Flottando, società software italo-svizzera ideatrice della categoria Fleet Intelligence, esce dalla fase di riservatezza (stealth mode) e annuncia un round di finanziamento pre-seed guidato da HFGA Investment Holding: la piattaforma è stata sviluppata, testata e implementata presso centinaia di aziende italiane ed europee. Nell’ambito del round, Luca Ziche – membro dell’Executive Board di HFGA Investment Holding – entra nel Cda di Flottando in qualità di consulente strategico.
Che cos’è la Fleet Intelligence e come supera il fleet management tradizionale
Fondata da Badr Bounafaa (CEO) e Roy Engelen (CTO), Flottando nasce da un presupposto che ribalta l’approccio tradizionale del settore: la gestione delle flotte aziendali non dovrebbe ruotare intorno ai veicoli, bensì alle persone e ai processi che ne rendono possibile il funzionamento.
Se i software tradizionali per la gestione delle auto aziendali mettono a disposizione le informazioni lasciando a una persona l’attività amministrativa da completare, come la classificazione e la contabilizzazione di una fattura, il sistema operativo basato sull’intelligenza artificiale di Flottando è invece progettato per eseguire direttamente queste attività. Nello specifico, l’intelligenza artificiale acquisisce e classifica contabilmente fatture, contratti di leasing, documenti di immatricolazione dei veicoli, note di credito e multe, trasferendole nei sistemi ERP e associando ciascun documento al veicolo, al conducente, alla società e al centro di costo corretti. Inoltre, il sistema centralizza il calcolo dei fringe benefit e segnala in anticipo il superamento delle soglie chilometriche prima che si trasformi in una penale a fine contratto.
«Leggere un documento con l’IA è la parte semplice: ormai chiunque è in grado di mostrarlo in una demo», ha dichiarato Roy Engelen, cofondatore e CTO. «La vera difficoltà risiede nella struttura di relazioni sottostante: associare ogni singola riga di una fattura al veicolo, al conducente, alla società e al trattamento fiscale corretti, anche quando si tratta di aziende articolate in più entità giuridiche e presenti in diversi Paesi. Visualizzare i dati è un problema di reportistica. Eseguire direttamente il lavoro significa invece assumersi la responsabilità del risultato, ed è una sfida molto più complessa».
Cos’è la “Fragmentation Tax” nei costi della flotta aziendale
Una flotta aziendale coinvolge inevitabilmente reparti differenti: l’Amministrazione gestisce fatture e riconciliazioni, le Risorse Umane si occupano dei conducenti e dei fringe benefit, l’Ufficio Acquisti gestisce contratti e fornitori, i Servizi Generali seguono le attività operative quotidiane e l’IT garantisce l’integrazione di dati e sistemi.
Flottando definisce “Fragmentation Tax” (costo della frammentazione) l’onere che si accumula nei passaggi tra questi reparti: non una voce specifica di bilancio, ma il risultato complessivo di attività duplicate, informazioni disperse e strumenti che non comunicano tra loro. Per sua natura, si tratta di un costo di cui nessun singolo reparto è direttamente responsabile e che nessun sistema esistente è in grado di misurare.
«Ogni azienda paga due volte per la propria flotta», ha dichiarato Badr Bounafaa, cofondatore e CEO. «Una volta alla società di leasing e una seconda volta attraverso il tempo che, ogni mese, più reparti dedicano ad attività administrative che nessuno contabilizza. Il nostro intero modello di business nasce per eliminare questo secondo costo. Guadagniamo soltanto quando il cliente ottiene un risparmio concreto: proprio per questo abbiamo potuto sviluppare l’azienda con gradualità prima di accelerarne la crescita».
Prima le fondamenta, poi il capitale: perché l’Italia è il primo mercato
Per tre anni i fondatori hanno scelto di non ricorrere a capitali istituzionali, finanziando direttamente la società con il sostegno di business angel svizzeri fino a quando il prodotto, l’architettura dei dati e il modello commerciale non sono stati validati sul campo.
«Non abbiamo raccolto capitali per poi andare alla ricerca di un problema da risolvere», ha dichiarato Bounafaa. «Abbiamo trascorso tre anni lavorando fianco a fianco con i reparti amministrativi di aziende reali. Aprire oggi il capitale a investitori esterni è una scelta dettata dalla volontà di accelerare, non dalla necessità di sopravvivere. Lo sviluppo tecnologico non rappresenta più il principale limite alla velocità con cui possiamo crescere. Ora il fattore determinante è il capitale».
Flottando è nata in Svizzera, ma ha validato il proprio modello in Italia, scelta deliberatamente come uno dei mercati europei più complessi dal punto di vista amministrativo per la gestione delle flotte, dove fiscalità, regimi dei fringe benefit e strutture contrattuali rendono particolarmente articolata la gestione di gruppi societari composti da più entità giuridiche. «Se funziona qui, può funzionare ovunque», ha ribadito Bounafaa.
«Flottando si distingue nel panorama software italiano come un’azienda straordinariamente innovativa, sia nell’esecuzione sia nel modello di business», ha dichiarato Luca Ziche. «Gli investitori sono impegnati a sostenere una crescita virtuosa, accelerando l’innovazione tecnologica e rafforzando l’attenzione verso il cliente».
I capitali raccolti saranno destinati allo sviluppo tecnologico e delle funzionalità di intelligenza artificiale, all’espansione commerciale sul mercato italiano e a integrazioni native più profonde con sistemi ERP, HR e di gestione degli acquisti.












