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Auto a uso aziendale per dipendenti e amministratori: cosa dice la Legge

La fruizione dell’auto a uso aziendale è regolata da norme specifiche. Norme che qui di seguito vale la pena ricordare.

La prima cosa da sottolineare è che la concessione a chi lavora in una impresa deve essere attentamente gestita per le numerose ricadute contabili e fiscali che determina.

Al fine di comprendere una distinzione basilare, va chiarito che l’utilizzo del veicolo rientra in 3 modalità.

  • Esclusivamente aziendale. Si verifica qualora l’utilizzo del veicolo sia esclusivamente finalizzato al compimento di missioni aziendali, senza poter essere utilizzato per finalità private (anche minimali) del soggetto. Pertanto, il mezzo dovrà essere lasciato in azienda al termine della giornata lavorativa e non potrà essere utilizzato, ad esempio, per recarsi al domicilio dell’utilizzatore. Mancando qualsiasi utilità privata, non si produce alcun benefit.
  • Promiscuo (aziendale e privato). Si concede l’uso del mezzo non solo per le finalità aziendali, bensì anche per quelle private. Ne consegue, ad esempio, che l’utilizzatore potrà servirsi del mezzo non solo per il tragitto casa – lavoro, bensì anche per la gita domenicale e per le vacanze estive. Esiste dunque una parziale utilità privata (benefit), determinata in misura convenzionale secondo le tariffe Aci.
  • Esclusivamente privato. Il veicolo rappresenta esclusivamente un benefit, nel senso che non serve per lo svolgimento dell’attività lavorativa e, per conseguenza, sostituisce in toto una parte della retribuzione. Il valore di tale attribuzione è determinato sulla base del valore normale.

Consulta qui le Tabelle ACI 2021.

Auto a uso esclusivamente aziendale

  • Il costo di acquisto si rileva nella misura massima consentita dalla norma, quindi 18.076 euro.
  • Il costo di acquisto e di impiego si deduce nella misura indicata dall’articolo 164 del Tuir, il Testo unico delle imposte sui redditi (normalmente 20%).
  • L’Iva risulta detraibile nella misura del 40%.

I costi andranno contabilmente imputati secondo la loro natura, pertanto (ad esempio):

  • I carburanti tra i costi di acquisto di beni.
  • Le manutenzioni e le assicurazioni tra le spese per servizi.

Leggi di più sulle tasse sulle auto aziendali 2021

Auto a uso promiscuo aziendale e privato

La casistica delle auto a uso aziendale e privato (promiscuo) è quella che consente il maggiore vantaggio fiscale. Per conseguenza richiede alcune cautele che sarà bene rispettare.

  • L’uso aziendale del veicolo dovrà essere compatibile con le mansioni del dipendente.
  • Assegnazione: dovrà risultare dal contratto di lavoro, che dovrà essere conservato sia in azienda che assieme ai documenti del veicolo. Questo per giustificare che il conducente sia soggetto differente rispetto al proprietario risultante dal libretto di circolazione.
  • L’assegnazione dovrà coprire la maggior parte del periodo di imposta. Nel caso di acquisto del veicolo in corso d’anno, la verifica è operata sul periodo di detenzione. Analogo beneficio si ottiene qualora il medesimo veicolo sia concesso in uso promiscuo a diversi dipendenti “a staffetta” nel corso del periodo di imposta.

L’attuale normativa fiscale permette di considerare il valore del benefit in misura forfettaria. Differenziando due regimi che hanno la finalità di indirizzare le aziende verso l’utilizzo di veicoli poco inquinanti.

  • Per gli autoveicoli concessi in uso promiscuo al dipendente con contratti di assegnazione stipulati fino al 30 giugno 2020, il fringe benefit si quantifica in misura pari al 30% dell’importo.
  • Veicoli immatricolati dal 1° luglio 2020 ed assegnati in uso promiscuo con contratti dal 1° luglio 2020: la percentuale per la determinazione del fringe benefit è differenziata in connessione con la tipologia del mezzo.
  • Veicoli immatricolati entro il 30 giugno 2020 e assegnati in uso promiscuo con contratti dal 1° luglio 2020. Il fringe benefit dovrà essere fiscalmente valorizzato per la sola parte riferibile all’uso privato dell’auto. Scorporando quindi dal suo valore normale, l’utilizzo nell’interesse del datore di lavoro (in tal senso, risoluzione n. 46/E/2020).

Approfondisci sul contratto di assegnazione dell’auto aziendale e nuova tassazione fringe benefit

Calcolo dell’ammontare del benefit variabile: verificare il libretto

Per individuare la tipologia di veicolo e l’ammontare del benefit “variabile” è necessario verificare il libretto di circolazione del mezzo.

In particolare, la lettera “V” è dedicata alle emissioni dei gas di scarico, dove “V.3” si riferisce agli ossidi di azoto, “V.5” al particolato, “V.7” al CO2, “V.8” al consumo medio di carburante nei test su ciclo misto o combinato espresso in litri per 100 Km, “V.9” alla classe ambientale di omologazione CE.

Nel caso di dipendente che da sempre aveva l’auto aziendale e ne ricevesse una di nuova immatricolazione dal 1° luglio 2020, si dovranno applicare le nuove regole.

Sempre in tema fiscale, nel caso in cui l’assegnazione avvenga in corso d’anno, il valore del benefit va proporzionato al minor periodo di utilizzo.

Auto per uso esclusivamente privato

L’ipotesi non appare frequente nella pratica.

Tuttavia, va inquadrata nell’ambito di una vera e propria maggiorazione della retribuzione in natura.

Mancando, tuttavia, un collegamento con le mansioni aziendali, il benefit andrà conteggiato sulla base del valore normale. Si dovrà cioè fare riferimento alla tariffa di noleggio annua di un veicolo simile, proporzionando il valore all’eventuale minor periodo di utilizzo.

Non mutano le regole di deduzione in capo all’azienda, che patirà il tetto massimo di rilevanza del costo e la falcidia delle spese di impiego e ammortamento alla misura del 20%.

Vettura data in uso al collaboratore/amministratore

Nonostante il reddito prodotto dal collaboratore venga tassato in modo analogo da quello prodotto dal dipendente, l’Agenzia delle entrate differenzia le regole di gestione dei veicoli assegnati a tali soggetti. Esistono divergenze, inoltre, anche nelle modalità di assegnazione del mezzo.

Ci concentriamo sul caso del veicolo concesso anche per finalità personali e non solo per uso aziendale, che appare quello più diffuso nella pratica.

In merito alle modalità di assegnazione, possiamo rammentare che il benefit per l’uso promiscuo del veicolo rientra nel compenso (sia pure in natura) dell’amministratore. Pertanto, vi dovrà essere un’apposita assemblea nella quale sia previsto il compenso e la sua modalità di erogazione (con l’indicazione del veicolo concesso). Si ricorda che l’amministrazione finanziaria (con appoggio della Cassazione) ritiene che l’assenza dell’assemblea che determina il compenso comporti l’indeducibilità dello stesso.

Scarica qui la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate sul fringe benefit a uso promiscuo di vettura aziendale.

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