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Heathrow, terza pista verso il 2039: l’ampliamento da 49 miliardi di sterline rischia quattro anni di ritardo

Lo scalo londinese rivede le tempistiche del progetto, inizialmente previsto entro il 2035. Heathrow punta a ottenere il permesso di costruzione entro il 2029, mentre il nuovo governo britannico invita ad ascoltare le comunità locali. Restano aperti i nodi ambientali e il tema dei costi per compagnie aeree e passeggeri

La terza pista dell’aeroporto di Londra Heathrow potrebbe diventare operativa soltanto nel 2039, con un ritardo di circa quattro anni rispetto alla tabella di marcia indicata in precedenza dal governo britannico. L’intervento, dal valore stimato di 49 miliardi di sterline, rappresenta uno dei principali progetti infrastrutturali del Regno Unito, ma deve fare i conti con tempistiche più lunghe, autorizzazioni ancora da ottenere e un confronto politico e ambientale tutt’altro che concluso.

Secondo quanto riportato da diversi media britannici, i vertici di Heathrow avrebbero comunicato ai ministri che l’obiettivo di completare l’espansione entro il 2035 non sarebbe realistico. L’aeroporto conferma comunque la volontà di procedere, indicando nel 2029 il termine previsto per ottenere il permesso di costruzione.

«Il nostro obiettivo è sempre stato ottenere il permesso di costruzione entro il 2029. Una volta raggiunto, la pista sarà aperta entro un decennio», ha dichiarato un portavoce dello scalo. Una prospettiva che colloca l’entrata in servizio della nuova infrastruttura alla fine degli anni Trenta, subordinatamente al completamento dell’iter autorizzativo e dei lavori.

Il cambio di leadership riapre il confronto politico

A rendere più incerto il percorso del progetto contribuisce anche il quadro politico britannico. Il nuovo primo ministro Andy Burnham, intervenendo alla BBC il 27 settembre, non ha confermato esplicitamente il sostegno all’ampliamento, invitando invece a dare priorità alle istanze dei residenti.

«Penso che dovremmo prima sentire la voce delle persone lì», ha dichiarato Burnham, sottolineando che non sarebbe opportuno assumere una posizione definitiva subito dopo la consultazione.

L’approccio del nuovo premier segna una fase di maggiore cautela rispetto alla linea sostenuta all’inizio del 2025 dal governo guidato da Keir Starmer, con l’appoggio dell’allora cancelliera Rachel Reeves. L’espansione di Heathrow resta infatti al centro di un confronto che coinvolge le esigenze di crescita economica, la capacità del sistema aeroportuale e le conseguenze per le comunità che vivono nelle vicinanze dello scalo.

Il governo ha appena concluso una consultazione sul quadro politico destinato a rendere possibile l’ampliamento. Parallelamente, Heathrow si prepara ad avviare un proprio confronto pubblico sugli effetti del progetto, passaggio che contribuirà a definire le condizioni per il suo eventuale sviluppo.

Emissioni, rumore e qualità dell’aria sotto esame

La consultazione promossa dall’aeroporto si svolgerà dal 27 ottobre al 22 dicembre 2026 e durerà otto settimane. Durante questo periodo saranno presentati maggiori dettagli sulle misure previste per rispettare i requisiti relativi alle emissioni di carbonio, all’inquinamento acustico e alla qualità dell’aria.

Sono previsti circa 20 incontri pubblici nelle città e nei villaggi vicini allo scalo, con il coinvolgimento di residenti, imprese e istituzioni educative. L’obiettivo dichiarato è raccogliere osservazioni e proposte utili a definire i piani di espansione.

Becky Coffin, direttrice per le comunità e le proprietà residenziali di Heathrow, ha ribadito la necessità di ascoltare le istanze locali, sostenendo che i sondaggi condotti nel corso dell’ultimo decennio mostrano un consenso crescente verso il progetto.

La consultazione, ha spiegato, dovrà offrire alle comunità un’opportunità concreta per contribuire alla definizione degli interventi, e non limitarsi a una semplice presentazione dei piani. Un passaggio importante per un’opera che dovrà dimostrare di poter conciliare l’incremento della capacità aeroportuale con la tutela dell’ambiente e della qualità della vita nelle aree interessate.

La terza pista e le ricadute sull’economia britannica

L’espansione è sostenuta da una parte dell’industria dei viaggi, che considera Heathrow un’infrastruttura strategica per la connettività internazionale del Regno Unito.

Julia Lo Bue-Said, amministratrice delegata di Advantage Travel Partnership, ha espresso l’auspicio che l’impegno del Labour a favore del progetto venga mantenuto anche sotto la nuova leadership. Secondo la manager, il ruolo dello scalo supera i confini della capitale: la capacità di Heathrow incide sui collegamenti internazionali e sulle opportunità economiche delle diverse regioni britanniche.

Advantage sostiene l’ampliamento nell’ambito della campagna Heathrow Reimagined, con la convinzione che i benefici di una maggiore connettività possano estendersi all’intero Paese.

Rimane tuttavia centrale la questione finanziaria. Lo Bue-Said ha sottolineato che l’intervento dovrà essere accessibile, ricordando che i costi saranno sostenuti anche da compagnie aeree e passeggeri attraverso le tariffe aeroportuali. Un tema particolarmente sensibile per Heathrow, dove gli oneri applicati ai vettori sono già tra i più elevati al mondo.

L’aumento della capacità, quindi, dovrà essere valutato non soltanto in termini di vantaggi per il traffico aereo, ma anche rispetto alle possibili ricadute sui costi operativi delle compagnie e sui prezzi dei biglietti.

Un investimento strategico ancora da definire

Il possibile rinvio al 2039 evidenzia le difficoltà di un progetto che intreccia infrastrutture, sostenibilità, consenso territoriale e scelte politiche. Per Heathrow, la terza pista rappresenta uno strumento per ampliare la capacità dello scalo e sostenere i collegamenti internazionali; per il governo, è una decisione che coinvolge la competitività economica del Paese e gli interessi delle comunità locali.

I prossimi mesi saranno decisivi per comprendere se il calendario aggiornato potrà essere rispettato e quali condizioni verranno imposte per autorizzare l’opera. L’obiettivo dichiarato dell’aeroporto resta ottenere il permesso di costruzione entro il 2029, ma il percorso verso l’apertura della nuova pista dipenderà dall’esito delle consultazioni, dalle verifiche ambientali e dalle decisioni delle autorità competenti.

La sfida sarà trasformare un investimento da decine di miliardi di sterline in un progetto sostenibile e condiviso, evitando che l’aumento della capacità aeroportuale si traduca in costi e impatti sproporzionati per passeggeri e territori.

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