La direttiva europea apre alla patente B già a 17 anni con guida accompagnata. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti valuta il recepimento anche per le patenti C: ecco cosa potrebbe cambiare per i neopatentati e per il settore automotive.
Patente a 17 anni: cosa prevede la nuova direttiva europea
La patente auto a 17 anni potrebbe diventare realtà anche in Italia. Dopo l’approvazione della nuova direttiva europea sulle patenti nel 2025, gli Stati membri potranno consentire ai diciassettenni di conseguire la patente B, purché guidino fino ai 18 anni accompagnati da un conducente esperto.
L’obiettivo è duplice: aumentare l’esperienza di guida dei giovani prima dell’autonomia completa e contribuire a ridurre il numero di incidenti che coinvolgono i neopatentati. Si tratta di un modello già adottato, con modalità differenti, in Paesi come Germania, Austria e Irlanda, dove la guida accompagnata è ormai parte del percorso formativo.
Il MIT e Salvini: confronto aperto su patenti B e C
In Italia la riforma non è ancora operativa, ma il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha avviato un confronto con autoscuole, associazioni dell’autotrasporto e rappresentanti della filiera della mobilità per definire il recepimento della direttiva europea.
Tra le ipotesi illustrate dal ministro Matteo Salvini c’è l’abbassamento a 17 anni dell’età per conseguire la patente B e la patente C. Quest’ultima rappresenta un tema particolarmente sentito dal comparto dell’autotrasporto, che da anni denuncia una cronica carenza di conducenti professionali e vede nell’anticipo della formazione uno strumento per favorire il ricambio generazionale.
Come funzionerebbe la guida accompagnata
Il principio è semplice: il diciassettenne potrebbe conseguire la patente ma, fino al compimento dei 18 anni, guiderebbe soltanto in presenza di un accompagnatore con adeguata esperienza, secondo i requisiti che saranno definiti dalla normativa italiana.
L’Italia conosce già un sistema di Guida Accompagnata, oggi riservato a casi specifici. La novità sarebbe l’estensione del principio alla patente B, in linea con le possibilità offerte dalla nuova normativa europea.
Le altre novità: esame di guida e patente digitale
La riforma europea non riguarda soltanto l’età minima per conseguire la patente. Sono previste anche prove d’esame più aggiornate, con maggiore attenzione ai rischi della distrazione, all’uso dello smartphone, ai sistemi di assistenza alla guida (ADAS) e alla sicurezza degli utenti più vulnerabili della strada.
Tra le innovazioni figura inoltre la patente digitale europea, disponibile sullo smartphone e destinata ad affiancare il tradizionale documento fisico.
Nulla cambia invece per le procedure in caso di rinnovo della patente guida o di smarrimento della stessa patente, Mentre per gli esami teorici di recente è stato introdotto il controllo con jammer.
L’impatto sul mercato auto: un anno in più, ma meno giovani
Per il mercato automotive la patente a 17 anni potrebbe anticipare l’ingresso di una nuova fascia di clienti, soprattutto nel segmento delle auto usate e delle vetture compatte, senza però modificare in modo sostanziale il quadro della domanda.
Il motivo è demografico. Se da un lato il settore “guadagnerebbe” un anno, consentendo ai giovani di entrare prima nel mercato dell’auto, dall’altro il numero dei potenziali acquirenti continua a diminuire. Oggi i diciassettenni sono sensibilmente meno rispetto alle generazioni di venti o trent’anni fa, effetto del calo delle nascite registrato in Italia dagli anni Duemila.
Per costruttori, concessionari e società di noleggio si tratterebbe quindi soprattutto di anticipare la domanda, più che di ampliarla. L’effetto potrebbe essere più evidente nel breve periodo, mentre nel lungo termine resterà il nodo della demografia, destinato a influenzare l’intero mercato dell’automobile.












