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Zoom sulle agenzie di viaggio

Il compito di approfondire il punto di vista delle agenzie di viaggio sull’utilizzo della carta di credito da parte delle aziende era affidato a Enrico Ruffilli – amministratore delegato di Uvet American Express Corporate Travel – che ha innanzitutto analizzato l’evoluzione del contesto internazionale. «Lo scenario del corporate travel – ha spiegato – è cambiato radicalmente negli ultimi tre/quattro anni. A livello geopolitico e macroeconomico, abbiamo dovuto affrontare tensioni internazionali, guerre, terrorismo, epidemie e una congiuntura economica sfavorevole, oltre alle problematiche indotte dalla globalizzazione e alla crisi di alcuni modelli produttivi. Sul fronte del trasporto aereo, poi, abbiamo assistito a un’accelerazione delle alleanze tra compagnie aeree (Skyteam, Oneworld, Star Alliance), alla scomparsa di alcuni player di prestigio (Swissair e Sabena), ai tentativi di razionalizzazione dei costi di molti altri, all’introduzione della zero commission e all’avanzata dei vettori low cost. Parallelamente le aziende hanno registrato una contrazione delle spese di viaggio e rivolto un’attenzione sempre maggiore sia ai costi diretti sia a quelli di processo, con una crescente richiesta di servizi centralizzati a valore aggiunto».

Ruffilli ha quindi sottolineato i primi segnali di una inversione di tendenza: «Qualcosa oggi si sta muovendo. I dati di traffico (in termini di Rpk – revenue passenger kilometer) di Aea – Association of European Airlines per i primi mesi del 2004 evidenziano infatti una significativa ripresa e anche le previsioni di Icao – International Civil Aviation Organization sono decisamente confortanti, con un traffico passeggeri in crescita del 4,4% nel 2004 e del 6,3% nel 2005.

«E a livello di agenzie di viaggio? – ha continuato Ruffilli – . Anche qui cresce la concentrazione. Da un lato, infatti, alcune agenzie più piccole non hanno retto alle difficoltà del mercato, dall’altro ha ripreso forza la tendenza al consolidamento delle principali Travel Management Company. Anche il modello di relazione tra azienda e agenzia di viaggio è mutato: il ruolo di quest’ultima va oggi ben oltre quello della pura intermediazione per offrire consulenza e servizi personalizzati a forte valore aggiunto. Come appare evidente anche dall’evoluzione delle tipologie contrattuali prevalenti, con il passaggio dal rebate al transaction o management fee, che meglio riconosce il servizio proposto dall’agenzia. Del resto quest’evoluzione – così come il taglio delle commissioni da parte delle compagnie aeree – era già emersa da alcuni anni nel Nord America e, successivamente, in diversi paesi europei. Conseguentemente, i grandi network hanno potuto anticipare il cambiamento e adottare con lungimiranza il nuovo approccio nei confronti della clientela, che pertanto oggi è già ben sperimentato e operativo. Anche se va sottolineato che il taglio commissionale da parte delle compagnie aeree ha avuto pesanti ripercussioni su molte aziende, dove il travel ha cessato di rappresentare un centro di profitto per tramutarsi in un centro di costo.

«In questo nuovo contesto – ha affermato Ruffilli – deve affermarsi una rinnovata relazione di partnership tra agenzia di viaggio e azienda cliente volta a raggiungere comuni obiettivi di semplificazione dei processi e di riduzione e controllo della spesa in una logica di profittabilità condivisa. E la carta di credito rappresenta in questo senso uno degli strumenti cardine perché permette di ottimizzare i flussi e al tempo stesso alleggerisce il rischio finanziario delle agenzie. Non bisogna infatti dimenticare che l’agenzia, ogni 15 del mese, deve pagare la biglietteria aerea del periodo precedente attraverso il Bsp (Bank Settlement Plan), una sorta di camera di compensazione della Iata che attribuisce poi ai singoli vettori le quote prorata. Ed è un impegno inderogabile, perché in caso di mancato pagamento, dopo un primo avvertimento, viene proclamato lo stato di default e all’agenzia non viene più consentito di emettere biglietteria. L’azienda, invece, salda l’estratto conto emesso dall’agenzia secondo i termini contrattuali pattuiti (generalmente 30 giorni) o spesso – dato il malvezzo italiano – con ritardi più o meno consistenti. Ne deriva che, nella migliore delle ipotesi, l’agenzia rimane scoperta per l’importo del Bsp per almeno 15 giorni. Ecco allora che, qualora l’azienda adotti la carta di credito centralizzata per il pagamento della biglietteria, i vantaggi sono diversi: non solo questi tempi si riducono, ma vi è anche una certezza sulla data di incasso. E, non ultimo, l’agenzia può contare su una più elevata tutela in termini di solvibilità del debitore».

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