Tesla è tornata a crescere, ma il mercato è molto diverso rispetto a qualche anno fa. Dopo un 2025 complicato, caratterizzato dalla forte concorrenza dei marchi cinesi e da un rallentamento delle vendite in diversi Paesi europei, il costruttore americano sta mostrando segnali di ripresa.
A giugno le immatricolazioni sono aumentate in numerosi mercati europei, Italia compresa, mentre a livello globale le consegne del secondo trimestre hanno superato le aspettative degli analisti. Tuttavia, la competizione non è mai stata così intensa e produttori come BYD continuano a guadagnare terreno nel segmento delle auto elettriche.
In Italia il mercato delle auto elettriche continua a crescere e anche Tesla sta beneficiando di questa ripresa: a giugno le immatricolazioni del marchio sono aumentate di oltre il 40% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, in un contesto in cui l’intero mercato automotive nazionale è tornato in positivo. Ed è proprio in questo momento che Tesla, oltre a farsi notare per la sostenibilità della catena produttiva, continua a fare ciò che l’ha resa famosa: migliorare le proprie auto attraverso il software. L’ultima novità riguarda uno degli aspetti più importanti di qualsiasi automobile, la sicurezza.
Tesla anticipa sugli airbag: come funziona il nuovo sistema
Per decenni gli airbag hanno funzionato seguendo lo stesso principio: i sensori rilevano l’impatto e, in pochi millisecondi, fanno esplodere il generatore di gas che gonfia il cuscino di protezione. Tesla vuole fare un passo ulteriore. Con un nuovo aggiornamento software, le vetture equipaggiate con Tesla Vision sono in grado di utilizzare le telecamere per prevedere una collisione imminente e preparare il sistema di ritenuta fino a 70 millisecondi prima dell’impatto.
È importante chiarire un aspetto: gli airbag non vengono aperti dalle telecamere. La decisione finale resta affidata ai tradizionali accelerometri e ai sensori d’urto, come previsto dagli standard di sicurezza. Le immagini servono invece ad “anticipare” ciò che sta per accadere, permettendo al sistema di arrivare pronto nel momento decisivo. In pratica, l’auto osserva ciò che accade davanti a sé, stima se una collisione è inevitabile e prepara in anticipo tutti i dispositivi di sicurezza. Quando i sensori confermano l’impatto, il tempo necessario per la protezione degli occupanti si riduce ulteriormente.
70 millisecondi possono fare la differenza
Settanta millisecondi sembrano un tempo insignificante. In realtà, durante un incidente stradale ad alte velocità rappresentano un intervallo enorme. A 50 km/h un’automobile percorre circa un metro in poco più di 70 millisecondi. In quello stesso intervallo il corpo del conducente inizia già a muoversi in avanti, mentre le cinture e gli airbag devono sincronizzarsi perfettamente per ridurre le conseguenze dell’urto.
Un’attivazione anche leggermente anticipata consente ai pretensionatori delle cinture di lavorare con maggiore efficacia e permette agli airbag di raggiungere la pressione ottimale esattamente quando il corpo li incontra.
Il software diventa sicurezza
La novità non è tanto l’airbag in sé od il sistema in generale, ma la dinamica a monte, nel SW. Il messaggio è che la sicurezza dell’auto sta diventando più una questione molto di software. Per decenni migliorare la sicurezza significava progettare una nuova scocca, sviluppare nuovi airbag o installare componenti differenti. Tesla dimostra invece che, quando l’hardware è già presente a bordo, una parte dell’evoluzione può arrivare semplicemente attraverso un aggiornamento OTA (Over-The-Air).
È lo stesso principio che negli anni ha permesso all’azienda di migliorare autonomia, gestione della batteria, infotainment, sistemi di assistenza alla guida e perfino la dinamica di guida senza richiamare le vetture in officina. Ora questa filosofia arriva anche nella sicurezza.
L’intelligenza artificiale entra nella sicurezza passiva
Negli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere i sistemi ADAS: frenata automatica d’emergenza, mantenimento della corsia, riconoscimento dei pedoni e cruise control adattivo. Questi sistemi cercano di evitare l’incidente. La nuova logica introdotta da Tesla guarda invece allo scenario in cui l’impatto non possa più essere evitato. Se l’intelligenza artificiale riesce a capire che la collisione è inevitabile, può iniziare a preparare l’automobile ancora prima del contatto. È un cambio di paradigma destinato probabilmente a diffondersi anche presso altri costruttori.
Come cambieranno le auto nei prossimi anni
Questa tecnologia rappresenta probabilmente solo il primo passo. A breve, potremmo vedere auto capaci di:
- tendere automaticamente le cinture in funzione della corporatura degli occupanti;
- regolare la posizione dei sedili pochi istanti prima dell’impatto;
- modificare l’assetto delle sospensioni per ridurre le conseguenze della collisione;
- preparare batterie e impianti ad alta tensione per limitare eventuali danni successivi.
La differenza sarà sempre meno tra sicurezza attiva e passiva: l’auto utilizzerà telecamere, radar, sensori e intelligenza artificiale per gestire ogni fase dell’incidente, da prima che accada fino ai momenti successivi.
Tesla continua a indicare la direzione del settore
Che piaccia o meno il patron Elon Musk, è difficile negare che Tesla continui a influenzare il modo in cui viene progettata l’automobile moderna. L’aggiornamento sugli airbag non cambia la sicurezza stradale e non sarà unico in tal senso, ma mostra dove sta andando l’industria: meno interventi reattivi e sempre più sistemi predittivi, capaci di interpretare ciò che accade nell’ambiente circostante e preparare il veicolo prima ancora che si verifichi l’evento. Daltronde un po’ tutti parlano e mostrano auto definite dal software, dove ogni aggiornamento può tradursi non solo in nuove funzionalità, ma anche in una maggiore protezione per chi è a bordo. E in questo Tesla, è stata pioniera.












