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Acte chiude: l’associazione di 2mila corporate travel manager cessa le attività

L’associazione Acte chiude. Il sodalizio internazionale di corporate travel manager, con 32 anni di storia e che viveva con le fee degli associati e dell’organizzazione di conferenze di approfondimento, annuncia dal proprio sito web di mettersi in liquidazione. Regolata dal Chapter 7 della legge americana del Diritto fallimentare. Al contrario del Chapter 11 che prevede un percorso di risanamento, il “capitolo sette” significa la liquidazione degli asset con la distribuzione del ricavato ai creditori. Le ragioni di questa decisione, presa dal consiglio e annunciata il 7 luglio scorso, è da attribuire alla cancellazione degli eventi. Per due motivi: i disordini di Hong Kong che hanno imposto l’annullamento del Summit di Macao nel 2019 e poi la pandemia che ha sortito gli stessi effetti. Nell’aprile scorso doveva tenere il summit a New York, al Marriott Marquis.

La maggior parte dei ricavi dell’associazione Acte, come dicevamo, viene dalle cosiddetta “conference fee”.

Nel 2018, ad esempio, la conferenza annuale generava circa 5,1 milioni di dollari di quote di partecipazione su un revenue totale di 5,5 milioni (il resto è da attribuire alle quote associative).

Associazione ACTE chiude: i tentativi di rianimarla

Si legge nella comunicazione: «In un momento in cui c’è una così grande necessità di una voce diversificata e globale per il nostro settore in quanto cerca di riprendersi dalla catastrofe, è con il cuore spezzato che dobbiamo annunciare di presentare istanza di fallimento: Acte cessa le operazioni».

La nota prosegue precisando sul duplice impatto deleterio. Sia quello della cancellazione della conferenza asiatica sia dell’annullamento dei successivi appuntamenti a causa del Coronavirus. Entrambi duri colpi che la «piccola associazione senza scopo di lucro non è stata in grado di attutire».

Per cercare di salvarla, il Cda ha dapprima cercato un’associazione più grande per accoglierla. Ci sono stati diversi colloqui e la strada sembrava percorribile. Tuttavia « i recenti picchi di Covid-19 hanno reso gli investitori e i partner pessimisti sulla vitalità delle organizzazioni basate sugli eventi nell’immediato futuro».

Di qui, il passaggio «fiscale e moralmente responsabile» di interrompere le operazioni e rimandare a un fiduciario per distribuire i pagamenti ai creditori.

Acte Connect, la piattaforma degli associati

«Ai nostri membri e sponsor vogliamo dire quanto siamo profondamente delusi dal fatto che non siamo stati in grado di continuare le operazioni. Quando abbiamo aperto Acte Connect per l’intero settore (la piattaforma online di scambio di informazioni, riservata agli iscritti, ndr) siamo stati ispirati nel vedere la resilienza della nostra comunità e la sua determinazione a ricostruire. È stata una gioia far parte di questo movimento e speriamo che le relazioni che avete instaurato con Acte continuino e siano fruttuose per gli anni a venire».

L’organismo aveva 2mila associati e un capitolo italiano. L’ultimo evento organizzato a Milano, l’anno scorso a settembre, ve lo abbiamo raccontato qui.

Con grande dispiacere diamo questa notizia. Ogni bandiera bianca alzata in questo triste momento per tutto il settore dei viaggi è una sconfitta di ognuno. Ancor più se si tratta di iniziative associative mirate ad accrescere la cultura professionale della sua community.

Approfondisci in questo articolo in cui vi abbiamo ancora scritto di Acte.

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