Parigi torna a farsi sentire, aprendo i padiglioni di Porte de Versailles per la 91ª edizione del Mondial de l’Auto, che apre oggi al pubblico restando aperto fino a domenica 18 ottobre. Dopo un periodo di appannamento, la manifestazione prova a rimettersi al centro della scena europea: gli espositori passano dai 48 marchi del 2024 a oltre 60. Cifre con cui il Salone di Parigi 2026 cercherà di superare i ben 508.000 visitatori dell’ultima edizione.
Un’edizione con un programma fittissimo, soprattutto per chi gestisce un parco auto. Tra gli stand di Porte de Versailles ci sono infatti SUV a sette posti per la rappresentanza, ibride plug-in e full hybrid per chi macina chilometri, elettriche compatte per i professionisti in città, fino alle proposte più sperimentali. Ecco i modelli più interessanti per le flotte presenti quest’anno al Salone di Parigi.
Le novità “flottare” dal Salone di Parigi 2026
BYD Atto 8
Per le aziende che cercano un SUV di rappresentanza capace di trasportare fino a sette persone, BYD porta a Parigi l’ATTO 8, nuovo vertice della gamma europea che comprende già ATTO 2, ATTO 3 e SEAL U. Arriverà sui mercati europei nella prima parte del 2027, a trazione posteriore o integrale.
Misura 5,04 m in lunghezza, 1,99 in larghezza e 1,76 in altezza. Davanti ci sono sottili luci diurne integrate e fari Matrix LED, con un paraurti che accentua la larghezza visiva. Di profilo il montante C scuro si contrappone al montante D cromato, mentre dietro i fanali “Infinity Knot” affiancano il logo BYD illuminato e lo spoiler integrato nel tetto.
A bordo la plancia è orizzontale, con materiali soft-touch, tetto panoramico da 2,39 m², quadro strumenti da 10,25″, head-up display da 26″, touchscreen da 15,6″ e Google integrato. I sedili sono in pelle, con quelli anteriori e i due esterni della seconda dotati di riscaldamento, ventilazione e funzione massaggiante. I passeggeri posteriori hanno un pannello per il clima, il tri-zona è di serie e davanti c’è un vano refrigerato. Con sette posti in uso il bagagliaio resta a 270 litri, salendo fino a 1.960 abbattendo le file posteriori, più 136 litri nel frunk.
Le versioni sono due. La Design RWD ha un motore posteriore da 340 kW (462 CV), con 0-100 km/h in 8 secondi. La Excellence AWD aggiunge un motore anteriore: 570 kW (775 CV), per uno 0-100 km/h di appena e 4,6 secondi. La batteria Blade di seconda generazione è da 115 kWh in entrambi i casi e garantisce 653 km WLTP sulla RWD e 602 km sulla AWD. Il dato più atteso è la ricarica FLASH Charging, al debutto europeo su una BYD, che dichiara il passaggio dal 10 al 97% in 9 minuti.
Dacia Spring e Striker
Per le flotte che puntano sul contenimento dei costi di gestione, Dacia porta al Salone di Parigi 2026 due proposte molto diverse. Partiamo dalla seconda generazione della Spring. La nuova citycar rumena nasce sulla piattaforma RGEV small di Renault Group ed è prodotta a Novo Mesto, in Slovenia. Misura 3,85 m in lunghezza e 1,74 in larghezza, 18 cm in più della precedente, con stile geometrico e plastiche nere granulari, più resistenti ai graffi.
Dentro ci sono un display da 7″ e, sull’allestimento Journey, un touchscreen da 10,1″. Il bagagliaio da 337 litri sale a 1.283 abbattendo i sedili. Il motore da 60 kW (80 CV) garantisce i 130 km/h, con 0-100 km/h in 12,1 secondi. La batteria LFP da 27,5 kWh promette fino a 250 km WLTP. La nuova Spring è dotata di un caricatore AC da 6,6 kW, con 11 kW e ricarica DC da 50 kW (15-80% in 28 minuti) nell’offerta rapida.
La Striker è invece un crossover da 4,62 m, alto 1,53 e un peso intorno ai 1.400 kg. Ha cinque posti, display da 7″, touchscreen da 10,1″ e, per la prima volta su una Dacia, l’Autohold. Sfodera inoltre un tetto panoramico, disponibile di serie sulla Extreme.
Il bagagliaio arriva a 602 litri, con pianale modulabile in tre parti e portellone hands-free. Le motorizzazioni sono tre: mild-hybrid a GPL da 140 CV (fino a 1.600 km di autonomia), Hybrid 155 (1.8 benzina da 109 CV più due motori elettrici, 4,2 l/100 km e 95 g/km di CO2) e Hybrid 150 con trazione 4×4 e cinque modalità di guida.
Geely Monjaro EM-i
Per i profili che macinano chilometri tra autostrade e trasferte lunghe, Geely porta a Parigi in anteprima europea la Monjaro EM-i, SUV ibrido plug-in che guida la gamma del marchio. Nata sull’architettura GEA-Evo, è lunga 4,80 m, larga 1,895 e alta 1,70, con un passo di 2,845 metri che lascia fino a 130 mm per le gambe di chi siede dietro. Le sospensioni hanno il controllo continuo dello smorzamento (CDC) con tre tarature e ci sono sei modalità di guida.
Dentro ci sono lo schermo centrale da 15,4″, il quadro strumenti da 12,3″ e l’head-up display da 25,6″, con Apple CarPlay e Android Auto wireless e impianto audio a 16 altoparlanti. I sedili anteriori hanno riscaldamento, ventilazione e massaggio a 8 punti.
Sempre nella parte anteriore, vetri stratificati e materiali fonoassorbenti puntano a ridurre il rumore. Il bagagliaio va da 633 a 2.183 litri e i vani portaoggetti sono 34. Ci sono anche la funzione V2L da 6,6 kW e un traino fino a 1.500 kg.
Il sistema EM-i abbina un 1.5 turbo a un’unità elettrica. La Max a trazione anteriore ha 201 kW (273 CV), batteria da 18,4 kWh, 0-100 in 7,7 secondi e 200 km/h di velocità massima. La Ultra AWD sale a 246 kW (334 CV), scattando in 5,8 secondi. Il pacco batteria sale di dimensioni, arrivando a 29,8 kWh. L’autonomia elettrica arriva a 116 km WLTP e quella complessiva a 922 km. La Ultra garantisce una ricarica continua fino a 78 kW, dal 30 all’80% in circa 15 minuti.
Hyundai Bayon e Tucson
Per le flotte che guardano ai SUV, dal segmento compatto al C, Hyundai porta al Salone di Parigi 2026 due modelli rinnovati. La nuova Bayon abbandona le forme del passato per un’impostazione più da SUV. La versione N Line aggiunge dettagli sportivi, cerchi fino a 18″ e tre vernici opache. Nell’abitacolo, a seconda dell’allestimento, trovano posto due display curvi da 12,3″, con Apple CarPlay e Android Auto wireless, Digital Key 2 e sedili riscaldati e ventilati. Il bagagliaio raggiunge 440 litri nelle versioni endotermiche.
La gamma parte dal 1.0 T-GDI a tre cilindri da 90 o 115 CV, con cambio manuale a sei rapporti o, per la versione più potente, automatico a doppia frizione a sette marce. In seguito arriverà una full hybrid da 138 CV, con motore 1.6 a benzina e unità elettrica.
La Tucson, SUV di segmento C prodotto in Repubblica Ceca, cresce invece fino a 4,56 m. Tra le novità estetiche spiccano la firma luminosa H-Edge e i fanali posteriori Prism. L’abitacolo propone un display da 9,9″ per il guidatore e uno centrale da 12,9″ o 17″ con sistema Pleos Connect, quattro porte USB-C da 100 W e comandi fisici sotto lo schermo.
Tre le motorizzazioni: 1.6 T-GDI mild hybrid 48V da 150 CV, full hybrid da 245 CV e plug-in da 292 CV. Quest’ultima abbina una batteria da 17,1 kWh a un’autonomia elettrica dichiarata fino a 81 km, dato ancora da omologare. La capacità di traino arriva a 1.910 kg per la full hybrid e a 1.810 kg per la plug-in.
Lynk & Co 07 GT
La Lynk & Co 07 GT è una proposta interessante per le aziende: quella delle vetture di rappresentanza che cercano un’alternativa ai SUV senza rinunciare a spazio e versatilità. È il quarto modello destinato all’Italia e il primo del marchio a non essere un SUV, una station wagon ibrida plug-in lunga 4,83 m, larga 1,90 e alta 1,48. Arriverà nelle concessionarie nel 2027, a trazione anteriore o integrale.
Il frontale ha sottili luci diurne che sembrano incidere il cofano, la fiancata porte senza cornice, nervature marcate e un tetto che nella parte posteriore crea un effetto sospeso. La coda ha forme morbide, con fanali collegati da una fascia luminosa e quattro elementi verticali. I colori si ispirano a paesaggi naturali.
Dentro ci sono un cruscotto digitale da 10,2″ e un touchscreen da 15,4″. Lo spazio è abbondante per quattro persone, meno per il posto centrale del divano. Il bagagliaio, con portellone motorizzato e piano di carico regolabile su due livelli, va da 614 a 1.665 litri a trazione anteriore e da 548 a 1.599 litri nella versione integrale.
Sotto il cofano c’è un 1.5 turbo a benzina abbinato a un’unità elettrica da 245 CV, per 408 CV complessivi. La 4×4 aggiunge un secondo motore elettrico da 122 CV sull’asse posteriore e arriva a 530 CV. La batteria da 28,3 kWh promette oltre 200 km elettrici (circa 170 sulla 4×4), anche se nel ciclo cinese CLTC, meno severo del WLTP europeo. A Parigi è esposta la versione per il mercato cinese, mentre quella europea avrà specifiche proprie.
Omoda 5
Per chi vuole un crossover ibrido senza dover ricaricare alla spina, la Omoda 5 arriva a Parigi in versione profondamente rinnovata. Il modello è già in vendita in Italia dal 2024 e ha superato le 500 mila unità in 60 Paesi.
Cresce di circa 10 cm, a 4,54 m, con un passo di 2,63. Il frontale è più chiuso e verticale, con fari Full-LED integrati in modo diverso e superfici più spigolose, in linea con il nuovo linguaggio del marchio, vicino a quello della Omoda 4 e della Omoda 7. Dietro resta il grande elemento luminoso orizzontale, ora con una firma a saetta, mentre il profilo mantiene il tetto fastback. Il bagagliaio è da 372 litri e sale fino a 1.079 abbattendo la seconda fila.
L’abitacolo è tutto nuovo: quadro strumenti da 8,9″, schermo flottante da 15,6″ con Apple CarPlay e Android Auto wireless, ricarica a induzione ventilata da 50 W, tunnel centrale più alto con nuovi vani e un volante a due razze con comandi fisici. A seconda dell’allestimento ci sono sedili anteriori riscaldati e ventilati, memoria e massaggio per il guidatore, volante riscaldato, tetto panoramico, portellone elettrico, impianto Sony a otto altoparlanti, sette airbag e una ventina di assistenze alla guida.
Il sistema Full-Hybrid SHS-H di quinta generazione abbina un 1.5 turbo da 143 CV a un motore elettrico da 150 kW (204 CV), con una batteria da 1,83 kWh. La potenza complessiva non cambia: 224 CV, con 0-100 km/h in 7,9 secondi. Per il modello venduto in Francia sono dichiarati 5,2 l/100 km e 118 g/km di CO2, leggermente meglio dei 5,3 l/100 km attuali, anche se i dati italiani “definitivi” sono ancora da confermare.
Smart #2
Per i professionisti che si muovono tra traffico e parcheggi stretti, la nuova Smart #2 riprende la formula della Fortwo, ora solo elettrica e prodotta a Xi’an negli stabilimenti Geely. Gli ordini in Europa si aprono dal 13 ottobre, mentre l’arrivo in Italia è previsto per l’estate 2027.
È lunga circa 2,74 m, larga 1,93 con gli specchietti e alta 1,55, con un passo di 1,87 m e un diametro di sterzata di 6,95 m. Il frontale è più pulito che in passato, con fari a LED che si allungano verso i passaruota. Di profilo la cellula Tridion non ha più il contrasto cromatico con la carrozzeria, ma restano il tetto ad arco e i finestrini senza cornice. Dietro c’è ancora il portellone diviso in due, con una ribaltina che regge fino a 120 kg.
Dentro i due sedili sono uniti da una struttura centrale con portabicchieri e vano, a formare quasi un divano unico, e il pavimento è piatto. Il quadro strumenti è da 8,8″ e lo schermo centrale da 10,1″, con comandi fisici al volante e alcuni tasti sotto lo schermo. Ci sono ricarica wireless, illuminazione d’ambiente e, sulla Premium, tetto in vetro e impianto Sennheiser a sette altoparlanti. Il bagagliaio fa 305 litri e sale a 527 abbattendo il sedile del passeggero.
Il motore posteriore sincrono a magneti permanenti è da 60 kW (82 CV), con 140 km/h di velocità massima e 0-100 in 11,6 secondi. La batteria LFP da 35,8 kWh dichiara fino a 290 km WLTP (ancora da omologare). In corrente continua si arriva a ricaricare a 65 kW, con il 10-80% in 20 minuti. In alternata sono 7,4 kW sulla Pure e 11 kW sulle altre versioni. C’è anche il V2L.
Stellantis: Citroën 2CV e Fiat Multiplay
Qui si parla di idee più che di prodotti pronti per i parchi auto, ma i due concept portati da Stellantis al Salone di Parigi 2026 indicano direzioni che le flotte seguiranno con attenzione. La Citroën 2 CV Concept è una piccola elettrica di 3,76 m, più corta della 2 CV originale, che anticipa un modello di serie atteso entro il 2028. Si colloca tra Ami e ë-C3, sarà prodotta in Europa e punta a un peso intorno alla tonnellata, in linea con le nuove norme E-Car.
Il design riprende fari tondi separati dalla carrozzeria, cofano nervato, parabrezza verticale, tetto in tela, portellone nero e cerchi in acciaio da 18″. Dentro non c’è una plancia tradizionale: un cilindro riunisce volante monorazza, leva unica e un display Smart Vision, affiancati da un touchscreen quadrato da 8″ e dalla radio rimovibile “Radioën”. Le sedute sono panche, quella anteriore estraibile, e al posto della console c’è un cestino. Mancano ancora i dati su motore e batteria.
La Fiat Multiplay è invece un vero e proprio laboratorio: 4,45 m che uniscono spazio da MPV, aspetto da SUV e funzione da pick-up. Il modulo posteriore scorre sul montante C (“Metamorfosi”) e trasforma la configurazione 6+1 in un pick-up a quattro posti con cassone aperto, mentre lo spoiler diventa un portabici per due bici.
L’abitacolo ha il “Petsenger seat”, modulare e pensato per bambini o animali, e il “Sunseat”, che a auto ferma diventa una chaise longue sotto il tetto panoramico. Il display è nascosto nella plancia e sparisce a vettura spenta. Fiat precisa che non anticipa alcun modello di serie e non fornisce dati tecnici.























