Nel 2001 si contavano quattro realtà — tra cui DOC Mantova, DOC Brescia e ROE — che scommisero su un’idea, tutt’altro che scontata: convincere concessionari di marchi diversi a condividere investimenti e obiettivi per servire meglio autoriparatori e carrozzieri.
L’intuizione, guidata da Filiberto Vaiani (GC Group), diede vita ad AsConAuto, che oggi festeggia il quarto di secolo con un bilancio che parla da sé.
Fatturato AsConAuto in crescita esponenziale
Il primo anno si chiuse a 46 milioni di euro di fatturato. La crescita non si è più fermata: 288 milioni nel 2010, con 600 concessionarie e 172 veicoli dedicati; 692,5 milioni nel 2019, con 273 furgoni riconoscibili dalla caratteristica “A” arancione su tutto il territorio nazionale. Il 2020 ha rappresentato l’unica battuta d’arresto della storia dell’associazione, con il fatturato sceso a 620,5 milioni a causa della pandemia — ma la rete ha reagito rapidamente, tornando presto sul sentiero di crescita.
Oggi la fotografia è quella di una macchina organizzativa di scala nazionale: 27 Distretti, 12 Consorzi, 959 concessionari auto, 2.229 sedi operative e 23.768 autoriparatori serviti in 103 province italiane. Ogni giorno oltre 750 collaboratori e più di 660 mezzi gestiscono la distribuzione di oltre 22mila colli, garantendo un servizio rapido e tracciabile. Il 2025 si è chiuso con un giro d’affari di 1,175 miliardi di euro, e i primi sette mesi del 2026 confermano il trend positivo, con quasi 724 milioni di euro e una crescita del 2,3% sullo stesso periodo dell’anno precedente.
Il dealer resta al centro e aiuta le flotte
Nonostante la crescita dimensionale, il progetto associativo mantiene il concessionario come baricentro. Un dealer che, sottolinea la nota, non può più limitarsi alla vendita del nuovo ma deve aprirsi a nuovi business, conoscere il territorio e costruire relazioni durature con la clientela. «Il dealer e i grandi gruppi sono sempre al centro del progetto AsConAuto», ha dichiarato il presidente Roberto Scarabel, evidenziando come in 25 anni l’associazione sia riuscita a coprire capillarmente il territorio nazionale diventando un punto di riferimento per chi ha scelto di puntare sui Ricambi Originali.
La dimensione internazionale si è consolidata nel tempo: membro NADA dal 2009 e di ICDP dal 2023, AsConAuto ha inoltre dato vita, con Quintegia, al Service Day, evento di riferimento del post-vendita automotive dal 2019.
Il valore per il mondo B2B
Tra le direttrici di sviluppo più significative degli ultimi mesi c’è proprio il segmento delle flotte aziendali e del noleggio, che secondo l’associazione rappresenta ormai circa il 25% delle immatricolazioni e quasi il 18% del parco circolante fino a quattro anni in Italia. Per rispondere a questa evoluzione, che introduce nuovi interlocutori come noleggiatori, società finanziarie e grandi provider di servizi, AsConAuto sta costruendo un’offerta modulare dedicata: dalla sola fornitura ricambi fino a soluzioni full service con gestione sinistri, perizie e auto sostitutiva. Il presidente Scarabel ha più volte ribadito che la competizione su questo fronte non si giocherà sul prezzo, ma sulla capacità di gestire la complessità e garantire qualità costante — un posizionamento coerente con i tempi di consegna già oggi molto rapidi della rete (l’82% delle consegne avviene entro cinque ore).
È in quest’ottica che si inserisce la partecipazione, nella primavera 2026, a MissionForum, l’appuntamento milanese dedicato a fleet e travel management: Scarabel è intervenuto sulla crescente complessità del mercato flotte, tra molteplicità di fornitori, esigenze operative e tempi di fermo veicolo sempre più critici, ribadendo l’importanza di efficienza e rapidità per garantire continuità operativa alle aziende clienti.
Le sfide AsConAuto dei prossimi anni
Guardando avanti, le priorità indicate riguardano la sicurezza degli automobilisti attraverso i Ricambi Originali, il dialogo con le Case automobilistiche, con gli operatori del noleggio e con il mondo assicurativo, oltre al monitoraggio dei costi della manodopera nei diversi comparti della riparazione. «Nel 2001 la sfida era convincere diversi consorzi a condividere un progetto», ha concluso Scarabel, «oggi puntiamo a continuare a creare valore, aumentando la nostra velocità di reazione ai cambiamenti e rispondendo alle nuove esigenze dei nostri stakeholder».












