La vittoria di un premio, meritato, a IMA 2026, non basta a chiarire tutto quanto è dietro l’impegno di un gruppo alberghiero che persegue target non sempre facili da centrare, quando si parla di BT e MICE. A dettagliare meglio il recente percorso di UNA Italian Hospitality è Giorgio Marchegiani, Amministratore Delegato.
Quanto pesa il MICE per UNA Italian Hospitality oggi e quanto vorreste pesi ipoteticamente, visto i buoni riscontri sui vostri servizi, come agli IMA?
«Nel 2025 il segmento MICE rappresentava circa il 20% della nostra attività. Nel primo semestre del 2026 il suo peso è aumentato, con una crescita a doppia cifra anche grazie all’effetto trainante delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina. Un risultato che rafforza il posizionamento del turismo congressuale come driver strategico su cui continueremo a investire, grazie a hotel e resort nelle principali destinazioni italiane, spazi versatili, servizi su misura e team preparati. Un impegno riconosciuto agli Italian Mission Awards 2026, dove siamo stati premiati come “Catena Alberghiera dell’Anno – Italia”: vogliamo consolidare il nostro ruolo di partner di riferimento per aziende e organizzatori di eventi a livello internazionale».
Quanto conta per le aziende e quanto richiede per le strutture, la dovuta versatilità degli spazi MICE? Le vs. strutture li configurano già in progettazione o nelle ristrutturazioni? Come in dettaglio?
«La versatilità, oggi, è un requisito fondamentale. Gli eventi non sono più rilegati a tradizionali meeting e conferenze, ma includono sempre più spesso team building, lanci di prodotto e occasioni di networking. Nelle nostre strutture progettiamo ambienti flessibili e modulari, integrati con servizi dedicati e tecnologie all’avanguardia; questa visione guida anche gli interventi di riqualificazione, come la Terrazza di Milano Verticale UNA Esperienze, trasformata in uno spazio coperto con Led Wall e illuminazione naturale, in grado di ospitare eventi tutto l’anno, anche esposizioni, installazioni e vernissage».

A oggi e non solo per i giovani, il bleisure è un gradito must del BT: le vostre strutture in cosa possono distinguersi, su questo fronte?
«Il bleisure è ormai una tendenza consolidata che coinvolge una platea sempre più ampia di viaggiatori. Rispondiamo con un’offerta che coniuga business e tempo libero: al termine degli impegni professionali, i viaggiatori d’affari possono arricchire il soggiorno con piscine, centri benessere, fitness room, terrazze e servizi ristorativi. Alcuni hotel nascono con spiccata vocazione leisure, come il nostro 5 stelle torinese Principi di Piemonte UNA Esperienze e le strutture al mare Versilia Lido UNA Esperienze, UNA Hotels Capotaormina e UNA Hotels Naxos Beach Sicilia, oltre a Posta Donini 1579 UNA Esperienze in Umbria e Relais Villa Grazianella UNA Esperienze in Toscana, ideali per soggiorni bleisure e per eventi memorabili. In altri hotel a prevalente vocazione congressuale abbiamo affiancato ai servizi business spazi orientati al tempo libero: è il caso di UNA Hotels Bologna San Lazzaro, alle porte di Bologna, dotato di una piscina esterna. Questa contaminazione interpreta la nuova dimensione del viaggio d’affari, sempre più orientato al benessere e alla scoperta del territorio».
Dalle nostre discussioni con gli addetti ai lavori, emerge al pari del crescente ruolo per la tecnologia digitale anche il peso indelebile del fattore umano, che fa ancora la differenza: vale anche per voi, per il BT ed MICE?
«La tecnologia è oggi un’alleata indispensabile: azzera le distanze, consente di ottimizzare l’organizzazione degli eventi, semplificare i processi e offrire servizi efficienti. Tuttavia siamo convinti che il vero elemento distintivo resti il fattore umano: sono la professionalità e la disponibilità del nostro team in ogni fase dell’evento a fare la differenza, oltre alla capacità di gestire l’imprevisto. È questo equilibrio tra innovazione tecnologica e qualità della relazione umana a permetterci di offrire un’esperienza di valore».

Il trend geopolitico e le perturbazioni sembrano spingere oggi più la sicurezza ed il controllo, su certe attività di eventi e viaggi, mettendo in minor evidenza l’aspetto ambientale: voi notate questa cosa ed eventualmente con quali reazioni, da fornitori?
«Sicurezza, controllo e sostenibilità sono oggi dimensioni sempre più complementari. Crediamo che un’esperienza di qualità debba garantire affidabilità e tranquillità agli ospiti, con un forte impegno verso l’ambiente e il territorio. Di recente, l’headquarter e otto strutture milanesi della collezione UNA Italian Hospitality hanno ottenuto la certificazione GSTC (Global Sustainable Tourism Council), riferimento internazionale per il turismo sostenibile, che valuta performance ambientali, impatto socio-culturale e gestione responsabile delle risorse. Aziende e viaggiatori cercano oggi strutture capaci di trasmettere fiducia e sicurezza: un valore che si unisce alla crescente percezione dell’Italia come una delle destinazioni più sicure d’Europa».
Il tema dello spazio lavoro in camera, quanto è sentito e come si è evoluto?
«Oggi il concetto di spazio lavoro va oltre la camera: il business traveller cerca luoghi capaci di accompagnare ogni momento del viaggio, dal lavoro al networking fino al relax. Nelle nostre strutture, lounge, servizi ristorativi e aree comuni diventano ambienti da vivere, dove incontrarsi, creare connessioni e lavorare in un contesto stimolante. Cresce inoltre la richiesta di camere in day use, apprezzate da chi, tra un appuntamento e l’altro o in attesa di un treno o volo, desidera lavorare in tranquillità e rinfrescarsi: una flessibilità che risponde alle esigenze di un business traveller sempre più dinamico».













