito, secondo quanto scrive Bloomberg. Il gruppo deve infatti rimborsare il debito di circa 65 miliardi di yuan (circa 9 miliardi di dollari o 8,2 miliardi di euro) nel primo trimestre. Un indebitamento colossale che a novembre ammontava a circa 638 miliardi di yuan (circa 90 miliardi di dollari o 81,5 miliardi di euro), in crescita del 36% rispetto a fine 2016. Cifra che potrebbe anche raggiungere anche i 1.000 miliardi di yuan (circa 140 miliardi di dollari o 127,45 miliardi di euro) tenendo conto di tutte le entità controllate da HNA. E che scontano anche un rallentamento della crescita del mercato dell’aviazione cinese (leggi qui). 

Il presidente del gruppo HNA, Chen Feng, in una recente intervista rilasciata a Reuters a metà gennaio, aveva riconosciuto un problema di finanziamento, sottolineando come gli aumenti dei tassi della Federal Reserve e il deleveraging in Cina, ha portato a una carenza di liquidità alla fine dell’ anno per molte società cinesi, esprimendo però la massima fiducia nella loro capacità di gestire questo problema di finanziamento: “l’obiettivo a lungo termine di diventare un’ azienda di classe mondiale è rimasto invariato. E il 2018 sarà il nostro anno di efficientamento societario, integrando le varie attività” ha detto il numero uno del gruppo.

Ma la autorità di Pechino sono preoccupate per HNA in crisi di liquidità e stanno spingendo tutte le società ultraindebitate cinesi a cercare di rientrare; al pari di Wanda, HNA si sta sforzando infatti di vendere partecipazioni e dismettere beni immobili per ricostituire la cassa. Il gruppo prevede pertanto che la pressione sulle sue finanze si attenuerà nel secondo trimestre a seguito di un’accelerazione delle cessioni, ha aggiunto Bloomberg.

Nel mese di dicembre, Zhao Quan, capo del settore turistico di HNA e nuovo membro del consiglio di amministrazione, ha annunciato che il gruppo aveva intrapreso una revisione delle sue attività estere, ma che ci sarebbe voluto del tempo per valutare e identificare potenziali acquirenti. Al momento le dismissioni si fermano a un immobile di Sydney venduto per 205 milioni di dollari australiani (134 milioni di euro circa).

 

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