Le aziende di tutto il mondo continuano a gestire i viaggi di lavoro in modo più sostenibile, nonostante l’incertezza economica e la concorrenza di altre priorità aziendali mettano sotto pressione i programmi ESG.
È quanto emerge dal Sustainability Acceleration Challenge della GBTA Foundation, presentato oggi al GBTA Sustainability Summit, organizzato nell’ambito della GBTA + VDR + ABTA Conference 2026 (Vienna, 2-4 novembre) e dedicato al tema “From Strategy to Scale”.
I numeri del benchmark GBTA 206
L’analisi 2026 si basa sui dati di 204 aziende in 28 Paesi. Il punteggio medio di maturità dei programmi di viaggio sul fronte della sostenibilità sale a 1,5, contro 1,4 nel 2025 e 1,3 nel 2024, su una scala da 0 (“nessuna azione”) a 5 (“best practice”). Dal lancio nel 2024 hanno partecipato 540 aziende, per oltre 36 miliardi di dollari di spesa viaggi complessiva.
“Tre anni consecutivi di progresso mostrano che i viaggi d’affari sostenibili sono sempre più integrati nella gestione dei programmi, anche in un contesto operativo difficile”, ha dichiarato Delphine Millot, SVP Advocacy & Sustainability e Managing Director della GBTA Foundation. “Ma il progresso incrementale non basta. La prossima sfida è scalare le soluzioni che producono riduzioni misurabili delle emissioni: dagli acquisti alle scelte dei viaggiatori, fino al carburante sostenibile per l’aviazione.”
Quattro leve, quattro andamenti
- Decisioni di viaggio sostenibili (1,3, invariato). Le aziende che inseriscono criteri di sostenibilità nelle travel policy passano dal 60% al 62%; il coinvolgimento dei dipendenti dal 39% al 41%. Stabile al 60% l’uso delle funzioni “green” negli strumenti di prenotazione. Gli strumenti di booking basati sull’AI e pensati per orientare verso scelte più sostenibili non hanno ancora raggiunto una diffusione ampia.
- Tracciamento, target e reporting delle emissioni (2,3, invariato). Il 71% delle aziende misura le emissioni da viaggio e il 25% ha fissato target. La validazione degli obiettivi Scope 3 da parte della Science Based Targets initiative (SBTi) cresce dal 29% al 33%.
- Acquisti sostenibili (da 1,5 a 1,6). Aumentano le aziende che scelgono i fornitori con criteri climatici (dal 38% al 41%) e che inseriscono requisiti di sostenibilità nei contratti (dal 32% al 39%). Cala invece l’uso di domande sulla sostenibilità nelle RFP (dal 61% al 57%), segno che le informazioni arrivano sempre più da fonti diverse.
- Decarbonizzazione (da 0,7 a 0,8). Gli investimenti in carburante sostenibile per l’aviazione (SAF) salgono dal 20% al 22%, l’inclusione dei veicoli elettrici nei piani al 2030 dal 31% al 33%, le iniziative di compensazione delle emissioni dal 25% al 32%. A sostenere ulteriormente gli investimenti in SAF dovrebbe contribuire il riconoscimento ufficiale dei certificati SAF come meccanismo valido per affrontare le emissioni dei viaggi di lavoro, arrivato lo scorso giugno.
Europa in ripresa, Asia-Pacifico in corsa, Americhe in calo
Europa: da 1,4 a 1,7. È il dato più rilevante per i lettori italiani. Migliorano il tracciamento e il reporting delle emissioni (da 2,1 a 2,5) e gli acquisti sostenibili (da 1,6 a 2,0). Il rimbalzo si inserisce in un contesto di attenzione, normativa e aziendale, sulla misurazione delle emissioni e sulla sostenibilità della supply chain.
Asia-Pacifico: da 1,3 a 2,1. È il maggiore balzo regionale, guidato da tracciamento e reporting (da 1,8 a 2,9), acquisti sostenibili (da 1,4 a 2,2), comportamenti di viaggio (da 1,4 a 2,0) e investimenti in decarbonizzazione (da 0,8 a 1,4).
Americhe: da 0,9 a 0,7. Pesa soprattutto il calo di tracciamento e reporting (da 1,5 a 0,9). Solo la decarbonizzazione migliora (da 0,3 a 0,4): in un quadro politico e aziendale più diseguale, l’azione non si è fermata, anche se le strategie cambiano.
I premiati del 2026 dalla GBTA a Vienna
La GBTA Foundation ha assegnato i Sustainability Acceleration Award 2026 e individuato 30 aziende nella classifica dei leader, valutate in base ai punteggi del Challenge e riviste dai Sustainability Leaders della Fondazione.
- Global Sustainability Leader: PwC (India)
- Leader regionali: PwC (Asia-Pacifico, India); BDO (Europa, Regno Unito); University of California (Nord America, USA)
- Transformational Impact Leader: Sopra Steria SE (Europa)
- Emerging Sustainability Leader: The Lumiere Consultancy (Asia-Pacifico)
- Leader di settore: PwC (consulenza, India); BDO (finanza, Regno Unito); Airbus (manifatturiero, globale); Parexel (farmaceutico, globale); University of California (settore pubblico, USA); Ingka Group AB (retail, globale); Autodesk (tecnologia, globale)
Amit Kumar Nayak, Administrative Business Partner di PwC India, ha commentato: “Per noi progredire significa continuare a integrare la sostenibilità nelle decisioni di viaggio quotidiane e trovare modi pratici per ridurre l’impatto, sostenendo al tempo stesso le esigenze del business.”
Cosa significa per il mercato italiano
Se tra i premiati citati non compaiono realtà italiane, con la classifica completa dei 30 leader consultabile online. Il quadro europeo riguarda anche noi ed offre spunti concreti per i travel manager di casa nostra:
- Gli acquisti sono la leva più mobile. Clausole contrattuali e criteri climatici nella scelta dei fornitori sono cresciuti più di quanto non sia successo con le policy interne.
- Misurare non basta più. Il 71% delle aziende traccia le emissioni, ma solo il 25% ha fissato target: lo spazio per passare dal dato all’obiettivo è ampio, e la validazione SBTi dello Scope 3 è un banco di prova di credibilità.
- Il SAF diventa una voce di programma. Con il riconoscimento dei certificati, aumenterà la pressione su travel manager e responsabili acquisti per inserirlo nelle strategie di decarbonizzazione.
- Il comportamento del viaggiatore resta il tallone d’Achille. Policy, engagement e strumenti di prenotazione sono fermi o quasi: qui si gioca la differenza tra strategia e scala.













