Il governo torna a intervenire sul fronte dei carburanti reintroducendo lo sconto sulle accise del gasolio. La decisione arriva dopo il nuovo aumento dei prezzi registrato nelle ultime settimane, alimentato da due fattori: da una parte la fine degli sconti fiscali scattata a inizio luglio.
Dall’altra il nuovo aumento delle quotazioni del petrolio legato alle tensioni nello Stretto di Hormuz, tornato al centro dello scenario internazionale dopo la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran.
Per limitare l’impatto dell’aumento dei costi su trasporti, imprese e consumatori, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che ripristina temporaneamente lo sconto, ma esclusivamente sul gasolio.
Sconto di 17 centesimi sul gasolio: quanto si risparmia e fino a quando
La misura prevede una riduzione complessiva di 17 centesimi al litro sul prezzo del gasolio, comprensiva sia del taglio delle accise sia della conseguente diminuzione dell’IVA applicata sul carburante. In questo modo il prezzo medio del diesel dovrebbe tornare intorno ai 2 euro al litro, dopo aver superato quota 2,18 euro negli ultimi giorni.
Lo sconto è entrato in vigore dalla mezzanotte del 28 luglio e resterà valido fino al 6 agosto, salvo eventuali proroghe che il governo valuterà nel prossimo Consiglio dei ministri previsto per il 4 agosto. L’intervento ha un costo stimato di circa 125 milioni di euro.
La scelta di limitare il provvedimento al solo gasolio non è casuale. Il diesel rappresenta infatti il carburante di riferimento per il trasporto merci, gran parte delle attività industriali e numerosi mezzi impiegati in agricoltura. Un suo aumento finisce quindi per riflettersi sul costo della logistica e, di conseguenza, sul prezzo finale di molti beni di consumo. L’obiettivo dell’esecutivo è quindi contenere gli effetti inflazionistici che potrebbero ricadere sull’intera economia.
Come funzionano le accise mobili che finanziano il taglio
Gran parte delle risorse utilizzate per finanziare il provvedimento arriva dal sistema delle cosiddette “accise mobili”, un meccanismo che lega la tassazione dei carburanti all’andamento dei prezzi.
Quando benzina e gasolio aumentano, cresce automaticamente anche il gettito dell’IVA, perché questa imposta viene calcolata in percentuale sul prezzo finale pagato alla pompa. L’extra incasso generato durante i periodi di rincaro può quindi essere utilizzato dallo Stato per ridurre, nel mese successivo, la componente fissa rappresentata dalle accise.
Nel caso del decreto appena approvato, il taglio effettivo dell’accisa è pari a circa 14 centesimi al litro. A questo si aggiunge un ulteriore beneficio di circa 3 centesimi: diminuendo l’accisa, si riduce anche la base imponibile su cui viene calcolata l’IVA. Da qui deriva il risparmio complessivo di 17 centesimi al litro per gli automobilisti.
Secondo quanto spiegato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il decreto utilizza principalmente le maggiori entrate IVA maturate nel mese di giugno. La copertura viene poi completata con una quota delle sanzioni incassate dall’Antitrust e con risorse del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica. A inizio agosto il governo verificherà l’eventuale extra gettito registrato a luglio per decidere se prorogare ulteriormente lo sconto.
Consumatori divisi, mentre la Cisl promuove l’intervento
Le reazioni all’annuncio del governo sono state contrastanti. Il Codacons considera il provvedimento insufficiente rispetto ai rincari registrati nelle ultime settimane. Secondo l’associazione, il beneficio economico si traduce in un risparmio di circa 8,5 euro su un pieno da 50 litri, un importo ritenuto troppo contenuto per compensare gli aumenti che hanno preceduto l’esodo estivo.
Anche l’Unione Nazionale Consumatori giudica limitato l’intervento. Lo stesso Massimiliano Dona, presidente di Unc, ha definito lo sconto inadeguato, sostenendo che sarebbe stato necessario prevedere una riduzione più consistente sul gasolio e un intervento, seppur più contenuto, anche sulla benzina.
Di segno opposto il commento della Cisl, che ha accolto favorevolmente la decisione del governo. Secondo il sindacato, ridurre temporaneamente il costo del diesel rappresenta una misura utile per attenuare le pressioni inflazionistiche in una fase caratterizzata dall’instabilità geopolitica e dai riflessi che questa continua ad avere sul mercato energetico.












