Studi/Sondaggi

Vendite auto ottobre: Seat e VW in negativo, Fca e Audi meglio del mercato

Con 132.929 autovetture immatricolate anche ottobre mette a segno l’ennesimo segno più nel mercato dell’automotive, con un incremento anno su anno dell’8,56%, dato ancora positivo ma inferiore alla media dei primi nove mesi dell’anno, ovvero un più 15,3%.

Ma la notizia che tutti attendevano non era la crescita del mercato, da tutti prevista, malgrado l’anno scorso ottobre fu un mese positivo rispetto al resto dell’anno, bensì se il cosiddetto dieselgate ha o meno impattato sulle vendite delle auto. E quelle del gruppo Volkswagen in particolare. E il responso è “nì”, perché se si è avuto un calo a doppia cifra del marchio Seat a meno 11,17%, comunque nel passato cresciuta tantissimo, uno più contenuto ma importante del marchio Volkswagen, a meno 6,85%, uno risibile di Skoda, a meno 0,23%, il marchio Audi ha avuto un vero e proprio balzo in avanti ben 18,06%, piazzando 5.177 automobili e raggiungendo una quota di mercato del 3,89%, facendo dire alla Casa dai quattro cerchi in una nota che “questo ottobre è stato il migliore dal 2008”. Meglio di  Audi fa Fca che supera la crescita del mercato per la decima volta consecutiva, con un più 10,8% anno su anno, con 36 mila 700 immatricolazioni per una quota del 27,6%,  a più 0,6% rispetto a un anno fa. Nei primi dieci mesi dell’anno, Fiat Chrysler Automobiles ha venduto 376 mila vetture, il 16,9% in più anno su anno con una quota del 28,3%.

Ottobre che porta il consuntivo dei primi dieci mesi del 2015  a quota 1.330.005 con un incremento sullo stesso periodo dello scorso anno del 14,67% che conferma l’attesa di un volume di immatricolazioni per l’intero 2015 di circa 1 mln 560 mila unità, in crescita sul 2014 ma lontanissimo dai 2 mln 493 mila auto del 2007, ovvero il 37,4% in meno.

Questi dati del Centro Studi Promotor sottolineano anche come il dieselgate non abbia colpito le vendite di questa motorizzazione, a crescere insieme alla benzina, arrivando a una quota di mercato rispettivamente al 55,6% e al 32% del totale, con un consequente calo del Gpl a meno 30% in volume e metano, a meno 33,3%.

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