Indonesia, eruzione dell’Anak Krakatoa: prolungata la chiusura di quattro aeroporti

Dopo la chiusura di otto scali, quattro aeroporti, compreso il principale aeroporto internazionale di Giacarta, resteranno chiusi fino alle 18 ora locale. Oltre 270 mila passeggeri coinvolti tra cancellazioni, ritardi e dirottamenti.

Prosegue l’emergenza in Indonesia dopo l’eruzione del vulcano Anak Krakatoa. Le autorità hanno deciso di prolungare fino alle 18 di oggi, ora locale, la sospensione delle operazioni in quattro aeroporti del Paese, tra cui lo scalo internazionale Soekarno-Hatta di Giacarta.

La decisione è stata presa a seguito dell’intensificarsi dell’attività eruttiva del vulcano, situato nello stretto tra le isole di Sumatra e Giava. Nelle scorse ore la nube di cenere generata dall’eruzione aveva già costretto le autorità a interrompere temporaneamente le operazioni in otto aeroporti, provocando pesanti conseguenze per il trasporto aereo nazionale e internazionale.

Voli sospesi e passeggeri bloccati

La società di gestione aeroportuale Angkasa Pura ha annunciato la sospensione delle operazioni in diversi scali a causa dell’aumento dell’attività vulcanica, invitando i passeggeri a verificare costantemente lo stato dei propri voli con le compagnie aeree.

La chiusura riguarda, oltre al principale aeroporto internazionale della capitale, anche altri tre scali. Le operazioni resteranno sospese fino alle 18 locali, corrispondenti alle 13 in Italia, salvo ulteriori aggiornamenti legati all’evoluzione della situazione.

L’impatto sul traffico aereo è già significativo. Secondo il ministero dei Trasporti indonesiano, a partire dal 5 settembre le cancellazioni, i ritardi e i dirottamenti provocati dall’emergenza hanno coinvolto complessivamente oltre 270 mila passeggeri.

Il dato comprende l’intero impatto operativo registrato negli aeroporti interessati dalla dispersione della cenere vulcanica nello spazio aereo.

Otto aeroporti coinvolti dall’emergenza

Nella fase iniziale dell’emergenza erano stati chiusi otto aeroporti. Tra questi figuravano il Soekarno-Hatta International Airport e l’aeroporto di Halim, entrambi nell’area della capitale Giacarta.

Le restrizioni avevano interessato anche gli aeroporti di Bandung e Radin, vicino a Bandar Kampung, a Sumatra, oltre a quattro scali minori.

La cenere vulcanica rappresenta infatti un rischio significativo per l’aviazione. Le particelle possono compromettere il funzionamento dei motori e ridurre la visibilità, rendendo necessaria la sospensione dei voli nelle aree interessate dalla nube eruttiva.

L’eruzione dell’Anak Krakatoa

L’Anak Krakatoa, il cui nome significa letteralmente “figlio di Krakatoa”, è entrato in eruzione nella giornata di sabato, con emissioni di lava e forti detonazioni che, secondo quanto riportato dalle autorità, sarebbero state udibili fino a centinaia di chilometri di distanza.

La cenere si è rapidamente diffusa nello spazio aereo dell’area, raggiungendo anche le rotte che collegano Giacarta, distante circa 150 chilometri dal vulcano.

L’Anak Krakatoa si trova nella caldera formata dopo la devastante eruzione del Krakatoa del 1883, uno dei più potenti eventi vulcanici della storia moderna. Il vulcano attuale è emerso agli inizi del Novecento ed è tornato più volte a manifestare fasi di intensa attività.

Le autorità indonesiane continuano ora a monitorare l’evoluzione dell’eruzione e la dispersione della cenere nell’atmosfera. La riapertura completa degli aeroporti dipenderà dalle condizioni dello spazio aereo e dalle valutazioni sulla sicurezza dei voli.

Lascia un commento

*