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Ancillary Revenue: per i vettori valgono 40,5 miliardi di dollari

Fast track, scelta del posto, bagagli registrati, menù à la carte, wifi… Se i prezzi dei biglietti generalmente scendono (leggi: Iata, cresce il traffico aereo e calano i prezzi dei biglietti), sono le ancillary revenue quelle che crescono per tutte le compagnie aeree. Non solo quelle low cost. Anzi. Secondo lo studio commissionato da CarTrawler (clicca qui per scaricarlo) che ha analizzato ben 67 vettori, i ricavi addizionali per le compagnie nel 2015 hanno avuto un valore di ben 40,5 miliardi di dollari, l’8,7% delle vendite totali (erano 8,39 miliardi nel 2008), con,il podio occupato dalle tre le big americane.

E’ infatti United Airlines la campionessa delle ancillary revenue con oltre 6,2 miliardi di dollari raccolti lo scorso anno, quasi uno e mezzo in più rispetto ad American Airlines, al secondo posto, e due e mezzo in più di Delta, al terzo gradino del podio.top-ten-ancillary

Air France-KLM,al quarto posto, è la prima europa con 2,165 miliardi di dollari  seguita dalla prima low cost, ovvero la texana Southwest, a breve distanza dalla compagnia francese. A 1,7 miliardi ecco la più grande low cost al mondo, ovvero l’europea Ryanair, che mette in fila nella top ten il gruppo Lufthansa, easyJet, Qantas Airways e Alaska Air.

 

 Tra chi cresce di più invece Spirit, con le ancillary cresciute del 43,4% in un anno, a quota 928,34 milioni di dollari, che capeggia anche la classifica del revenue ancillare più alto per passeggero, a quota 51,8 dollari.  Altri ricavi non operativi delle compagnie sono la vendita di miglia dei programmi frequent flyer ai partner o le commissioni ricevute per la prenotazione di alberghi o noleggio auto.

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