È significativo che CAPOLAVORO venga presentato proprio nel weekend del Gran Premio d’Italia. Non soltanto perché Monza è uno dei luoghi simbolo del motorismo italiano, ma perché il nuovo brand di ACI blueteam nasce dall’incrocio di due mondi che la Tmc lombarda, la sua controllante finanziaria (ACI) ma soprattutto alcuni referenti del progetto, conoscoono bene: quello dell’incoming e quello dell’automobile, della sua storia e della sua cultura.
La dirigenza di ACI blueteam impegnata nel settore turistico e ora nel mondo motoristico è stata protagonista della presentazione del nuovo progetto, lanciato oggi nella Torre Nord dell’Autodromo Nazionale Monza.
Cosa è Capolavoro di ACI blueteam
Presidente di ACI blueteam, Bagnasco presenta il progetto insieme a Francesco Comotti, project manager di CAPOLAVORO, che ne ha seguito la costruzione e ne racconta la filosofia a partire dalla conoscenza dei due mondi sui quali si fonda l’iniziativa: l’incoming e il motorismo. CAPOLAVORO è la nuova iniziativa di ACI blueteam per l’incoming di alta gamma: un’attività rivolta soprattutto ai mercati internazionali e costruita non tanto sulla vendita di destinazioni, quanto sulla progettazione di esperienze.
Parte dal motorismo, ma guarda a territori, cultura, Made in Italy e Grand Tour. Comotti: “L’Italia è già un capolavoro”, indicando una direzione che aiuta a leggere il progetto al di là della comunicazione legata al lusso. Il valore, secondo il presidente, sta nella possibilità di mettere insieme competenze, relazioni e partnership già sviluppate dall’azienda e utilizzarle per costruire proposte intorno alle passioni e agli interessi del cliente. È un’impostazione che parte dall’esperienza maturata nel turismo e incontra il patrimonio motoristico italiano. E non è un caso che la prima vetrina sia Monza.
Dai luoghi del motorsport all’Italia intera
CAPOLAVORO entra nella divisione Travel for People di ACI blueteam, affiancando Prenotaci, dedicato alla distribuzione, ed Exclusive, orientato all’outgoing di fascia alta. La novità è dunque la direzione del flusso: non portare italiani all’estero, ma intercettare viaggiatori internazionali interessati a costruire in Italia un soggiorno più articolato.
Il punto di partenza sono i motori. Monza, Imola e perchè no anche Misano, costituiscono tre riferimenti naturali, ma il progetto non vuole fermarsi ai circuiti. Le sette Collections presentate al debutto attraversano automotive, motorsport, heritage, eventi, driving experience, nautica e tailor made, collegando la passione per i motori ad altri elementi del Made in Italy: moda, design, gastronomia, cultura e territori.
L’idea è quindi aggiungere alla destinazione un contenuto esperienziale: non limitarsi a far dire al cliente sono stato in Italia, ma arrivare, nelle parole di Comotti, a “abbiamo vissuto l’Italia”. Il motorsport diventa così una porta di accesso. Una porta particolarmente coerente con ACI, ma che può condurre molto più lontano dal circuito.

I motori come chiave per raccontare l’Italia
È qui che il ruolo di Comotti diventa particolarmente interessante. La sua esperienza nei mondi dell’incoming e del motorismo si ritrova nell’impostazione stessa di CAPOLAVORO: utilizzare la passione per l’automobile e per le competizioni come punto di accesso a un patrimonio italiano molto più ampio.
Da una parte c’è un mercato internazionale abituato a viaggiare per grandi eventi, Formula 1, auto d’epoca e lifestyle; dall’altra c’è un territorio italiano fatto di strade, collezioni, artigiani, aziende, ristorazione, borghi e luoghi che possono diventare parte integrante del viaggio.
Bagnasco insiste invece sul valore del territorio e sulla possibilità di costruire intorno al cliente un’esperienza che non si esaurisca nella singola destinazione. È una prospettiva che trova sintesi nelle parole del presidente: “Non vendiamo le singole destinazioni, ma un approccio autentico ai mille volti del nostro territorio”.
“È un momento importante per ACI blueteam perché parliamo di turismo di alto livello”, ha detto Bagnasco presentando il progetto. Ma nella sua lettura il tema non è soltanto il livello della spesa o dei servizi: “Il mondo sta cambiando, ma una cosa resta: la bellezza del nostro Paese”. È una distinzione importante. Il cliente di CAPOLAVORO non viene considerato semplicemente come un acquirente di servizi premium, ma come un viaggiatore da accompagnare alla scoperta di realtà italiane difficili da trovare attraverso un’offerta turistica standard.
La rete ACI come infrastruttura
La parte più concreta della strategia è probabilmente nella rete. ACI blueteam può contare sui rapporti con gli Automobile Club provinciali e su una presenza territoriale che, nella costruzione di itinerari tailor made, può rappresentare un elemento operativo.
Roberto Bettinelli, General Manager & CFO, parla delle strutture territoriali come di vere “antenne sul territorio”. Ed è proprio questa capillarità, secondo il management, a consentire di andare oltre il catalogo tradizionale e costruire proposte più specifiche. Bettinelli definisce CAPOLAVORO “l’unico settore che ancora mancava nel gruppo”. La nuova attività arriva infatti a completare un perimetro nel quale ACI blueteam opera già nel business travel, nel fleet management, negli eventi e nel MICE.
Anche per questo il progetto non nasce isolato. Piergiorgio Reggio, COO di ACI blueteam, ha sottolineato il contributo del segmento fleet management nello sviluppo delle relazioni con automotive e fashion, mentre Bettinelli individua nel MICE, soprattutto sulle destinazioni meno usuali, un naturale terreno di collaborazione.

Il Grand Tour torna protagonista
Una delle prime applicazioni della filosofia CAPOLAVORO sarà il Grand Tour in auto d’epoca previsto per il 2027 tra Nord Italia e Dolomiti, con Damon Hill, campione del mondo di Formula 1 nel 1996, coinvolto nel progetto.
L’idea è recuperare in chiave contemporanea la tradizione del Grand Tour: non una semplice sequenza di tappe, ma un viaggio costruito attorno alla strada, all’automobile, al paesaggio e alla storia. Per il 2028 è allo studio un percorso analogo nel Sud Italia. Il tema dell’heritage è quindi centrale. E qui il legame con il motorismo non è ornamentale: collezioni, auto storiche, circuiti e personaggi possono diventare il filo narrativo attraverso il quale raccontare anche il resto del territorio.
Non solo auto, ci sono anche barche, moto, bici…
Nel progetto trovano spazio anche le due ruote, in formati che la Tmc potrà proporre secondo i gusti della clientela. Con Misano accanto a Monza e Imola, ma anche con le Dolomiti per le e-bike.
L’obiettivo è intercettare un pubblico internazionale di appassionati attraverso itinerari in moto, eventi, collezioni e percorsi che mettano insieme mobilità, paesaggio e lifestyle italiano. È un segmento che può avere una sua identità autonoma, invece di essere trattato come una semplice variante delle esperienze automobilistiche. E anche in questo caso il patrimonio italiano offre una combinazione difficilmente replicabile: strade, marchi, competizioni, design, moda e territori.

Monza come laboratorio
La prima verifica del progetto è proprio il Gran Premio. ACI blueteam ha l’esclusiva sulle due torri hospitality dell’Autodromo per il GP Travel Club 2026, la quinta edizione dell’evento dedicato a clienti e partner. La Torre Nord è stata scelta per il debutto di CAPOLAVORO e ospita la prima espressione concreta del nuovo brand. La differenza rispetto alla tradizionale hospitality sta soprattutto nell’intenzione di utilizzare l’evento come punto di partenza per un’esperienza più ampia. Il Gran Premio è il richiamo, ma il prodotto che ACI blueteam vuole costruire dovrebbe svilupparsi prima e dopo la gara, sul territorio italiano.
Il modello, quindi, non è quello del viaggio costruito intorno a una singola destinazione. È piuttosto quello di un itinerario costruito intorno a una passione.
Un progetto che guarda al 2028 e anche oltre
La società non indica, almeno in questa fase, obiettivi numerici particolarmente aggressivi. Reggio ha spiegato che la priorità è dare vita a un progetto sostenibile, in grado di crescere nel tempo, più che inseguire immediatamente volumi. È una cautela interessante per un mercato nel quale l’offerta luxury incoming è già ampiamente presidiata. La vera sfida di CAPOLAVORO sarà quindi dimostrare che la rete ACI, la competenza nel travel e il patrimonio legato al motorismo possono tradursi in un prodotto riconoscibile e difficilmente replicabile.
Bagnasco parla di “vendere emozioni”, ma il progetto prova a dare a questa espressione un contenuto concreto: costruire viaggi intorno a una passione, mettendo in relazione il patrimonio motoristico con quello culturale e territoriale italiano. È anche la sintesi del lavoro di Comotti: partire dai motori, che rappresentano il terreno più naturale per ACI, per arrivare a un racconto più ampio dell’Italia.
Il brand nasce dentro uno dei weekend più importanti del calendario automobilistico internazionale, ma non vuole vendere soltanto Monza, né soltanto la F1. Vuole usare ciò che ACI conosce meglio — il mondo dei motori e la sua rete sul territorio — per portare un viaggiatore internazionale fuori dal circuito. Dai box ai borghi, dunque. Ma con un passaggio intermedio fondamentale: trasformare la passione per il motorismo in una chiave per conoscere l’Italia.












