Ci sono concept car che servono solo a stupire. E poi ci sono quelle che fanno venire un pensiero spontaneo, soprattutto a noi italiani: che peccato non sia nata in Italia. La nuova Peugeot Polygon Concept è una di queste. Perché riesce a centrare qualcosa di buono: un design innovativo senza sembrare un’astronave impossibile da costruire. È una concept, ma sotto quelle linee si intravede già una possibile auto di serie.
Anzi, se si deve immaginare la base stilistica della prossima serie Peugeot 208 / 2008, partire proprio da qui non sarebbe affatto una cattiva idea. Le proporzioni funzionano, il frontale è moderno senza essere eccessivo, la firma luminosa a Micro LED dà personalità e il risultato complessivo è piacevole. Alcune soluzioni restano inevitabilmente esercizi di stile, come le enormi porte ad ala di gabbiano, l’abitacolo quasi completamente aperto o certi giochi di spazio interno. Ma il futuro design Peugeot potrebbe essere molto più vicino a questa Polygon di quanto sembri, per vari dettagli , come la fanaleria.
Una piccola che fa venire in mente la 205 GTI
Guardandola viene quasi da sorridere. Non perché sia nostalgica, ma perché trasmette quella sensazione di compatta divertente che tanti ricordano sulla leggendaria Peugeot 205 GTI. Ovviamente oggi tutto cambia: sicurezza, comfort, elettronica e assistenza alla guida sono su un altro pianeta. Eppure quella voglia di mettersi al volante e divertirsi sembra esserci ancora, solo interpretata in chiave moderna.

Lo sterzo Hypersquare è la vera rivoluzione
La grande novità si chiama Hypersquare, il comando di guida che sostituisce il volante tradizionale ed è abbinato al sistema Steer-by-Wire, cioè senza collegamento meccanico diretto con le ruote (come su Lexus RZ MY26). La buona notizia è che questa tecnologia non rimarrà confinata alla concept: Peugeot ha già annunciato l’arrivo sulle vetture di serie dal 2027.
E possiamo dirlo dopo averlo provato. All’inizio la forma può sorprendere. Sembra quasi un joystick, ma in breve cambia la prospettiva. Si gira pochissimo rispetto a una normale Peugeot 208, le manovre richiedono movimenti molto più ridotti e tutto diventa rapidamente naturale. La differenza rispetto a un volante tradizionale è davvero notevole.
I comandi sono integrati direttamente nei due appoggi per i pollici e non bisogna più andare a cercare pulsanti sparsi. Il sistema elettronico modifica automaticamente il rapporto di sterzata in base alla velocità: nelle manovre basta pochissimo movimento, mentre alle alte velocità tutto diventa progressivo e molto preciso. Il risultato? Meno fatica, meno movimenti delle braccia e una comodità evidente soprattutto in città e nei parcheggi.
È facile immaginare quanto possa essere apprezzato sia dal pubblico femminile sia da chi utilizza l’auto per lavoro e passa molte ore al volante. Se il prezzo resterà ragionevole e la sicurezza confermerà quanto promette la tecnologia, difficilmente si tornerà indietro.
La nostra previsione? Potrebbe arrivare come optional o all’interno di un pacchetto tecnologico con un sovrapprezzo nell’ordine – si spera – dei 1.500 euro, o poco più. Una cifra importante ma che potrebbe essere facilmente giustificata dall’esperienza di guida completamente diversa, dal relax per il driver aziendale.

Per le flotte aziendali una soluzione utile
Un aspetto che interessa anche il mondo delle flotte e delle auto aziendali. Lo sterzo Hypersquare con tecnologia Steer-by-Wire potrebbe avere ricadute concrete sulla vita di chi passa ogni giorno molte ore al volante. Dopo averlo provato, la sensazione è chiara: si compiono movimenti molto più ridotti e la fatica diminuisce sensibilmente, l’ergonomia migliora, con benefici per chi utilizza l’auto come strumento di lavoro.
Pensiamo ai driver aziendali, ai commerciali, ai tecnici, ai noleggiatori e a chi percorre decine di migliaia di chilometri ogni anno. Ma anche a chi cerca semplicemente un’auto più comoda da guidare ogni giorno. Se l’affidabilità e la sicurezza saranno quelle promesse da Peugeot e il prezzo rimarrà entro limiti ragionevoli, questa tecnologia potrebbe diventare uno degli equipaggiamenti più richiesti anche dal mercato fleet, nelle versioni Business.
L’i-Cockpit cambia ancora
La Polygon porta all’estremo anche il concetto di i-Cockpit. Il display tradizionale praticamente sparisce e tutte le informazioni vengono proiettate sul parabrezza attraverso un enorme sistema equivalente a uno schermo da 31 pollici. Sarà davvero così sulle auto di serie? Probabilmente no. Almeno non nell’immediato. Ma le concept servono proprio a mostrare la direzione. Più realistico è invece il nuovo studio ergonomico. La plancia è più pulita, i comandi sono meglio distribuiti, quasi annullati, l’interfaccia è digitale e l’abitacolo appare più razionale nello spazio, anche se non per certe sagome.

Non tutto arriverà, ma molte idee sì
Le porte ad ala di gabbiano resteranno probabilmente un esercizio di stile. Diverso il discorso per altre soluzioni. I sedili, ad esempio, utilizzano pochissimi materiali e una struttura molto semplificata, con componenti stampati in 3D e schiuma realizzata in un unico pezzo. Una filosofia che potrebbe davvero trovare applicazione sulle future Peugeot, a vantaggio di manutenzioni, personalizzazioni e riciclo a fine vita.
Interessanti anche i nuovi pneumatici Goodyear, incisi al laser e capaci di dialogare con l’auto attraverso la tecnologia SightLine, oltre all’uso esteso di materiali riciclati e componenti facilmente sostituibili. L’obiettivo è produrre auto più leggere, semplici da costruire e più sostenibili.

Ricorda un’altra concept rimasta un sogno
Chi segue Peugeot ricorderà sicuramente la bellissima e-Legend, presentata al Salone di Parigi nel 2018. Anche allora sembrava l’inizio di qualcosa di speciale, per le berline. Purtroppo non arrivò mai sulle strade. La teoria è però che questa volta la storia sia diversa. Perché alcune cose rivivono nella Polygon, potendo e non appare come un semplice esercizio di design, ma come un laboratorio concreto di tecnologie che vedremo sulle Peugeot dei prossimi anni.
E se il volante Hypersquare rappresenta il futuro, dopo averlo provato possiamo dire una cosa con convinzione: ci si abitua in fretta e tornare a un volante tradizionale potrebbe diventare molto più difficile di quanto immaginiamo.












