I viaggi d’affari nella Business Travel Survey di Uvet

Il Gruppo Uvet ha lanciato un nuovo studio sulle previsioni dell’andamento dei viaggi d’affari. Uno studio – il Business Travel Survey – che permette all’azienda guidata da Luca Patanè di costruire un “nuovo” modello predittivo per il settore.

Attraverso una prima ricerca frutto della collaborazione con uno spin off dell’Università degli Studi di Milano specializzato nei big data analysis (VOICES from the Blogs) si è potuto osservare che l’andamento macro economico negli Stati Uniti anticipa di tre trimestri la variazione dei viaggi d’affari verso gli USA. Questo risultato ha permesso di prevedere un incremento dei viaggi d’affari verso gli Stati Uniti nel secondo trimestre 2017 rispetto al secondo trimestre 2016 del 16% (con un intervallo di previsione tra il 12% e il 20%).

L’Economia cresce poco. Ma cresce

Sulla base dei dati consuntivi del 4° trimestre del 2016 l’Uvet Travel Index , indice curato per la parte scientifica da The European House – Ambrosetti,  stima una crescita economica dello 0,22%, in linea con quanto stimato per il terzo trimestre. Complessivamente la stima di chiusura sul Pil dell’Uvet Travel Index del 2016 si attesta a +0,93%.

Dalla consueta fotografia relativa al più recente e aggiornato andamento dei viaggi d’affari in Italia, emerge invece che aumentano le trasferte di lavoro e crescono costantemente le spese di viaggio. A “certificare” questo dato è l’ultima Business Travel Survey di Uvet – indagine che monitora l’andamento del Business Travel in Italia attraverso l’analisi dei trend di spesa e dei comportamenti d’acquisto di un campione selezionato di aziende in determinati periodi. Considerando l’ultimo triennio 2014-2016, le trasferte sono aumentate di 23 punti percentuali, mentre le spese di 8 punti.

Il 2° semestre 2016 ha registrato un trend positivo, che vede un aumento delle trasferte e delle spese di viaggio rispettivamente di 9 punti e 1 punto percentuale. Cala invece il costo medio per viaggio, confermando il trend in discesa anche nel 2° semestre 2016. Rispetto al 2015, il costo medio per trasferta è sceso del 7%, con una riduzione di 15 Euro a trasferta. Se si osserva il comportamento del costo medio per trasferta negli ultimi tre anni, si nota che si è ridotto di ben 12 punti, ossia di 28 Euro circa.

I principali risultati della Business Travel Survey

Secondo i dati di Uvet, nei primi mesi del 2017 i viaggi aerei registrano un incremento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2016. Considerando l’ultimo semestre del 2016 si è assistito ad una diminuzione dell’8% del costo medio del biglietto aereo. Nei primi mesi del 2017 il costo medio della trasferta aerea scende del 3% (a causa soprattutto della riduzione del costo delle trasferte nazionali) rispetto allo stesso periodo del 201 (Leggi la ricerca sul 2016).

Le spese di viaggio al 2° semestre 2016 diminuiscono per il trasporto nazionale ed europeo, rispettivamente di 6 e di 1 punto percentuale, mentre aumentano (2%) per le trasferte intercontinentali.

Il segmento nazionale: oltre a risentire della crisi economica che coinvolge il vecchio continente, è affetto anche dalla concorrenza del trasporto ferroviario. Ciò ha comportato una riduzione delle spese di viaggio domestiche rispetto al numero di trasferte, indicando un abbassamento del prezzo medio del biglietto.

Oltre un terzo del traffico intercontinentale vede come principale destinazione il Nord America. L’Estremo Oriente incide per circa un quarto del totale dei volumi di spesa, in calo rispetto al 2015. In calo Medio Oriente, Sud America, Nord Africa e Oceania, mentre Asia e America Centrale chiudono in rialzo, stabile l’Africa.

Il 2016 fa tornare New York come la più importante destinazione del campione. Passa al secondo posto Dubai che aumenta la propria quota. Ciò conferma l’importanza della città come uno dei principali hub aeroportuali per i nostri viaggiatori d’affari. In calo i flussi verso le altre destinazioni.

Nel 2016 il traffico internazionale conferma come protagonista gli Stati Uniti. Rimane stabile il Giappone. L’area economica BRIC riduce la propria quota, trainata dall’andamento negativo della Russia e del Brasile. L’andamento negativo si registra anche per la Cina.

Analizzando il mercato europeo, Francia e Germania hanno confermato la loro leadership da un punto di vista economico per l’Italia. Entrambe negli ultimi 12 mesi hanno visto aumentare la propria quota. Nell’ultimo anno Regno Unito, Spagna e Russia hanno ridotto le proprie quote in termini di volumi.

A livello europeo, la principale destinazione è rimasta Parigi, con quasi il 12 per cento del totale dei viaggi d’affari effettuati in Europa: in calo Londra, Francoforte e Madrid. A mostrare valori in crescita sono state Amsterdam e Monaco.

Nel segmento nazionale, Milano è la principale destinazione dei viaggiatori d’affari delle imprese del campione: quasi il 34% dei clienti ha favorito gli scali di Linate e Malpensa. Roma evidenzia un aumento di quasi un punto percentuale. Le altre destinazioni, invece, hanno registrato una lieve diminuzione della quota di mercato.

Business Travel Survey: tutti in treno

Nel 2° semestre 2016, l’andamento del numero di trasferte ferroviarie ha visto una crescita del 7% rispetto all’anno precedente con un calo del 4% del costo medio del biglietto. Dal calcolo della variazione triennale, invece, si evince una decrescita del 13%, cioè 7 Euro in termini monetari.

Milano (leggi come Uvet restaura l’arte a Milano) rimane la principale destinazione italiana dei viaggiatori d’affari. Roma diminuisce la propria quota di mercato rispetto all’anno precedente, mentre restano stabili le altre destinazioni. Tra le “Altre”, le destinazioni principali restano quelle sulla tratta che percorre l’alta velocità come Torino, Bologna, Firenze, Napoli e Venezia.

Rispetto al 2014, i dati Uvet mostrano che nel 2016 il treno ha guadagnato 7 punti percentuali e dimostra un cambio importante delle abitudini di viaggio grazie anche all’estensione dell’altà velocità.

Hotel, per la Business Travel Survey cala la spesa

L’hôtellerie ha presentato nel 2016 un calo della spesa sul territorio nazionale con una quota quasi pari al 58% del totale. Il segmento europeo ha visto un aumento dell’1% della sua quota di mercato rispetto al 2015, mentre rimangono invariate le spese alberghiere intercontinentali. Con una crescita del costo medio del 2%, New York rimane la città nella quale il pernottamento ha un costo maggiore. Crescono i prezzi di Hong Kong e San Paolo, mentre Dubai, Shanghai e Singapore sono in calo.

Nel 2016 il costo medio per room night nelle destinazioni europee è diminuito in tutte le principali destinazioni europee. In Europa, Londra (leggi come il Global Power City Index premi Londra) rimane la città più cara, seguita da Parigi mentre la più economica si conferma Madrid.  Bruxelles percentualmente registra il calo più vistoso con 14 punti percentuali.

Negli ultimi 12 mesi, i numeri resi noti da Uvet mostrano che la città in cui è più caro pernottare è stata Venezia. Al secondo posto, Firenze che aumenta il costo rispetto al 2015. Milano, dopo l’effetto Expo 2015, registra un calo del 4% sul prezzo medio. Per Roma e Napoli il prezzo rimane invariato. Genova rimane la città più economica, pur registrando un aumento del prezzo medio di 5 euro.

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