È facile amare un’auto elettrica nel tragitto casa-lavoro. Molto meno quando il navigatore segna 800 chilometri, il bagagliaio è pieno fino al tetto e fuori ci sono 38 gradi. È proprio l’estate, con gli esodi verso le località di vacanza, a mettere davvero alla prova autonomia, tempi di ricarica e infrastrutture. È qui che si misura la maturità della mobilità elettrica, ben oltre le promesse delle schede tecniche.
Le vendite di veicoli elettrici continuano a crescere e l’autonomia dichiarata supera ormai spesso i 500 chilometri. Ma quando arriva il momento delle ferie, molti automobilisti si pongono ancora le stesse domande: riuscirò a raggiungere la destinazione senza problemi? Troverò una colonnina libera? Quanto inciderà il caldo sulla batteria?
L’autonomia dell’auto elettrica cambia in estate
Le temperature elevate influenzano il comportamento delle batterie, anche se in modo diverso rispetto all’inverno.
Se il freddo tende a ridurre sensibilmente l’autonomia, il caldo estremo può aumentare i consumi soprattutto quando si utilizza intensamente il climatizzatore o si affrontano lunghi tratti autostradali a velocità sostenuta. Inoltre, il sistema di raffreddamento della batteria entra più frequentemente in funzione, richiedendo ulteriore energia.
Mediamente batterie agli ioni di litio (usate in gran parte delel Bev oggi su strada in Italia) danno il meglio entro i 35 ° C, le LFP a temperature superiori, ma il range in una calda estate come quella italiana, può variare a seconda del tipo di batteria pur se alla fine, si tratta sempre di capacità disponibile che può calare.
Per fortuna le Bev più recenti hanno sistemi che gestiscono automaticamente il calore (sono udibili vari “rumori” del sistema raffreddamento anche ad auto ferma).
Nella maggior parte dei casi, la differenza esiste ma è contenuta, dipende soprattutto dallo stile di guida, ma anche i sistemi di bordo, dalla progettazione, con relative tarature software che fanno la differenza. Inutile nascondere che chi prima ha iniziato a produrre auto elettriche, prima ha sperimentato soluzioni utili per l’uso in estate al caldo.

Il vero limite non è la batteria, ma la pianificazione
L’idea di partire senza sapere dove fare rifornimento appartiene ormai al passato. Con un’auto elettrica, pianificare il viaggio è parte integrante dell’esperienza.
Le applicazioni dedicate consentono di individuare le colonnine disponibili, verificare la potenza di ricarica, controllare eventuali malfunzionamenti e conoscere in tempo reale lo stato di occupazione.
Programmare una sosta durante una pausa pranzo o un caffè permette spesso di ottimizzare i tempi senza incidere significativamente sulla durata complessiva del viaggio. Molte vetture dispongono di ottimi sistemi nativi nel proprio Infotainment, che eseguono perfettamente il compito, tutte le premium del momento, di cui leggete risconto per reali prove su strada nei singoli articoli di Missionline.it.
Le colonnine aumentano, ma nelle giornate da bollino rosso possono crearsi attese
Negli ultimi anni la rete di ricarica si è ampliata lungo autostrade, centri commerciali e aree urbane. Le infrastrutture ultrafast consentono oggi di recuperare centinaia di chilometri di autonomia in pochi minuti, compatibilmente con il modello di auto e con la potenza disponibile. Attenzione a fare i conti “alla leggera” però, visto che con il caldo torrido non è detto che una colonnina HPC di alta potenza libera sotto il sole a 35° (es. una da 300 kW) e un’auto elettrica che dichiara di ricaricarsi a 250 kW, diano risultato da calcolatrice (10% – 80% in 20 minuti). Perchè spesso si possono leggere picchi di massima potenza solo in alcune fasi della ricarica.
Durante gli esodi estivi, tuttavia, le stazioni più frequentate possono registrare code e tempi di attesa, soprattutto nei fine settimana di maggiore traffico.
Per questo è consigliabile individuare sempre una seconda opzione nelle vicinanze. Prima di ricaricare molte Bev consentono di attivare il precondizionamento, utile a velocizzare i tempi, è una cosa automatica se impostata insieme alla navigazione, ovviamente. Da cui il tema base di “Pianificare” ed essere sia connessi sia geo-localizzati.
Bagagli, aria condizionata e velocità: i fattori che incidono di più
Quando si parte per le vacanze, l’auto è spesso molto più pesante del normale. Valigie, biciclette, box da tetto o portabici aumentano la resistenza aerodinamica e incidono sui consumi. Lo stesso vale per una guida particolarmente veloce in autostrada.
Ridurre leggermente la velocità di crociera può tradursi in un’autonomia significativamente maggiore, limitando il numero delle soste. Anche qui, alcune Bev hanno dei suggeritori di guida (addirittura di uso del pedale destro, come le Audi) e di adattamento prestazioni, in base al percorso – ancora una volta – pianificato.

Le soste possono diventare parte del viaggio
Chi arriva da anni di motori termici è abituato a fare rifornimento in pochi minuti e ripartire, quando sente necessità.
Con l’elettrico cambia anche il modo di viaggiare. Le pause per la ricarica coincidono spesso con il pranzo, una passeggiata o un momento di relax. Per molti automobilisti rappresentano un limite, per altri un’occasione per affrontare il viaggio con ritmi meno frenetici. In ogni caso, ancora, devono essere soste figlie di una programmazione o verifica in corso di viaggio. Molte Bev considerano quanta carica mantenere una volta a destinazione.
Come preparare un viaggio estivo con un’auto elettrica
Prima della partenza è utile seguire alcune semplici regole:
- partire con la batteria completamente carica;
- sfruttare ogni funzione di Infotainment e App del costruttore per i viaggi
- pianificare almeno una o due soste alternative se il viaggio ha tempi vincolanti;
- verificare la compatibilità delle app e delle tessere di ricarica, averne anche più di una;
- controllare la pressione degli pneumatici;
- evitare carichi inutili;
- pre-raffrescare l’abitacolo mentre l’auto è ancora collegata alla rete elettrica, così da preservare l’autonomia.
L’estate rivela quanto è matura l’auto elettrica
Le vacanze rappresentano il test più severo per ogni automobilista e, allo stesso tempo, il banco di prova più importante per la mobilità elettrica. Se nella guida quotidiana autonomia e ricarica sono ormai aspetti gestibili, i lunghi viaggi continuano a mettere in evidenza i punti di forza e le criticità del sistema.
Le batterie sono sempre più efficienti, la rete di ricarica continua a espandersi e la pianificazione del percorso è diventata molto più semplice rispetto a pochi anni fa. Restano però differenze tra territori, momenti di forte affluenza e disponibilità delle infrastrutture.
Per questo l’estate non è soltanto la stagione delle partenze: è anche il momento in cui l’auto elettrica dimostra se è davvero pronta ad accompagnare milioni di automobilisti ovunque, senza più l’ansia della ricarica. Parte del risultato dipende però da contesto, inclusi i comportamenti virtuosi o dannosi presso i punti ricarica. Ovvero: spazi occupati da chi non ricarica, malfunzionanti, erroneamente indicati, che possono peggiorare l’esperienza di uso.

–> Un esempio reale di vacanza fatta solo con un’auto elettrica? Leggi qui dell’uso in estate (agosto 2025) per Polestar 4 tra pianura e montagna.
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