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Tira e molla Alitalia

Tira e molla Alitalia, in un ridda di notizie in chiaroscuro. Perché malgrado rimanga nebuloso il rilancio di Alitalia che ormai, sembra, demandato alle Ferrovie dello Stato (leggi qui), si susseguono notizie positive e negative che più o meno so equivalgono. All’indomani, ricordiamo, anche della nomina del commissario frontrunner, ovvero Luigi Gubitosi, ai vertici di Tim. Per il quale il Governo dovrebbe trovare a breve un sostituto. Gubitosi che ha inviato una lettera ai dipendenti di Alitalia, dove ha parlato anche della proposta delle Ferrovie. “Come sapete Ferrovie dello Stato ha presentato un’offerta per rilevare gli assett aziendali. Sono favorevolmente impressionato dall’entusiasmo e dalla professionalità della dirigenza e del team che sta lavorando sul progetto”, ha scritto il neo ad di Tim.
Le notizie positive arrivano sempre dall’operatività giornaliera con i Commissari che, in un’incontro con i sindacati, hanno ribadito che “l’andamento aziendale è in costante miglioramento. Nei primi dodici giorni di novembre i passeggeri sono aumentati del 6,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e i ricavi dell’11%”, annunciando nel contempo anche l’arrivo di tre nuovi aeromobili, tre A321neo (ex Primera Air di recente fallita?)per sostituire tre vecchi A321, “frutto di una rinegoziazione con la società di leasing con cui avevamo i vecchi Airbus” sottolineano i Commissari. Ma, malgrado tutto ciò, la compagnia continua bruciare cassa, al ritmo di, pare, circa 1,5 milioni di euro al giorno.

Tira e molla Alitalia; nuovi aerei, nuova lounge a Fiumicino, nuove divise, nuove rotte… tutte sotto la lente di Bruxelles, come aiuti di Stato

Intanto però, malgrado il Tira e molla Alitalia, sembra proprio che il matrimonio tra il vettore e le ferrovie dello Stato s’ha da fare, anche per ragioni politiche, perché dal punto di vista finanziario la società guidata da Gianfranco Battisti, vuole “sborsare  il minimo necessario dal momento che si accollerebbe una società non profittevole”. Cifra che, secondo Fitch Ratings, sarebbe di 2 miliardi di euro tra debito, compresi i 900 milioni di euro di prestito statale più gli interessi in scadenza il prossimo 15 dicembre,  e costi per il rilancio. Che come prime mossi vedrebbero il taglio di alcune rotte  effettuabili con l’alta velocità, da Firenze, Bologna e Napoli, con i Frecciarossa in azione però tra Roma e lo scalo hub del vettore che non sarebbe per nulla alta. Questo permetterebbe la vendita, la riconsegna ai lessor, o il riposizionamento su rotte più remunerative (tra cui quelle a taglio business tra Linate e London City, leggi qui, o Ginevra, leggi qui) degli aeromobili di piccolo cabotaggio, come gli Embraer (della divisione regional CityLiner) o gli A319.

La lettera di addio ai dipendenti Alitalia di Gubitosi

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Riccardo Zanotto
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Riccardo Zanotto è il nuovo managing director di BTExpert