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Tmc e Ndc, passi avanti con la domanda aperta sulle fee

Le Tmc e Ndc stanno muovendo passi più rapidi del previsto. Bcd Travel ha ottenuto la certificazione di Livello 3 per utilizzare lo standard Iata, ciò significa che oggi è capace di gestire offerta e ordini da e verso le compagnie attraverso la tecnologia di cui andiamo parlando da almeno sette anni. Non è tutto, anche chi si occupa di management delle spese di viaggio come l’americana Sap Concur ha reso disponibile Ndc di British Airways e del gruppo Lufthansa ai clienti corporate della sua applicazione Concur Travel. Cosa accade? Che ora i viaggiatori la configurano per prendere i contenuti (servizi, tariffe, altro) che Ba e Lh decidono di distribuire via Ndc.

Queste sono solo le ultime due novità di un contesto di innovazione che a Travelport Live 2019 a Venezia è stato raccontato a 200 invitati dal Gds in due giorni di conferenza internazionale.

Su new distribution capability si sono spese le energie del secondo giorno, complementare ad un Day One in cui è stata spiegata l’economia dell’esperienza. In sintesi, è il come arriveremo a prenotare (in maniera immediata, ma arricchita) e quale bagaglio culturale ci rimarrà che conteranno più di qualsiasi offerta promozionale per quel viaggio. Sì, anche una trasferta di lavoro. “Un’esperienza grandiosa attirerà i clienti a comprare di più” è stata la conclusione del conduttore di Travelport Live 2019 a Venezia, Dean Van Leeuwen, esperto di consulenza sul futuro.

NDC e la struttura di compensazione tra Gds, Tmc e aerolinee

“Sono due gli impatti che Ndc provocherà sull’industria dei viaggi – ha spiegato Ivan Heywood, global head of new distribution di Travelport -: uno tecnico e uno commerciale. Il primo migliorerà le vendite, a cominciare dal conoscere il cliente nel momento esatto della sua ricerca, per potere personalizzare l’offerta tariffaria, delle ancillary, con un prezzo dinamico e svariate differenziazioni. Il secondo impatto attiene ai modelli finanziari e di controllo della gestione commerciale tra le parti”.

Ed è qui che la platea ha posto la domanda più sentita: come cambierà la struttura di compensazione tra Gds, aerolinee e TMC o agenzie di viaggi con Ndc che in pratica permette un dialogo diretto? La risposta non è arrivata, ma abbiamo posto la questione a Damiano Sabatino, VP & managing director, key account management Europe di Travelport.

L’approccio del manager è rassicurante rispetto alla disruption: le tecnologie abilitano e non creano rotture, il concetto. “Sulla struttura di costi che Ndc cambierà tra Gds, Tmc e linee aeree dico che noi siamo i facilitatori, ma non coloro che determinano il modello commerciale – argomenta -. Sarà importante anche la velocità secondo la quale il percorso di trasformazione avverrà. La new distribution capability è chiaramente una modalità differente di scambiarsi informazioni tra compagnie aeree e distribuzione attraverso il linguaggio Xml, ed ora è troppo presto per prevedere qualcosa che non dipende da noi”.

  • Damiano Sabatino intervista l'AD dell'aeroporto di Venezia
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  • NDC Panel Day Two
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  • Travelport Live Venice 2019 al Molino Stucky
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  • FIONA Shanley, chief marketing manager travelport
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  • Ballroom plenaria Travelport Live Venice 2019
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  • Experience is Everything, il titolo della conferenza
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TMC e NDC, i piedi in due scarpe delle compagnie aeree

Secondo Ivan Heywood, il 2020 servirà ancora tutto alle compagnie aeree per ‘tenere i piedi in due scarpe’.

Tra un colpo di carota e uno di bastone, i vettori che implementano Ndc continueranno a ‘tassare’ i biglietti emessi via Gds, a cercare di porre obiettivi contrattuali su Ndc alle agenzie, infine vorranno togliere contenuti da Atpco, che è l’attuale database di prezzi aerei, con oltre 189 milioni di tariffe in pancia. Oltre l’87% di tutte le tariffe nel mondo sono archiviate e distribuite con Atpco, per capirci. Invece, per indorare la pillola (la carota), offriranno nuovi contenuti solo via Api, incentivi per le prenotazioni attraverso queste ultime e per le vendite accessorie, punti frequent flyer. E un altro anno passerà.

Nel frattempo, “le transazioni di servizi di viaggio non diminuiscono – avverte Sabatino -. Tutte le grandi disruption industriali hanno preoccupato, ma i percorsi di rottura con il passato hanno prodotto nuovo lavoro invece del contrario, fortemente temuto”.

Perché realizzate soluzioni che rendono indipendente il viaggiatore, come Speak Now di Easyjet? Non è un controsenso rispetto al B2B?

Continua il manager, mantenendo la visione distensiva che gli è propria: “Siamo nella posizione privilegiata di provider tra i due mondi, della produzione e della distribuzione di viaggi: ognuno di loro ha un reparto IT e non è mai stato il nostro compito quello di minare la filiera e andare, o mandare i partner, fuori dal business. Le nostre soluzioni digitali sono solamente una delle infinite possibilità e se non le mettessimo a punto noi, qualcun altro si appronterebbe. Ad esempio, abbiamo Trip Assist e altre tecnologie che aiutano le agenzie e le Tmc a ingaggiare il viaggiatore, assisterlo, stimolare nuovi acquisti. Ma siamo consapevoli che non riusciamo a rispondere ad ogni esigenza. Perciò i provider dovranno disporre di tutti i canali, che restituiscano il miglior valore”.

Approfondisci sul caso di Conti Travel, cliente di Travelport.

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