Le tensioni geopolitiche e il conseguente aumento dei costi dei viaggi d’affari stanno ridisegnando le strategie delle aziende americane. Dopo una prima metà del 2026 caratterizzata da rincari superiori alle attese per voli, hotel e servizi di trasporto, quasi una società su due prevede di aumentare il budget destinato al business travel nel 2027, pur cercando al tempo stesso nuove soluzioni per contenere la spesa.
È quanto emerge dall’ultima indagine di Business Travel Show America, realizzata tra travel manager, buyer e responsabili delle trasferte aziendali di Nord e Sud America.
Quasi il 45% delle aziende aumenterà il budget per il business travel nel 2027
Secondo il sondaggio, il 44,4% delle aziende prevede di incrementare gli investimenti destinati ai viaggi d’affari nel 2027.
La quota maggiore ritiene quindi inevitabile destinare maggiori risorse alle trasferte aziendali, mentre il 39,6% pensa di mantenere invariato il budget e solo il 15,9% ipotizza una riduzione della spesa.
L’incremento non riflette necessariamente un aumento del numero di viaggi, quanto piuttosto la necessità di assorbire il rincaro generalizzato dei costi registrato negli ultimi mesi.
Costi oltre le previsioni nella prima metà del 2026
Il primo semestre del 2026 si è rivelato più oneroso del previsto per molti responsabili travel.
Il 30,5% degli intervistati afferma che le spese sostenute sono aumentate molto più delle previsioni formulate a inizio anno.
Per quasi la metà del campione (48,8%) i costi si sono invece mossi in linea con le aspettative, mentre soltanto il 16,3% ha registrato aumenti inferiori alle stime iniziali.
Tra i fattori che hanno inciso maggiormente figurano l’aumento del prezzo del carburante, il rincaro delle tariffe alberghiere e le ripercussioni del conflitto in Medio Oriente, che hanno modificato numerose rotte aeree internazionali contribuendo a far crescere il costo complessivo delle trasferte.
Le aziende rivedono le travel policy
L’aumento dei costi sta già influenzando le decisioni dei travel manager, che si trovano a dover conciliare il contenimento della spesa con le esigenze operative delle aziende.
Oltre un quarto degli intervistati (27,5%) sta valutando di modificare le politiche relative alla classe di viaggio consentita sui voli o alla categoria degli hotel prenotabili dai dipendenti.
Un altro 24,6% ha già ridotto il numero complessivo delle trasferte aziendali, mentre il 16,8% ritiene che gli effetti economici dei rincari si rifletteranno direttamente sui budget del prossimo anno.
La pressione sui conti è già evidente: quasi il 15% delle aziende dichiara di aver superato il budget previsto per il 2026.
Cambiano fornitori e partner di viaggio
La necessità di ottimizzare la spesa porta molte imprese a riconsiderare anche i propri partner commerciali.
Il 12,6% dei buyer sta valutando di cambiare la propria Travel Management Company (TMC), mentre quasi il 10% sta prendendo in considerazione nuovi fornitori per ottenere condizioni economiche più vantaggiose.
Nonostante il contesto complesso, una società su cinque (20,4%) afferma di non aver modificato il proprio programma di business travel.
Esperienza del viaggiatore ancora una priorità
Pur dovendo affrontare un aumento dei costi, molte organizzazioni continuano a considerare fondamentale garantire un’esperienza di viaggio soddisfacente ai dipendenti.
Il 68,3% dei responsabili travel dichiara infatti di essere riuscito a mantenere un equilibrio tra controllo della spesa e qualità dell’esperienza offerta ai viaggiatori.
Solo il 22,8% ammette invece di non essere riuscito a trovare questo compromesso, segnale che il benessere del dipendente continua a rappresentare una priorità anche in una fase di forte pressione economica.
Geopolitica e inflazione riscrivono il business travel
Secondo gli organizzatori di Business Travel Show America, le tensioni internazionali stanno incidendo direttamente sui costi delle trasferte aziendali, costringendo le imprese a prendere decisioni sempre più strategiche.
L’aumento delle tariffe aeree, dei prezzi degli hotel e dei costi energetici sta spingendo molte aziende a rivedere le proprie policy, negoziare condizioni migliori con i fornitori e investire maggiormente in strumenti tecnologici capaci di ottimizzare la gestione delle trasferte.
Il business travel guarda al 2027 tra prudenza e investimenti
I risultati dell’indagine confermano una tendenza ormai evidente nel business travel internazionale: le aziende non stanno abbandonando i viaggi d’affari, ma stanno diventando molto più selettive nel modo in cui pianificano le trasferte.
L’aumento previsto dei budget per il 2027 appare quindi meno come un segnale di espansione e più come la conseguenza di un mercato caratterizzato da costi strutturalmente più elevati. Per travel manager e buyer, la sfida dei prossimi mesi sarà trovare il giusto equilibrio tra sostenibilità economica, produttività delle trasferte e tutela dell’esperienza del viaggiatore.











