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Donald Trump e i dazi alle auto: l’Europa risponde seccata

La dichiarazione di Donald Trump relativa ai dazi alle importazioni negli Stati Uniti di auto straniere ha portato a una piccata risposta da parte di Acea, l’Associazione europea dei costrutori, che reitera la sua opposizione a qualunque misura restrittiva che sia incompatibile con i dettami del Wto, quell’Organizzazione mondiale del commercio che sovrintende ai rapporti commeciali tra Stati (leggi quanto pesano nella Ue le tasse sulle auto).

Una nota dell’associazione – che raggruppa 15 costrutori tra cui Fiat, Bmw, Daimler, Psa, Volvo e Toyota Europe – sottolinea che “la dichiarazione del presidente Trump conferma che le autorità statunitensi considerano le importazioni di auto e di componenti come una minaccia alla sicurezza nazionale”.

La misura del presidente Usa è stata posticipata di 6 mesi, in modo da permettere sia alla Ue sia al Giappone di raggiungere con gli americani un accordo che limiti la loro esportazione di auto e componenti nella confederazione. L’Acea contesta il fatto che l’importazione di auto dall’Unione europea rappresenti un rischio per la sicurezza nazionale a stelle e strisce.

Per i costruttori europei i dazi violano le norme Wto

“I costruttori europei – ha detto Erik Jonnaert, segretario generale Acea – sono a favore di un accordo positivo sul commercio. Per questo supportiamo l’attività della Commissione europea volta a regolare il sistema delle barriere tariffarie. Sperando non colpiscano gli scambi nel settore automotive tra le due sponde dell’Atlantico. D’altro canto, dazi o quote imposti unilateralmente violerebbero le norme del Wto. Sono pertanto inaccettabili come strumento di soluzione delle controversie attuali”.

Il rapporto sulla sicurezza nazionale non riconosce i massicci investimenti fatti dall’industria auto europea sul suolo americano.

Negli States le aziende dell’Unione hanno costruito più di 3 milioni di veicoli nel 2018, arrivando a rappresentare il 27% della produzione totale statunitense. Molte di queste vetture sono esportate in paesi terzi, tra cui la stessa Ue. Tale mercato dà lavoro direttamente e indirettamente a mezzo milione di americani.

L’Acea spera che i negoziatori di entrambi i lati dell’Atlantico utilizzino al meglio questa proroga di 6 mesi per trovare degli accordi comuni che tolgano i dazi.

Dal canto suo, l’industria automobilistica europea impiega direttamente o indirettamente 13,3 milioni di persone, pari al 6,1% della popolazione occupata. I 3,4 milioni di posti di lavoro tra i costruttori rappresentano oltre l’11% dell’occupazione totale nell’industria manifatturiera della Ue.

Questo grande settore rappresenta anche un importante gettito fiscale per i governi. Si calcola in ben 428 miliardi di euro. E’, infine, un fattore chiave di conoscenza e innovazione, rappresentando il principale contributo privato europeo per la ricerca e lo sviluppo. Sono 54 i miliardi di euro investiti ogni anno nell’innovazione, che genera un surplus che per la Ue vale 90,3 miliardi di euro.

Leggi qui i dati sull’automotive in Europa, calcolati da Acea.

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