Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo Codice della strada, e tra le novità c’è l’innalzamento da 68 a 70 anni del limite di età per il trasporto professionale con tutte le patenti del gruppo 2 (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE).
Dai 68 anni resta l’obbligo di verifica biennale, per il rinnovo patente di guida. Lo ha comunicato il Mit in una nota.
Cosa significa, in breve, la guida fino a 70 anni
Ammettiamo, il titolo semplifica un po’. Oggi per la patente C non esiste un limite generale: i 68 anni valgono solo per autotreni e autoarticolati sopra le 20 tonnellate, e dopo i 65 anni il rinnovo è già biennale, con un attestato di idoneità annuale per quei mezzi.
La novità è quindi soprattutto lo spostamento della soglia di due anni, e non riguarda la pensione, ma solo il rinnovo delle patenti. Il testo ufficiale non è ancora disponibile, quindi i dettagli su categorie e decorrenza vanno ancora verificati.
Differenza patenti Italia vs. Europa
Rispetto all’Europa, la direttiva sulle patenti non fissa un tetto di età comune per i professionisti: le patenti per camion e autobus hanno validità di 5 anni.
Per quelle ordinarie, non c’è un limite massimo obbligatorio e la Francia ha scelto di non imporne uno. Non abbiamo al momento dati affidabili sui limiti dei singoli Paesi, per camion e bus. ma un dettaglio curioso: secondo il presidente dei bus turistici (An.Bti), il limite italiano viene già aggirato con la cosiddetta “patente bulgara”.
Cosa cambia per costi e sicurezza in strada
Su costi e sicurezza non esistono stime ufficiali né statistiche specifiche sugli incidenti degli autisti over 68. Per le imprese non ci sono costi diretti evidenti, anzi c’è il vantaggio di trattenere conducenti esperti: mancano circa 25mila autisti e oltre 86mila potrebbero andare in pensione entro cinque anni.
Sul fronte rischi, l’associazione ETA ha dichiarato che a 70 anni non si può garantire la sicurezza al volante. Un dato “a favore” noto è una petizione di camionisti del 2021, che sostiene che la pericolosità diminuisce con l’età, ma è una tesi di parte e non verificata.
I commenti di autisti e filiera
La filiera è stata sentita? Il Mit rivendica un ampio confronto con associazioni, tecnici e imprese sul Codice nel suo insieme.
Su questa misura, però, la proposta è stata annunciata da Salvini a Federtrasporto il 7 ottobre e le associazioni del trasporto merci non avevano preso posizione pubblica al 9 ottobre. Non risulta quindi una consultazione formale specifica.
E gli autisti? Sono divisi, ma la voce organizzata è critica. I sindacati sono contrari e chiedono il riconoscimento del lavoro usurante. Uiltrasporti Liguria teme che, con pensioni basse, restare al volante diventi una necessità economica.
Tra le imprese, il settore bus è favorevole, mentre un dirigente della Fai Liguria è contrario. Alcuni singoli autisti vorrebbero invece continuare, ma non ci sono dati su quanti.












