MissionForum 2026 fiumicino (2)

MissionForum 2026, a Roma Fiumicino la mobilità integrata unisce sosta, e-mobility, travel e flotte

È entrata nel vivo a Roma Fiumicino l’edizione 2026 d’autunno, per MissionForum, l’appuntamento che riunisce i principali player del settore b2b per fare il punto sui grandi temi della mobilità aziendale: dalle nuove sfide della transizione energetica, alle alle nuove car policy e alla fiscalizzazione, passando per le soluzioni di sosta,  fleet e travel management.

L’hub aeroportuale come snodo intermodale della mobilità corporate

A dare il via ai lavori di questo appuntamento che segue il filone di quello primaverile, a Milano, è stato Antonio Fraccari, Amministratore Delegato di ADR, che ha delineato la strategia con cui la società gestisce l’ecosistema dell’accessibilità e dei parcheggi negli hub aeroportuali della Capitale. Nel suo intervento di apertura, Fraccari ha evidenziato come l’aeroporto non sia più soltanto un punto di transito aereo, ma un vero e proprio nodo intermodale di mobilità integrata: un modello che coinvolge la movimentazione di autobus e linee NCC (tra 4.500 e 7.000 mezzi), un’app dedicata alla gestione flussi per i tassisti, fino alla prenotazione digitale della sosta. Qui la piattaforma online si attesta seconda per prenotazioni, ma prima per risultati e fatturato.

E’ in questo scenario si inserisce perfettamente “4Corporate by easy Parking”, il portale gratuito dedicato al Business Travel per la prenotazione dei parcheggi a Fiumicino e Ciampino, già scelto da oltre 400 aziende per ottimizzare tempi e costi attraverso tariffe trasparenti e 90 posti auto riservati contactless. Ma non solo.

Fiore all’occhiello dell’impegno per il b2b è ADR e-move, oggi il primo parcheggio in Italia interamente dedicato ai veicoli BEV e PHEV, con 148 postazioni coperte da 22 kW pensate per permettere ai manager di ricaricare l’auto in totale sicurezza mentre sono in viaggio d’affari. Dopo l’attivazione delle infrastrutture al Terminal B, l’azienda proseguirà con l’estensione dei punti di ricarica al Terminal C.

«Abbiamo creato il primo parcheggio in Italia interamente dedicato alle vetture elettriche (BEV e PHEV), pensato per permettere ai manager e ai viaggiatori d’affari di ricaricare il proprio veicolo in totale sicurezza mentre sono in viaggio», commenta Fraccari – un modello semplice e intuitivo pensato per agevolare il viaggiatore, che presto si evolverà con l’introduzione di nuovi servizi integrati.

«La vera criticità di un servizio del genere non è l’investimento, ma la disponibilità dell’energia elettrica a monte, ma grazie alla sinergia strategica con Enel e Terna siamo in grado di assicurarne la totale copertura», conclude.

Ricarica elettrica aziendale: trasformare la complessità in routine

E dalla gestione della sosta “elettrificata” in volo,  alla ricarica su strada  – come illustrato da Silvia La Cognata, Revenue e Partnerships Manager di Atlante  – la mobilità elettrica deve continuare ad essere un flusso. Per evitare che la transizione sia ostacolata, Atlante per i Fleet Manager mette a disposizione l’app myAtlante — che connette oltre 4.000 punti di ricarica proprietari inclusi i nuovi presidi autostradali — e l’alleanza ChargeLeague (con Electra, Fastned e IONITY): questo consenten ai driver di accedere a un network continentale di oltre 13.000 colonnine fast e ultra-fast in Italia, Francia, Spagna e Portogallo.

A supporto del lavoro quotidiano in ufficio, Atlante, inoltre, mette a disposizione una piattaforma centralizzata basata su dashboard intuitive. Il sistema permette di monitorare e personalizzare in tempo reale tutti gli identificativi digitali (in app) e fisici (RFID), oltre a gestire le nuove attivazioni e supervisionare le operazioni di ricarica della flotta con notifiche di sforamento. Un sistema che permette la reportistica esportabile dei costi kWh, aprendo anche la possibilità ai dipendenti a soluzioni di ricarica B2B2C.

Fisco e car policy: le regole del gioco dopo la riforma 2026

Se la ricarica richiede strumenti di gestione chiari, l’operatività quotidiana delle flotte deve fare i conti con un quadro normativo in profonda trasformazione. Simone Costantini, CEO di Fleet Support, ha tracciato una roadmap per affrontare la riforma del Fringe Benefit Auto 2026 (D.Lgs. 148/2026), fornendo consigli strategici per evitare stangate fiscali.

Secondo Costantini diventa oggi fondamentale l’importanza di censire con precisione l’anzianità dei telai: dal sesto anno solare dalla prima immatricolazione si attiva infatti un moltiplicatore del +50% che rischia di far saltare le aliquote al 75% per i motori termici. “Accanto a questo – sottolinea Costantini – occorre monitorare con attenzione gli optional extra-listino verificando la composizione degli allestimenti in fase di car policy: il Decreto introduce il “Fattore Allestimento”, un ulteriore moltiplicatore del +5% in presenza di accessori non inclusi nel prezzo di listino ACI base e non pagati direttamente dal lavoratore, evitando così che l’imponibile fiscale lieviti sull’intero valore del veicolo”.

La pianificazione dei rinnovi deve inoltre orientarsi verso la rotazione green, sfruttando il nuovo regime ordinario per i veicoli assegnati dal 1° gennaio 2025, dove la tassazione si svincola dalle grammature di CO₂ per fissarsi esclusivamente sul motore al 10% per le elettriche, 20% per le ibride plug-in e 50% per le endotermiche, tagliando l’impatto fiscale fino all’80%.

Infine, risulta cruciale ottimizzare il ricalcolo del netto applicando con precisione il principio di scomputo della trattenuta in cedolino, dove l’importo addebitato dall’azienda al dipendente viene abbattuto direttamente dall’imponibile lordo ACI ricalcolato secondo

Imponibile Netto = (Fringe Benefit Lordo x Moltiplicatori) – Trattenuta Busta Paga

così da garantire equità fiscale e proteggere il lavoratore da trattenute indebite.

–> In proposito, leggi la Guida pubblicata dalla redazione di MissionFleet sulla gestione fiscale secondo le nuove normative 2026 della flotta veicoli in fringe benefit.

La risposta del prodotto: l’offerta multi-alimentazione di GWM

Per rispondere a un quadro fiscale e operativo sempre più diversificato, la scelta dei veicoli in car policy diventa determinante. In questo contesto si inserisce la proposta di GWM, che si presenta sul mercato europeo con la strategia “Un solo brand, anime diverse”.

La struttura dell’offerta si sviluppa su cinque marchi coordinati, capaci di rispondere a qualunque esigenza operativa e di car policy. HAVAL e ORA presidiano i segmenti centrali e urbani, con il primo orientato ai SUV di grande diffusione per impieghi intensivi come H7 e il secondo dedicato a modelli compatti e tecnologici come la ORA 5, ideale per la mobilità aziendale cittadina o il fringe benefit dei dipendenti.

Sul fronte dell’alto di gamma e della rappresentanza si colloca WEY, che propone MPV di grandi dimensioni pensati per lo shuttle executive e il trasporto VIP. Infine, la componente specialistica e commerciale è affidata ai marchi TANK e POER: TANK 300 garantisce prestazioni fuoristrada pure per contesti lavorativi complessi o di cantiere, mentre POER fornisce un supporto robusto con la sua linea di pick-up N1 per la logistica e il trasporto merci

Come sottolineato da Gabriele Orsi, Fleet e Remarketing Manager di GWM, la gamma offre una flessibilità totale, includendo le motorizzazioni e permettendo alle aziende di scegliere la propulsione più adatta in base alle percorrenze dei dipendenti e ai vincoli territoriali.  Con i lanci commerciali dei principali SUV previsti nel corso del 2026, i Fleet Manager possono pianificare per tempo i rinnovi contrattuali, contando su una presidio diretto dell’azienda fino al post-vendita.

 “L’azienda presidia direttamente l’intera filiera, dalla progettazione e produzione fino alla vendita e all’assistenza di veicoli e ricambi, garantendo massima tempestività ed efficienza sul territorio grazie alla presenza di magazzini dedicati sia in Italia sia in Europa”, conclude Orsi.

Oltre l’auto: l’integrazione tra tecnologia e fattore umano nel Business Travel

Dalla gestione del parco auto alla mobilità delle persone il passo è breve, ma la complessità resta elevata. Nel panorama delle trasferte aziendali, l’Intelligenza Artificiale ad oggi rappresenta un supporto fondamentale ma non sufficiente, come spiegato da Andrea Alfredo Pezzani, AD di HuTech Travel: se l’IA elabora dati, tariffe e policy in tempo reale con estrema rapidità, manca tuttavia della capacità di interpretare il contesto, gestire eccezioni criticità e rassicurare il viaggiatore.

La risposta risiede nel modello Human Technology for Corporate Travel, che integra un Self Booking Tool di nuova generazione con l’assistenza personalizzata di professionisti del settore. Grazie all’integrazione simultanea di 5 canali distributivi (Amadeus, Sabre, Travelport, NDC e TravelFusion) e oltre 150 banche letti, HuTech Travel garantisce tariffe riservate su voli, hotel e treni, offrendo un controllo totale sui costi per chi organizza e la massima flessibilità per chi viaggia.

—> Qui la Fotogallery completa della giornata (in aggiornamento)

Lascia un commento

*